venerdì 12 giugno 2026

Malgrado me

Scelsi te, una donna, per amico. Era l’anno nel quale Lucio Battisti cantava quel pezzo, sembrava che le parole di Mogol mi riguardassero direttamente, e quello che vissi in quel periodo per certi aspetti fu una copia carbone di quelle parole. Dopo aver perso per strada e mai più recuperato come prima il mio più grande amico, per il quale un paio di volte pensai di avere anche sentimenti diversi oltre all’amicizia, incontrai te. Allora cercavo l’amore, qualcosa di superiore all’amicizia che pure avevo avuto, e dopo varie vicissitudini capitò d’incontrarci. Tu vincesti la mia dichiarata refrattarietà a dichiararmi amico di qualcuno, sostenevo che l’amicizia non esiste, ero influenzato da quello che mi era successo anche per colpa mia. In quel periodo tu mi regalasti una piccola tesserina con le figure di Snoopy e Woodstock che conservo. Sulla faccia anteriore c’è la scritta Hai mai pensato ad un mondo senza amicizia? Sul retro c’era la risposta: Io nemmeno! Oggi sono andato a Riva del Garda, e non ho potuto evitare di pensarti. Sei andata via nel mese di novembre dell’anno scorso, sei stata amica mia e di Viz, dimenticare non è possibile. Grazie di quello che mi hai dato, malgrado me.

                                                                                                 Silvano C.©

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giovedì 11 giugno 2026

Dove?

Contare nulla e capirlo. O contare per pochissimi. Quindi posso permettermi di dire che non hai mai visto e conosciuto le giornate estive di Ferrara, sotto il Sole e l’afa ferrarese, nel silenzio interrotto solo dal ronzio degli insetti e nella solitudine di interminabili pomeriggi festivi. Camminare alle due per andare in centro e rinchiudermi in una sala cinematografica a vedere qualsiasi cosa con l’intenzione di stare un po' al fresco, al buio, e distrarmi aspettando il giorno dopo. Non mi mancano quei giorni anche se li ho vissuti. Forse mi mancherà Ferrara, un po', non so quanto, ma tu non ci sei più e allora per chi o cosa ci dovrei tornare? Pensavo a cose alle quali non penso più, e se le ricordo ancora spero di dimenticarle presto. La vita va, dove non lo so.

                                                                                                 Silvano C.©

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mercoledì 10 giugno 2026

Per amore

Amori sacri e amori profani sono sempre amori, non ne conosco la differenza, non ne ho approfondito lo studio, mi sono capitati, li ho vissuti e confusi. Credo di aver dato amore e di averlo ricevuto, non chiedermi di spiegarti oltre, sono cose mie, sono la vita che ho vissuto e che ho voluto o mi è capitata. Non di rado mi succede di associare la mia malattia o la malattia di chi ho avuto vicino come momenti anche positivi e non solo patologici. Essere stato aiutato e curato quando stavo male è stata una delle cose più belle che ho vissuto, e credo di aver aiutato qualche volta qualcuno, anche se non sempre quando e quanto avrei dovuto. L’aiuto e la cura possono essere divisi tra sacro e profano? Non credo, non lo immagino possibile e immagino sia inumano pensarlo. La cura e l’amore sono coinquilini che abitano gli stessi spazi, sono loro che rendono bella la vita e meno faticosa ogni impresa. La mia più grande colpa è non aver ricambiato sempre, per quello sono da condannare, oppure da assolvere, per amore.

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martedì 9 giugno 2026

Nebbia nella mente

Nebbia a Riva del Garda e limpido a Trento. Non sono osservazioni meteorologiche, sono quello che vedo nelle mie sfere di vetro che ho portato a Rovereto dall’appartamento di Ferrara che lentamente stiamo lasciando. Evidentemente la neve dentro la sfera di Riva del Garda col tempo si è leggermente decomposta in polvere minuta che resta in sospensione e l’improbabile centro storico rivano rimane così avvolto nella nebbia. Non ricordo quando comprai o comprammo queste due sfere, era un modo per stare a Ferrara senza dimenticare il nostro Trentino. 

La situazione da poco meno di due mesi è mutata, adesso dovrei recuperare una sfera di Ferrara per ricordarla qui, a Rovereto. Se le cose vanno secondo i tempi previsti, con la fine di settembre, quell’appartamento dove avremmo potuto andare assieme tante volte avrà nuovi proprietari. Uno dei motivi principali che mi spinsero a coinvolgerti in quell’acquisto era la volontà di mantenere un legame con la mia città natale e l’idea di tornarci assieme quando saremmo stati in pensione è venuta successivamente. Del resto allora l’idea della pensione era lontana e non ci pensavamo. Quando la cosa sarebbe stata poi realizzabile la vita ha deciso diversamente. 

