venerdì 8 agosto 2014

Italian Pride


Orgoglio italiano, malgrado tutto, e sempre.
Siamo un Paese di persone litigiose, inaffidabili, incapaci di stare in coda o di fare causa comune contro un problema di tutti. Ammiriamo il furbo di turno che ci deruba e non sappiamo neppure trovare accordi condivisi sulle regole di vita democratica. Esterofili sino all’idiozia, tanto da usare anglicismi invece della nostra bellissima lingua, compriamo auto straniere quando potremmo dar lezioni al mondo intero sui motori e sulla linea delle carrozzerie.

Siamo ridicoli (per non dire peggio) quando ora ci scegliamo i nostri rappresentanti politici o i nostri governanti, ma neppure in passato abbiamo brillato, per fortuna o per scelta. Avevamo un re che è scappato nel momento del pericolo (dando una mazzata finale alla sua casa regnante) ed un dittatore che alla fine ha tentato di fuggire pure lui, coinvolgendo nella sua cattura la donna che lo amava di più. Un re ed un duce tragicamente ridicoli nel loro tramonto, mentre altrove i dittatori e gli imperatori sceglievano il suicidio, o sino all’ultimo erano rispettati e solo dopo la loro morte ci si permetteva di metterli in discussione pubblicamente.
Siamo in crisi e non ne usciamo pur avendone tutti mezzi, e basterebbe poco per valorizzarci veramente, recuperando il posto che ci spetta nel mondo, per la nostra industria manifatturiera, per i piccoli grandi imprenditori che ci invidiano ovunque, per i prodotti alimentari d’eccellenza, per la cucina e l’arte.

E, per tornare al fatto che non sappiamo stare in coda, sono orgoglioso pure di quello. Altri popoli, rispettosi dell’ordine e delle code, hanno costruito in modo molto più efficiente macchine di sterminio di massa che hanno coinvolto nella responsabilità l’intera popolazione o quasi. Noi, eterni bastian contrari, anche tra i fascisti avevamo chi non era disposto a denunciare gli ebrei, ed in un modo o nell’altro non abbiamo mai permesso al dittatore di rubarci anche l’anima. 
Pure i cattolici osservanti - a proposito di anima - non rispettano alla lettera tutte le indicazioni del Papa.
Sì, sono amareggiato di quello che vivo oggi, in Italia, ma non smetterò di essere orgoglioso di essere italiano.

                                                                                                     Silvano C.©


( La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

4 commenti:

  1. bello, ma ogni volta che lo leggo mi nasce una domanda, a te, che ti dichiari ateo,anche se esula dal discorso del tuo post,una domanda che ho rivolto anche ad altri, di cui non ho mai avuto esaustiva risposta.Tu scrivi 'di rubarci anche l'anima'...l'anima, io pensavo fosse solo una cosa indefinita che riguarda le religioni,qualsiasi religione infatti usa questo termine per definire quell'entità che non è fisica,e non è sentimento, o cuore o emozione o intelligenza,ma la parte che godrà dopo la traslazione del corpo di una nuova vita,in forme diverse. Ora io trovo scritto 'anima' parecchie volte nei social, e sicuramente non indicandone un indirizzo religioso. Personalmente parola che evita,per non affrontare a viso aperto tutti i miei dubbi,ma lasciandoli lì,sopiti,fino al tempo che chiederanno loro di avere risposta.
    grazie per l'attenzione.

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    1. Grazie, anonim*. ammetto che uso anima in un modo che un credente può trovare poco accettabile, e ne terrò conto, da ora in poi. Tuttavia io uso il termine nell’accezione più generica: il principio vitale dell’uomo, di cui costituisce la parte immateriale, origine e centro del pensiero, del sentimento, della volontà, della stessa coscienza morale (dal dizionario Treccani, in rete).
      La parola anima era usata già prima di Cristo, del resto.
      Io comunque non mi dichiaro ateo, ma laico, e sono fortemente critico con gli atei integralisti, se leggi meglio in giro sul blog. In altre parole non faccio parte dell’UAAR, tanto per essere chiaro, né simpatizzo per certe loro prese di posizione.
      Rifiuto quindi la tua definizione di “parte che godrà dopo la traslazione del corpo di una nuova vita,in forme diverse”. Non ho alcuna prova che questo avverrà, né lo rifiuto a priori. Semplicemente uso anima in modo discorsivo, senza implicazioni religiose. Inoltre io mi ritengo non ATEO, ma DIVERSAMENTE CREDENTE, come scrivo già altrove…
      Come ultima cosa io non offro risposte, ma pongo dubbi. Anche le mie affermazioni sono discutibili, e a volte mi contraddico, ad esempio tra pensiero ed azione, non solo sul blog. Io amo a volte affrontare a viso aperto alcuni miei dubbi, e non mi illudo che verrà mai un tempo nel quale avranno risposta. Se verrà, lo vedrò, lo vivrò, se ci sarò. Grazie a te di leggermi. E di avermi messo davanti alla nuova responsabilità di usare anche la parola “anima” con maggiore attenzione… Silvano.

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  2. mi scuso per l'ateo, non volevo davvero offendere.Cercando ho trovato questo...mi è piaciuto e te ne faccio dono.
    Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte».

    Gustave Flaubert, “Memorie di un pazzo”

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    1. non credo servano scuse, aninim*, quando si discute senza intenzione di ferire. e non aggiundo altro...(sono rimasto indeciso se rispondere o no. non mi va di avere l'ultima parola, ma allo stesso tempo devo far capire che ho letto, e apprezzato)... Silvano

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