venerdì 30 giugno 2023

L’ora sbagliata

Sono venuto a trovarti dove non sei.

Non ho trovato il gatto che da mesi mi aspetta perché gli porto qualche croccantino e magari pezzetti di wurstel. È da qualche giorno che non lo vedo.

Ho camminato vicino alla strada respirando i gas di scarico di decine e decine di auto in colonna, le auto a motore endotermico ovviamente, alcune diesel.

Ho visto decine di autisti guidare tenendo con una mano il telefono intelligente, evidentemente il telefono lo è ma non l’autista che guida così.

Ho visto al supermercato una coppia di anziani incapaci mettere nella busta, in due con quattro mani, l’insalata. Hanno fatto cadere a terra metà delle foglie esterne rovinandole e poi lei ha messo tutte le foglie cadute esattamente dove stava prima il cespo intatto, come se niente fosse.

Ho visto un bel giovanotto parlare sorridente in inglese con tutti, sempre al supermercato, ignorando tranquillamente la figlia piccola che toccava ogni cosa e riusciva alla fine a far cadere un grosso barattolo di vetro pieno di cetrioli con i risultati che ognuno può immaginare. E guardarla prima dicendole di non toccare tutto no? In effetti, dopo, le ha detto di non farlo più.

Ecco, stasera credo di essere uscito nell’ora sbagliata, no Viz? Arrivederci, domani è un altro giorno.

                                                                                                     Silvano C.©   
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Praticamente nulla

Praticamente nulla

Praticamente nulla in che senso?

Eppure è evidente, riflettici. Occorre predisporre gli altri positivamente per ottenere la soluzione che desideri, e serve pure capire che non sempre aver ragione è la cosa migliore.

Continuo a non capire.

Inizio dalla fine. A volte discutendo conviene ammettere di aver sbagliato, ci si rimette poco, un po' di tempo investito o forse di denaro, ma queste perdite ritornano con gli interessi che sono tanti. Prima di tutto si è capita una cosa nuova o si è trovato un errore che prima non si vedeva. Come seconda cosa ci si guadagna come immagine, non tutti ammettono gli errori fatti. E per terza viene l’autostima che ne esce confermata, non si viene sconfitti ma si contribuisce a raggiungere la verità.

Però chi discute con te potrebbe approfittarne e…

Certo, hai ragione, scusa se ti interrompo, hai ragione e mi è successo. Tutte le volte che è capitato però mi sono trovato davanti a persone un po' stupide o in malafede o pronte ad approfittare comunque degli altri, e mi è servito a capire che quelle persone non mi interessavano più. Un vantaggio aggiuntivo, non ti pare?

Va bene, ma per tornare all’inizio, che senso ha il praticamente nulla?

Hai ragione, è un incipit da spiegare entrando nel merito. Praticamente nulla resiste se viene affrontato nel modo corretto, magari davanti ad una tavola imbandita con piatti che stimolano l’appetito e bicchieri da riempire nel modo giusto. Lo so che all’inizio sono stato troppo sintetico, lo so, eppure la convivialità è un momento essenziale del rapporto con gli altri. Una volta che con qualcuno hai avuto l’occasione di mangiarci assieme certi preconcetti spariscono, alcuni ostacoli si sciolgono e la competizione per un po' viene attenuata. Praticamente nulla resiste davanti alla tavola. Immagino che pure tu la pensi allo stesso modo, no Viz?

                                                                                                     Silvano C.©   
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giovedì 29 giugno 2023

Cosa posso cedere rimanendo me stesso?