Negli ultimi anni, ogni volta che tornavo nel nostro appartamento, quasi subito mi scattava l’istinto di fuga. Mi trovavo a casa mia ma non mi sentivo più a casa mia, Ferrara mi stava lentamente allontanando, impercettibilmente, ogni volta di più. Oppure sono io che me ne sono poco a poco allontanato, perdendo inconsciamente il desiderio di mantenere contatti con le persone che conoscevamo. Non saprei rispondere, magari col tempo mi farò una narrazione alla quale darò la dignità di verità, e ci crederò, come del resto sto già raccontando e raccontandomi. La certezza è che nulla resta com’era, che i progetti sono per chi ci crede sinché ci crede e che la vita viene dal passato ma ha bisogno di proiettarsi nel futuro, prendendo atto di quello che cambia. In ultima analisi la nebbia resta solo nella mia mente. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

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lunedì 8 giugno 2026

Prima di morire

Potrei vivere spendendo di più, togliendomi voglie e curiosità costose, potrei viaggiare andando in Paesi lontani e vederli almeno una volta prima di morire, potrei chiamare persone per fare al posto mio tutti i lavori domestici senza fingere di non vedere la polvere del tempo che si accumula sulle cose e sugli stessi ricordi. Potrei forse incontrare chissà chi, anche se quello che fui non sono più e nulla potrebbe ridarmi alcune emozioni vissute e conservate sotto vetro. Non vale neppure il vorrei ma non posso, almeno non per molte delle idee che a volte mi frullano in testa. Potrei ma non m’interessa, dovrei dire, o potrei ma non voglio. Intendiamoci. Nella vita ho sprecato molto, anche denaro, e ho rubato giovinezza a chi ne aveva in eccesso senza danneggiare nessuno. E poi la frase prima di morire non mi convince né lo ha fatto mai. Se cedessi alla sua logica dove sarebbe il mio nuovo limite, visto che un limite devo comunque averlo? Se andassi prima in Brasile e dopo in Cina mi basterebbe o poi vorrei le Antille? E se m’immaginassi Don Giovanni (cosa decisamente non alla mia portata) dove sarebbe la pace, che arriverebbe comunque. No, il fatto è che ho alcune priorità, una in particolare. I miei desideri di pancia esistono, è innegabile, tuttavia assieme prendemmo un impegno e di fronte a quello il mio egoismo si arrende. Non sarò perfetto mai, e neppure del tutto sbagliato. Ciao, Viz.

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sabato 6 giugno 2026

Importanza dei tempi

A forza di ripetermelo me ne convinco. Sperando che intanto qualcuno non mi apra diversamente gli occhi e mi faccia venire dubbi. Si tratta di questo: del vivere il presente. È logico vivere il presente, tutti viviamo a modo nostro il presente, è l’unico tempo reale. La memoria però vive nel passato e condiziona il mio presente. Inoltre dal presente non posso evitarmi proiezioni nel futuro. Non riesco a vivere solo nel presente, mi è impossibile. In questi giorni sto pian piano rinunciando a Ferrara, a quanto avevo pensato realizzabile e possibile ma divenuto poi irrealizzabile. 

Vivere solo nel presente, come qualcuno suggerisce, significherebbe amputarmi qualcosa. A questo punto mi sono convinto che, fissato a 100 il tempo totale che m’interessa, dedico al passato almeno 50, al presente 10 e al futuro, che è pur sempre quello che mi aspetta e gli altri si aspettano da me, 40. Per certi versi il passato così ingombrante è dovuto alla mia età. Sicuramente ho superato da molto l’età di mezzo e gli anni che mi restano da vivere non saranno mai tanti come quelli vissuti.

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venerdì 5 giugno 2026

Punti di vista

Postumo è un aggettivo bellissimo, significa continuità anche dopo, interesse che rimane.

Fallimento non sempre viene per far male, talvolta permette una seconda o terza volta. Fa male solo se è definitivo ma se permette crescita sia benvenuto.

Dolore fisico, difficile da accettare e dirne bene, eppure, quando ci lascia, quando ci libera…

Morte che ci separa, che rimane in attesa, che aspetta senza fretta ma inesorabile. Dovrebbe far apprezzare la vita, anche la morte ha un suo perché.

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giovedì 4 giugno 2026

È stato un bel sogno

I cicli, per loro tipicità, tendono a ripetersi in modo uguale o simile, ma non sono necessariamente destinati agli stessi individui. In altre parole quello che vivo ora è possibile sia un ciclo vissuto già da un numero inimmaginabile di persone, ed è anche ugualmente possibile che le mie esperienze si susseguano in modo ripetitivo conservando analogie legate alle mie tipicità, alle abitudini, ai vizi e alle virtù. La vita mi si ripresenta sotto vesti che coprono la vecchia continuità. Potrei pensare, e lo penso in effetti, che mi mancherà Ferrara, tuttavia non è la nebbia di Ferrara che mi mancherà, o le sue strade, i suoi cinema e il suo mare non troppo lontano. Sono piuttosto i miei anni di allora che mi mancano già, sono le persone, le cose perdute, la vita di un tempo che ormai non è più. In fondo non vorrei tornare indietro seguendo una nostalgia insana e irrealizzabile e quegli anni particolari non sono stati solo rose e spettacolo, anzi, parte di quel periodo non avrei mai voluto viverlo. C’è stato un lungo momento nel quale ho pensato che con te un giorno sarei tornato nel nostro appartamento, che avremmo trascorso giornate piacevoli tra le vie medievali e nelle librerie cittadine, che saremmo andati al cinema o a teatro, che avremmo trascorso serate piacevoli con gli amici. Tutto è finito, e l’ho capito in modo chiaro da poco più di un mese. Avrei dovuto rendermene conto molto prima, i segnali li avevo avuti tutti.

