La vita come un giallo, alla ricerca dell’assassino dei sogni. Se fosse un romanzo autobiografico potrei dire di sapere chi ha ucciso i miei sogni, e dovrei ammettere, più meno presto nella narrazione, di essere stato io. La vita tuttavia non si può costringere a un solo genere letterario, sono troppi e li può toccare tutti o quasi. Certi momenti poi è musica, oppure appare monumentale e destinata a durare millenni. La realtà personale è molto più modesta però, e se io sono il centro del mondo significa solo che sono enormemente ignorante. Altrove si vive diversamente e io non conto nulla. Del resto quanti ricordano te? Molti, credo, ma sempre di meno anno dopo anno. E nuove possibilità non le hai. Qualcuno forse, curiosando su quanto scrivo, scopre particolari ma non sa se sono reali, immaginati o inventati. Tu resti viva in me e in chi vive e ti ha amato. Il resto è una foresta dove ci si perde se si lascia il sentiero. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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