I miei nonni li hai conosciuti, erano i loro ultimi anni, e sono stati anni brutti per loro. In famiglia le cose non andavano più bene da troppo tempo, e io o non potevo far nulla o facevo finta di nulla. Tutto si era rotto con quel maledetto appartamento al piano rialzato della casa popolare dove ci eravamo trasferiti. I vicini sopra di noi facevano un rumore che mia madre non sopportava. Che dire poi del fatto che io ero cresciuto più vicino ai nonni materni che non ai miei genitori, sempre fuori casa per lavoro. Pure le mie abitudini da figlio unico per quasi otto anni hanno influito nei rapporti familiari, tutto ha contribuito, anche a far nascere gelosie interne e cose non dette o, peggio, urlate. Avrei voluto forse una famiglia diversa, anche tu in fondo l’avresti voluta nel tuo caso, per motivi diversi ma analoghi. Sia mio nonno sia mia nonna vennero poi nostri ospiti, a Riva del Garda, prima lui da solo e poi, quando lui morì, lei da sola. Di mio nonno hai accettato che il suo nome andasse a nostro figlio. Il ciclo in qualche modo si è chiuso, e poi le cose sono andate come sono andate. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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