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mercoledì 3 giugno 2026

Alla ricerca (di)sperata

I modelli climatici e politici che mi(ci) hanno permesso di prevedere con qualche attendibilità le precipitazioni tra qualche giorno o i rapporti tra Paesi nel medio periodo sono ormai superati e quelli esistenti non mi(ci) danno affidamento. Nei giorni nei quali sto concretizzando significativi mutamenti nei rapporti con la mia città natale, Ferrara, mi chiedo cosa potrà avvenire nella parte finale dell’anno. La domanda è come, quando e se tornerò. Non ho modelli applicabili neppure in questo caso, come nei due precedenti, poiché la situazione è del tutto nuova e in una certa misura non prevista. La vita percorre strade sue, prosegue per chi sarà ancora in vita ma non risparmierà sorprese a nessuno. Credo che la mia ricerca di risposte o rassicurazioni, ora, sia alquanto disperata.

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martedì 2 giugno 2026

Gnocchi e pazienza

Cosa mi manca? Alla domanda non posso rispondere, è sbagliata. Mi si dovrebbe chiedere chi mi manca. In quel caso potrei tentare un elenco relativamente breve di persone che mi sono state vicine in un tratto del mio percorso e che ora non ci sono più. Se ancora ci sono significa che non mi mancano, che se lo desidero posso ritrovarle, che se alcune di loro mi cercano possono trovarmi, e se col tempo ci siamo persi vuol dire che sopravviviamo ugualmente, che non siamo vicendevolmente importanti. Tuttavia posso tentare di elencare alcune cose che mi mancano, per tornare alla domanda iniziale, in parte contraddicendomi ma così far capire meglio. Mi mancano gli gnocchi di patate che mia madre poi condiva col ragù. Mi manca la minestra di fagioli che cucinava mia nonna. Mi mancano le favole che mi raccontava mio nonno. Mi manca la pazienza di mio padre. Mi mancano le parole di tanti amici. Più di ogni altra cosa mi mancano la tua voce e il tuo sorriso.

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lunedì 1 giugno 2026

Assenza

Quando l’assenza diventa quotidiana presenza gli assenti arrivano segretamente, ritornano diversamente, si manifestano in forme adatte ai tempi. Ci capita quindi di conversare con qualcuno di loro e chi ci osserva pensa che parliamo da soli, che la mente sia scivolata su strade da evitare. Del resto oggi stavo prendendo un caffè a un distributore automatico e mi si è avvicinata una donna che prima pensavo parlasse con me e poi che parlasse da sola. Invece era in linea con qualcuno al telefono. Ho evitato la figuraccia di risponderle a sproposito quando l’ho capito, e lo stesso consiglio di fare a chiunque sorprenda chi sembra parlare da solo. Non si parla mai da soli, magari si risponde per le rime ad un commentatore televisivo che neppure se ne renderà conto oppure, come naturalmente avviene, si parla con qualcuno che è assente e del quale si sente la mancanza.

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domenica 31 maggio 2026

Sofferenza

Questo avremmo fatto assieme, nel nostro vocabolario condiviso ed esclusivo, non accessibile agli altri. Avrebbe potuto diventare una nuova lingua in parte inventata nel significato dato ai singoli termini ma un linguaggio sicuramente lo era già. Assieme avremmo dato il nome anche a lui. Lui che arriva e assaggia la merce in vendita, che sposta senza troppa cura le confezioni in offerta creando qualche danno, che è impossibile da scordare una volta che lo si è incontrato e notato tra le corsie del supermercato con l’aria mesta e tristissima, tirata, con l’espressione adatta a un funerale. L’avremmo chiamato Sofferenza

Ciao, Viz.

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sabato 30 maggio 2026

Meccanica umana

La biografia solo per chi si è amato. Gli altri non meritano alcun ricordo e se vengono ignorati e scordati ancora in vita è pure meglio. Scrivere una biografia è un atto d’amore postumo, inutile perdere tempo con chi non si è stimato e non ha meritato la nostra attenzione se non per suoi aspetti negativi. La vita è troppo breve per dedicarla a odiare e denigrare, in questo sbaglio e lo so. Rancoroso e critico, capace di legarmela al dito quasi in modo perenne, votato alla solitudine piuttosto che alla comprensione dei limiti umani dei quali sono campione, capisco sempre meno del mondo che mi sta attorno e appena arrivo a qualche risultato utile subito le regole del gioco cambiano e devo ripartire facendo passi indietro. Del mutamento ne farei volentieri a meno, lo trovo faticoso e chi amo oppure ho amato rimane il mio solo punto fermo ed esclusivo, nel senso che esclude. Dovrei scrivere solo di amore, in definitiva, quindi di ben poche persone. I luoghi, le case, le città, i fatti, le scelte e le conoscenze sono temi importanti solo perché legati alle persone. È l’unificazione della meccanica umana.

                                                                                                       Silvano C.©

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venerdì 29 maggio 2026

restò morto, ed ebbe torto!

