Mc Luhan classificava i media come "freddi" quando hanno
bassa definizione ed alta partecipazione, e "caldi" se caratterizzati
da alta definizione e scarsa partecipazione. Emergevano ambiguità nella sua operazione già in tempi non
sospetti, cioè prima dell’avvento di Twitter, quindi mi riesce difficile attribuire
con certezza il senso di
"caldo" e "freddo" al mezzo stesso, nato per trasmettere informazione,
ma usato in modo molto vario dai
suoi utenti, e questo anche solo sotto l’aspetto del follow-defollow.
Chi segue su Twitter particolari fonti solo per ricevere rapidamente informazioni
si comporta in modo ben diverso da chi procede a testa bassa con suoi
cinguettii che rimandano ad un suo blog o un suo sito, oppure con citazioni ed
aforismi, senza alcuna interazione (o con rarissime eccezioni) ed apparentemente
ignorando gli altri.
Twitter mi piace tiepido, mi ritengo libero di seguire chi mi aggrada, di defolloware senza una vera motivazione logica, di essere riconoscente nei confronti di qualcuno, di iniziare a seguire persone che mi incuriosiscono o mi sembrano adatte ma di smettere di farlo quando mi rendo conto che io non interesso a mia volta o perdo le motivazioni iniziali, di essere partigiano (cioè di parte), di usare la forza dei numeri di chi mi segue come opportunità per pubblicizzare chi penso lo meriti, e anche, ovviamente, per far leggere questo blog, nel quale posso scrivere senza dover contare i caratteri.
Silvano C.©
( La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
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