Con ogni approfondimento si rivede quanto fatto prima e lo si aggiusta, lo si modifica o lo si cambia completamente. A volte avvengono vere e proprie rivoluzioni nel modo di pensare che destabilizzano chi pensava si fosse raggiunto l’apice del possibile. E invece no, tutto cambia, non solo nel modo di affrontare teoricamente un problema ma pure nel modo di agire. I filosofi degli ultimi secoli hanno affrontato aspetti già indagati nel passato riscrivendone e aggiornandone le definizioni. In definitiva chi resta ha il diritto e l’opportunità di ripensare a quanto è stato fatto da chi è andato via, da chi è morto. Un figlio può riconoscere positivamente quanto realizzato dai genitori ma ne vede pure gli aspetti discutibili, e ormai loro non possono più replicare. Chi oggi detiene il potere di vita o di morte su intere popolazioni tra pochi anni sarà morto, e non potrà in alcun modo fermare le critiche che riceverà da chi sarà allora in vita. Tutte le sue azioni potranno essere annullate o completamente modificate; a nulla serviranno i monumenti i monumenti che si sarà fatto costruire. In quest’ottica la faccenda sembra ridursi alla logica del duello. Si vuole ottenere giustizia o ragione, ci si sfida a duello, si combatte e uno dei due contendenti muore. Chi muore ha torto, e chi rimane ha ragione. Chi rimane può continuare la narrazione che ritiene corretta e chi è morto non può più parlare o replicare. A Ferrara esiste il vicolo dei Duelli, una via privata alla quale si accede da via Cortevecchia. In quella stretta via ebbe luogo il 10 ottobre 1364 un duello ricordato da Gerolamo Melchiorri in una sua pubblicazione tra certi Almerico da Meldola e Pietro da Fuligno. Quest’ultimo restò morto, ed ebbe torto!

                                                                                                 Silvano C.©

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giovedì 28 maggio 2026

Causa di dolore

Nessun dolore viene senza motivo. Potrebbe essere evocato da lontano, da sorgenti destinate a rimanere segrete o arrivare come avviso, come segnale del quale tener conto in seguito a cose che avvengono nella vita. A volte cedo all’idea romantica e morale che vorrebbe ogni fatto umano soggetto a una sorta di giustizia superiore: se ho commesso un errore dovrò in qualche modo pagare e se ho aiutato per pietà o per amore ne avrò compenso. Inutile tentare di convincere chi non ne è già convinto, del resto i dubbi in proposito non mi mancano. E anche solo restando nella mia famiglia o tra i parenti più prossimi sono avvenute troppe cose che non potrei spiegare con questa logica. Il dolore del mondo, non solo il mio, forse non ha come motivo l’espiazione di qualche colpa, e probabilmente neppure la durata e la qualità della vita  sono legate a simili speculazioni. Si tratta di fantasie oziose o forse di una forma distorta di fede laica che si auto-contraddice. Il grande mare della conoscenza credo sia nulla al confronto degli infiniti oceani dell’ignoranza, quindi devo accettare, osservare, galleggiare senza poter vedere il fondo nell’attesa di scendere verso il basso. 

                                                                   Silvano C.© 

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mercoledì 27 maggio 2026

La vita è anche ciò che non è

Scendo la scalinata facendo attenzione a non cadere. Sarebbe imperdonabile rovinarsi la prima volta a Parigi con una slogatura o, peggio, con la testa rotta. Devo vedere tutto quello che posso senza pensare alle spese. Viaggiare così del resto è molto economico. Ho un elenco lunghissimo di luoghi da visitare: musei, palazzi, chiese e locali pubblici di ogni genere. Mi farò chiudere di notte al Louvre in modo da averlo tutto per me ignorando Belfagor. Passeggerò sulla riva sinistra. Vedrò gli spettacoli del Crazy e del Moulin. Girerò per le strade con una baguette e guarderò come si vestono le francesi. Siederò in qualche ristorante dai tavoli minuscoli e mi farò consigliare dai camerieri, anche se non so parlare in francese. Mi farò coraggio ed entrerò in qualche gioielleria per sceglierti qualcosa che non ti ho mai regalato. Ti rincorrerò quando sparirai dietro un angolo della strada. Mi perderò sulle rive della Senna e vivrò qualche giorno come se non fossi mai stato a Parigi prima, rubando emozioni a libri, canzoni e film. La vita è anche ciò che non è.

                                                                                                 Silvano C.©

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martedì 26 maggio 2026

Forse l’IA mi potrebbe aiutare

Me la prendo anche coi morti, con quelli che mi hanno detto o fatto cose che adesso non accetterei più ma ai quali, all’epoca, non seppi replicare. Potrei fare nomi e cognomi, a riprova della mia difficoltà a dimenticare i torti, ma sarebbe accanimento inutile e controproducente. Un "amico" che frequentai per una breve stagione mi disse in particolare che gli occhiali da sole che usavo erano di cattivo gusto e pessima qualità mentre i suoi, oltre a essere migliori, non costavano molto. In seguito, approfondendo la questione, ho realizzato che i suoi occhiali erano di una marca molto costosa che non mi sono mai permesso in tutta la mia vita, oltretutto senza averne alcun problema perché in seguito ho sì comprato occhiali migliori, ma molto più economici di quelli.

La realtà più interessante però non è che me la prenda coi morti. Il fatto è che passo dalla vita vissuta ora a quella vissuta negli anni settanta e anche prima, e viceversa. Inoltre confondo episodi vissuti veramente e altri solo letti in un libro o visti in un film o in una serie televisiva. In definitiva è come se mi trovassi in una casa della quale ho letto mentre parlo con l’attrice che interpreta il personaggio di una serie televisiva e lei mi risponde con le parole della cassiera del supermercato: un delirio onirico e dissociato.

Ormai uno bravo non mi basta più, avrei bisogno di una equipe che esaminasse la situazione da più punti di vista, con specialisti del corpo e della mente, con un approccio multidisciplinare che non ignorasse neppure le opportunità offerte dalle intelligenze artificiali più adatte al caso.

                                             Silvano C.©

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lunedì 25 maggio 2026

andar per rifugi e librerie

Non posso lamentarmi se i bar chiudono quando sono il primo a non frequentarli se non molto raramente. E lo stesso vale per le librerie o i piccoli negozi di quartiere. Quando andavo più spesso in montagna mi capitava di passare per rifugi e dopo un po' ho capito che anche chi gestisce un rifugio deve in qualche modo ricavare da vivere dalla sua attività, altrimenti il rifugio poi chiuderà. Sopra Rovereto c’era Malga Somator, dovrei dire c’è, ma è chiusa ormai da quasi sei anni, nessuno la gestisce più, ed è un peccato. Ci sono stato quando era aperta e ci ho pranzato. Ci sono tornato, sempre a pranzo, con nostro figlio. Da lassù si vede la valle ed il panorama è fantastico. Poi siamo stati assieme in altri rifugi raggiunti dopo una discreta passeggiata come il rifugio Lancia, sul Pasubio, oppure il rifugio Chiesa, sull’Altissimo. Magari quest’estate, se mi sarà possibile, ci tornerò e tu sarai in qualche modo con me. Ciao Viz, ricordi quando con te si entrava in una libreria ed era impossibile uscire senza aver comprato almeno un libro? Ecco, molti di quelli ancora devo leggerli.

                                                                                                 Silvano C.©

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domenica 24 maggio 2026

nessuno

Quando in questa stagione passo a piedi sotto alcuni pini che vedo anche adesso se mi alzo e guardo fuori dalla finestra l’odore mi porta al mare. Potrei chiudere gli occhi e trovarmi sul litorale di Ravenna, sul Gargano tra Peschici e Vieste, in Calabria o in Sardegna. Da anni non trascorro un periodo al mare, cose che mi succedono quando la vita opera scelte al posto mio. Assieme siamo stati per molti mesi, distribuiti in vari anni, in campeggi sul mare. Così abbiamo visto l’Atlantico dalla Normandia o il mare greco da Creta. Conservo ancora i dépliant turistici di allora con questi luoghi fissati nel tempo e anche molti dei sintetici diari di viaggio che tu tenevi di quel periodo troppo breve. Non breve in assoluto, ma breve in rapporto al resto della mia vita prima di incontrarti e dopo averti perduta. Non intendo ora non essere mai soddisfatto di nulla, cosa che mi capita spesso, mi limito ad osservare e descrivere quello che è successo, che immagino non interesserà quasi a nessuno, perché io sono quasi nessuno.

                                                                                                 Silvano C.©

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sabato 23 maggio 2026

Credo che quel gatto sia astemio

Con la gatta di casa ci parlo e lei mi risponde, cosa ci diciamo non saprei spiegarlo ma sembra che ci capiamo.

Con la gatta che stava accanto alla casa dei miei in via Oroboni a Ferrara il dialogo invece non era facile. Lei era un po' selvatica ma qualche volta sono riuscito a tenerla in braccio, e lo ha fatto pure nostro figlio. Ora non ricordo tu cosa stessi facendo ma dovevi essere poco lontana in quel tempo nel quale ogni cosa sembrava quasi eterna.

Di recente ho visto un bel gatto tigrato nel cortile di una nota cantina con annesso ristorante non lontana da Rovereto. L’ho pure fotografato mentre lui mi ha ignorato, perché così succede a volte coi gatti. Però io non intendevo fargliela passare liscia senza neppure una piccola carezza, e infatti sono riuscito ad avvicinarmi e accarezzarlo, perché questo faccio quando incontro un gatto, ci provo sempre. Credo che malgrado viva accanto ad una cantina lui, a differenza di me, sia astemio.

Una coppia di amici, a Ferrara, aveva in casa una coppia di gatti, due fratelli rossicci, una femmina e un maschio. Sono stato sgridato perché secondo la mia amica io li accarezzavo con troppa forza. Loro non si sono lamentati però, a quanto io ricordi.

Nei miei anni giovanili coi gatti ho avuto un rapporto non sempre corretto, facevo loro scherzi pesanti e li spaventavo inutilmente. Ancora oggi penso ad alcuni episodi e mi pento del mio comportamento. Penso che coi gatti, e non solo coi gatti, ho fatto cose sbagliate. Non mi giustifico, è avvenuto.   

                                                                                                 Silvano C.©

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venerdì 22 maggio 2026

lentamente

Quello che credevo non lo credo più, i tempi nuovi mi hanno costretto a prendere atto dei mutamenti irresistibili e ineludibili. Ci tenevo a Ferrara, ero convinto che non me ne sarei mai andato veramente anche se da anni vivo in Trentino, eppure sta succedendo. Il lento distacco è iniziato e quando arriverà a conclusione ci potrò ancora tornare, certo, immagino che potrò farlo, ma da turista, oppure da ospite. Eppure solo un mese fa questa cosa non l’avevo ancora né capita né accettata né decisa. Tu mi hai permesso di continuare a sognare per molti anni, Viz, ma adesso devo accettare la realtà. Se tu non eri costretta ad andartene prima del tempo che immaginavo magari questo non succederebbe, o sarebbe possibile rimandarlo ancora. In ogni modo tutto è destinato a finire.  

                                                                                                 Silvano C.©

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giovedì 21 maggio 2026

Tra ottimismo e pessimismo

Dopo un temporale arriva sempre il sole, non per tutti ma occorrerebbe pensare che il sole arriverà e che saremo qui a vederlo. Se potessi scegliere tra ottimismo e pessimismo preferirei il primo anche se la mia natura mi porta spesso al secondo. Un’amica mi ripete che sarebbe bello se tutti fossimo ricchi e non posso che darle ragione. Poi mi chiedo quando personalmente potrei ritenermi ricco, e resto con qualche dubbio. La ricchezza credo sia la libertà di poter scegliere la vita che si desidera con la consapevolezza che nessuno è mai completamente libero, che non esiste la libertà assoluta perché occorre tener presente sempre il rispetto delle libertà degli altri. Desidero essere ottimista e vorrei che tutti fossero il più liberi possibile, ricchi e liberi. E intanto stanno cambiando alcuni miei punti di riferimento, ma non oso entrare nei particolari per non spaventarmi. Aspetto.

                                                                                                 Silvano C.©

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martedì 19 maggio 2026

Mille vite, o una sola

Inizio pensando alla celebre frase di Umberto Eco e, considerando che ho superato abbastanza i settant’anni, dal suo punto di vista ho vissuto già molte vite anche se non saprei dire quante. Non è il solo modo però, e me ne rendo conto sempre più col tempo che passa, il sogno ad esempio ci porta altrove, in altre vite che non si sovrappongono esattamente alla realtà vissuta. E poi la fantasia ci pensa di suo a creare altri mondi nei quali rimanere più o meno a lungo, cioè a vivere in modo diverso. Sono poi convinto che anche scrivere, pur senza essere scrittori, sia un ulteriore ampliamento, e in definitiva parlare, comunicare con gli altri, è un altro modo ancora per vivere in parte altre vite. Per adesso, se la vita è una sola e finita questa non ci sarà qualcosa dopo non ci sono altre possibilità. Ma una cosa reputo sicura, ed è che leggere, scrivere, sognare, fantasticare e parlare con gli altri permette di non annoiarsi.

                                                                                                 Silvano C.©

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domenica 17 maggio 2026

l’essere inevitabile

C’è qualcuno che non ha bisogno d’inventare nulla per essere perché si ritrova una caratteristica naturale innata o appresa precocemente. E ci sono molti altri che per essere percorrono vie faticose, vivendo si perdono e non sempre si ritrovano dove vorrebbero stare. Invidia? Forse, ma la vita è come viene e non come si sceglie, riserva sorprese, delusioni e cose belle. Trovo che programmare, nel mio caso, si sia rivelato inutile in certe occasioni, ma prima non ho avvertito alcun segno premonitore, nulla oltre al mio solito abituale pessimismo, quindi del tutto insignificante. Il fatto è, comunque la si veda, che continuo a scegliere e a prendere decisioni senza sapere se saranno quelle giuste. Quando a prenderne alcune eravamo in due mi sentivo meno solo, ma di questo non posso accusarti, non è colpa tua quello che è avvenuto quasi dieci anni fa e che entrambi avremmo evitato volentieri.

                                                                                                 Silvano C.©

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sabato 16 maggio 2026

Neve di maggio

Dopo un mese di marzo con temperature miti sembra di tornare in inverno con la neve di maggio ad imbiancare le cime attorno a Rovereto e la temperatura che ha avuto un crollo. Eppure è da anni che, invariabilmente, dopo le prime illusioni di primavera precoce, in Trentino, arriva un sensibile abbassamento dei gradi. Anni fa, con gli amici di allora a Riva del Garda, capitava sempre che qualcuno mettesse via l’abbigliamento invernale prima del tempo e lo dovesse recuperare poco dopo per non gelare. È così, bellezza, è il tempo atmosferico che decide di suo ignorando, in parte, il tempo cronologico e il tempo immaginato. Personalmente mi stupisco sempre e tuttavia so che non è una novità. La vera novità sarebbe poter uscire con te, con vento e pioggia o anche con il sole, con qualsiasi tempo, ma questo so che non posso che sognarmelo di notte. Ciao, Viz.

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venerdì 15 maggio 2026

Qualcosa è fuggito

Alcune persone se ne sono andate lasciando un vuoto che so superare mentre altre non escono mai dalla mia vita. Tutte mi hanno lasciato un segno però, nessuna esclusa. A volte è stata una ferita, altre una carezza, un pugno nello stomaco o un’amicizia profonda. E poi l’amore, anche quello, mai abbastanza e mai riconosciuto come avrebbe dovuto succedere. Nella confusione generale a volte mi consolo mentre altre volte cedo alle paure e alle incertezze. Di doman non v’è certezza, scriveva il Magnifico, e intanto la giovinezza è fuggita.

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giovedì 14 maggio 2026

scelte

La decisione è presa. Andrà tutto al meglio possibile, e quello che mi deluderà è probabile che sarebbe comunque andato così. Poi ci resterò un po' male, mi mancherà qualcosa, lo so, ma nella vita occorre anche lasciar andare.

                                                                                                                     Silvano C.©

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mercoledì 13 maggio 2026

Cerchi

Ascolto versioni diverse della realtà, nessuna con l’iniziale maiuscola. Rimango colpito dalla capacità di narrazione di alcuni che magari mentono, sanno di mentire e malgrado questo trovano chi a loro crede oppure presta attenzione, per interesse personale o sbagliando clamorosamente. E poi ascolto altri, magari in buona fede o quasi, che dicono quanto è più vicino alla realtà, secondo la mia opinabile opinione, e tuttavia non hanno capacità narrative, non hanno seguito alcuna scuola di recitazione e sul piano della comunicazione hanno meno capacità. 

Amicizie ne ho avute che mi hanno affascinato, e che a lungo mi hanno influenzato. Per un amico ho pianto, quando tra noi tutto è cambiato e l’ho capito una sera. Assieme sapevamo narrare, lui più di me. Poi le cose sono cambiate, il tempo ha portato nuovi modelli ai quali uniformarmi, almeno in parte. Adesso mi sembra di essere nudo e senza protezione, riconosco chiaramente o intuisco le falle piccole o grandi nei racconti che mi vengono fatti, cerco nuovi abiti per uscire tra le altre persone ma quelli che sino a ieri mi andavano adesso non sono più di moda. La moda attuale proprio non la capisco. Esco di meno e possiedo un abbigliamento ridotto per le scelte che mi sono possibili quindi ho poca spinta a rinnovare il guardaroba. 

Immagino cerchi concentrici, come quelli prodotti da un sasso che cade nell’acqua stagnante di una superficie tranquilla. Mi sembra di essere al centro e, attorno a me, le narrazioni che si allontanano anche dal senso comune e dalla minima realtà possibile. So che non sono al centro di nulla, ovviamente, è solo una rappresentazione del senso di solitudine che provo, isolato e tuttavia con persone che parlano con me, ognuna con le proprie parole, quelle che a volte uso pure io ma anche altre, e tra queste alcune non le capisco proprio. Quando mi parlavi tu quasi sempre capivo e condividevo. Quel tempo è finito a continua a finire ogni giorno nuovo che arriva.

                                                                                                                     Silvano C.©

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martedì 12 maggio 2026

Pirulin

Mi sveglio nella notte, segno dell’età. Poi, prima di riprendere sonno: Pirulin, Pirulin cantava.

Partire implica ritornare? Un tempo, anni fa, ne ero sicuro.

Dove vivo qualcuno ruba e viene preso, altri rubano e non vengono presi. Capita che una donna venga uccisa solo perché passa nel momento sbagliato nel posto dove abita un parente. Un mattino trovo l’auto col finestrino anteriore laterale sinistro spaccato ma è stato solo un gioco, non hanno toccato nulla all’interno. Davanti a una pizzeria a due passi dalla mia porta di casa una sera fanno a botte e arrivano due auto di polizia e carabinieri.

Tutti i luoghi dove sono stato mi hanno lasciato qualcosa, alcuni solo oblio.

Tutti i luoghi dove sono stato con te li rivorrei indietro in quei momenti precisi. Non è escluso in assoluto che possa accadere.

Pirulin, Pirulin cantava.  

                                                                                                          Silvano C.©

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lunedì 11 maggio 2026

L’amore torna

Ho letto che l’amore torna nei luoghi che abitava, che torna dalle persone che ha conosciuto, che supera le assenze e gli spazi e il tempo. Personalmente non saprei confermarlo né smentirlo, non so definire l’amore e non so se ho veramente amato. Sono certo che, se ho amato, è stato in modo insufficiente e ora è tardi per riparare. Quindi l’amore potrebbe tornare, in un certo senso, per colmare qualcosa, per concludere e contemporaneamente continuare. Dire altro e oltre diventa rischioso. So per esperienza vissuta che a volte arrivi all’improvviso, che ti vedo alla guida di una Seicento, che sento l’odore del fumo della tua sigaretta e che dietro un angolo potrei incontrarti. Dove siamo stati ti ritrovo, impossibile non farlo. 

Mi fa arrabbiare che in quell’appartamento non ci siamo mai ritornati assieme, che non lo hai visto finito e risistemato. E alla fine, visto che con te non posso più tornarci e a nostro figlio non interessa, lo venderò. Cosa c’entra questo con l’amore? C’entra, come quasi ogni mia scelta fatta nel corso degli anni, perché nelle decisioni la spinta cosciente o sottotraccia arrivava sempre alla ricerca dell’amore, da quello meno nobile a quello senza il quale non si è vissuto.

                                                                                                                Silvano C.©

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domenica 10 maggio 2026

Paradigma

Come fu all’inizio non so, eppure fu importante, sicuramente. Seguirono anni di lente scoperte con persone, luoghi, modelli e maestri. Poi il tempo iniziò lentamente ad accelerare e non me ne accorsi neppure, mi rapportavo all’eternità senza rendermene conto. Traslochi, mutamenti di orizzonte e interesse. Da vittima a carnefice, quasi. Le ragazze le vedevo ma le ritenevo lontane. Dentro di me la figura femminile immaginata e desiderata non si sovrapponeva a quella reale, e anche le prime amicizie femminili erano solo tali, non altro, non il desiderio che restava nascosto. Ero inadeguato a me stesso, non vivevo, e quando me ne resi conto cominciai a cercare soluzioni che non ho confessato e non confesserò mai a nessuno. Adesso che il tempo scorre veramente veloce, che ha portato via te e molte altre persone, che ha modificato l’insieme e mi fa vedere mancanze e difetti che prima neppure notavo, che mi fa capire come sono diventato vecchio anche solo sentendo la musica trasmessa da radio e televisione cerco ancora, ma non so cosa.

                                                                                                                Silvano C.©

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sabato 9 maggio 2026

Vivo mese per mese

Ci sono scelte, probabilmente tutte le mie, che dipendono dal momento storico e dalla situazione personale, dall’emotività e dall’impressione che sia possibile prevedere quanto avverrà. Eppure bisogna vivere e farle, quelle scelte, puntando su qualcosa da realizzare. E così mi ritrovo, adesso, a rinunciare a quello che non mi appartiene più mentre sino a quindici giorni fa ci restavo appiccicato come una patella allo scoglio. Quando l’ho capito? Forse da molto tempo, ma solo a livello subliminale, senza averne consapevolezza. E adesso? Adesso la decisione è presa e le cose seguiranno il loro corso naturale, senza fretta anche se con un po' di ansia e preoccupazione. E dopo? Quello che proverò e sentirò dopo non so prevederlo, vivo alla settimana, al massimo al mese.

                                                                                                                Silvano C.©

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venerdì 8 maggio 2026

Le cose perdute

La vita è mutamento, inutile opporvi resistenza. Quello che possiedo oggi domani sarà perduto e anch’io mi perderò senza lasciare troppi a rimpiangermi. Sicuramente come persona conto più delle cose, quindi nessuna delle cose che ho perduto o perderò conta più delle persone alla quali ero e sono legato. La perdita di oggetti, auto, case, biciclette, libri o intere città è solo una conseguenza del mutamento necessario alla vita e quindi delle stesse persone, che col tempo invecchiano e muoiono oppure si allontanano, e non c’è nulla da fare. Del resto invecchiare è una ricchezza non concessa a tutti in egual misura, e poter godere di una porzione maggiore di vita comporta anche i suoi aspetti negativi.

                                                                                                                Silvano C.©

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giovedì 7 maggio 2026

Quanto costa un sogno?

I sogni sono progetti che volte si realizzano altre volte no. Può capitare che le premesse ci siano e poi, in corso d’opera, qualcosa vada storto e, col tempo, la situazione muti tanto da far perdere la forza iniziale e che si nasconda alla vista l’obiettivo finale. Ora, per non essere venale, voglio scordare che per un mio sogno il denaro sia stato importante quindi intendo pensare solo all’investimento emotivo, ai legami con le persone e il territorio, alla mia storia che ha accompagnato tutti i progetti. Ecco, parte di quello che ho realizzato anche grazie a te, ora che non ci sei più, per me vale meno, si è svalutato più che con l’inflazione economica. Quel sogno mi costa perché ha coinvolto desideri, speranze, visioni future, illusioni e pure il senso della vita. Tutto il resto non lo so ma intanto le decisioni le prendo, e vedremo cosa avverrà.

                                                                                                                Silvano C.©

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lunedì 4 maggio 2026

So perdermi benissimo da solo anche senza navigatore

Non possiedo uno smartphone e non uso alcun navigatore. Ammetto che è utilissimo, se devo andare in città che non conosco ma se resto nelle mie zone non mi serve. Un paio di anni fa andai a Bologna per salutare un’ultima volta un’amica che avevo appena perduto e andai con mio figlio, che lo smartphone lo ha e lo sa usare. Fu bello sentirmi guidare da una voce che mi diceva dove svoltare e dove parcheggiare. Preferivo però quando andavo in giro con Viz per mezza Europa, sempre e solo con cartine e mappe di città sulle guide. Era bello avere accanto un navigatore col quale potevo scambiare anche due parole e, all’occorrenza, discutere sulla strada migliore da fare. E poi ci sono i casi nei quali il navigatore ti suggerisce strade che chi conosce il posto non si sognerebbe mai di scegliere oppure che imposti male la località di destinazione. Mi spiego meglio. A Trento, a Ferrara o a Rovereto ho avuto la prova che il navigatore mi suggerisce percorsi poco comodi o più lunghi del necessario, e questo solo per le informazioni limitate acquisite dall’algoritmo che gestisce le scelte. Anni fa a Riva del Garda un camionista si ritrovò su una strada che passava su un ponticello stretto che non avrebbe mai retto il peso del suo automezzo. Due anni fa circa, su una strada che risale i monti di Rovereto, un grosso autotrasporto si ritrovò bloccato su un tornante per lui impossibile da superare e dovettero intervenire i vigili del fuoco per spostare il mezzo. Nel 2018 aspettavo a Ferrara una coppia di amici partiti dalla provincia di Sondrio. Rispetto ai tempi che immaginavo tardavano ad arrivare. Scesi in strada, al centro dell’incrocio sotto casa, guardando in direzione nord-ovest, quella dalla quale avrebbero dovuto arrivare. Solo un’ora più tardi, forse anche di più, mentre intanto avevo salutato un’amica che portava a passeggio il suo cane, vidi la loro auto arrivare da est, come se arrivassero dal mare. Avevano impostato nella ricerca della destinazione il nome del viale e la provincia, non la città di Ferrara, e arrivarono credo ad Argenta prima di capire che la via da cercare era un’altra. Entrambi scesero dall’auto decisamente stanchi, più stanchi di quello che avrebbero pensato.

                                                                                                            Silvano C.©

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