Alla domanda nel titolo non ho una risposta sicura, e la mia probabilmente non corrisponderebbe alla tua. Con dolore direi che potrei cedere tutto tranne la vita, senza vita non sarei più io, ma mi sembra un’inutile cattiveria, evito di farlo. Sicuramente potrei abbandonare mille oggetti accumulati nel corso della vita: tanti libri, attrezzature per lavorare il legno, supporti per musica e audiovisivi di ogni genere, la casa, la bicicletta, l’auto, le piante che coltivo in vaso, le fotografie stampate e mai stampate, le collezioni di penne, di sottobicchieri da birra e di bustine di zucchero, i regali che mi hai fatto e quelli che io ho fatto a te, che mi si sono ritorti contro senza che io abbia fatto loro nulla di male. L’elenco potrebbe essere quasi infinito, ma hai capito dove intendo arrivare. E se cedessi la mia memoria? Ecco, quella non posso farlo senza perdermi e diventare un altro. Io sono la mia memoria, il ricordo sono io. E cedere poco alla volta, cioè cambiare lentamente? Quello avviene già, è nell’ordine delle cose, è previsto e naturale. Poi possiedo ciò che non posso dar via o vendere, ad esempio l’ombra, il desiderio non controllabile, il pensiero che arriva imprevisto, il sogno o la posizione che occupo nello spazio. Se rinunciassi o non avessi più queste ultime cose non sarei più io, allora potrei attraversare i muri e ritrovarmi più lontano della più lontana galassia, appartenere alla montagna che vedo dalla finestra o muovermi tra le nuvole anche quando le nuvole non ci sono. Poco alla volta però devo iniziare ad allontanarmi e arrivare alla perfezione per sottrazione. È solo perché non sottraggo mai abbastanza che non sarò mai perfetto, no Viz?

                                                                                                     Silvano C.©   
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mercoledì 28 giugno 2023

Esattamente com’era

Sono tornato dopo anni di forzata e voluta assenza dove una valanga di fango distrusse ogni cosa, nel 1985. Sul fondovalle non è rimasto nulla di anteriore a quel tragico 19 luglio ma sui fianchi non sono state toccate le baite e le case che erano state costruite più lontane dal torrente. Ho rivisto quello che avevamo già visto assieme e poi quando tu eri già partita. Ho fotografato alcuni angoli che non sono cambiati, quasi la stessa inquadratura. Per il resto, esattamente com’era non è rimasto molto. Quella pizzeria è chiusa per lavori. La chiesetta vicina è la stessa ma la signora anziana ci viveva vicino è morta. La grande chiesa più in basso che nel cimitero accanto accoglie molte di quelle vittime è in fase di restauro. Tante case si sono rinnovate, sulle strade molte biciclette elettriche ma non tante quanto temevo, e poi ho visto, la sera, le lucciole. Non camminavo così da tanto tempo, sono stato su una specie di ponte tibetano per bambini, aspettando che nessuno mi vedesse, ho parlata di cose che cambiano, di problemi che restano, di età che avanza e riduce il tempo, accelerandolo. Tu c’eri? Penso di sì. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.©   
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domenica 25 giugno 2023

solo con successo

Ho visto fallimenti immobiliari e disperazioni per abbandono, famiglie numerose che mi sembravano felici ed altre invece che si distruggevano con continue liti, in definitiva quanto ho visto mi ha lentamente indirizzato nelle scelte successive. Non sempre ho seguito la migliore opportunità, e non è neppure vero che sbagliando s’impara. Ho fatto anche molte scelte giuste, tuttavia, alcune di queste dovute solo a me ed altre nelle quali sono stato guidato, spesso da te. Non ho mai avuto la forza e il coraggio di mettere in ordine successi e insuccessi su un unico documento come a volte si fa con le entrate e le uscite o come risulta nei movimenti sul conto corrente. Non tutto è quantificabile e misurabile, quindi non sempre oggettivo, e rischierei di dover rivedere l'ipotetico bilancio ad ogni cambio di umore e di situazione contingente, e non per aggiungere il nuovo ma per rivedere il vecchio. È questa l’estrema bellezza che si confonde con la tristezza, solo un punto di vista che fa sembrare vere le ombre oppure ombra la solida realtà, e se io per primo non resto fermo il mio punto di vista muta in continuazione, nuova bellezza in un certo senso. Forse quello che conta è fare, comunque fare, e farlo con successo quando è possibile. Ciao Viz.

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Partirò

Mi verrebbe voglia di cantare e invece sarebbe il momento di salutare, dicono, di lasciar andare. Ma andare dove? Dove non si sa e neppure si è certi che si possa arrivare? Partirò allora, partirò, e non per mari sconosciuti che non esistono più, ma per lughi conosciuti dove ti ritroverò. E non ti lascio andare perché oltre a volerti ritrovare partirò con te. Che solenni assurdità a volte si cantano, come se fosse vera l’illusione, come se il ricordo facesse rivivere, come se potessimo modellare il futuro. Sia come sia, partirò. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.©   
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sabato 24 giugno 2023

I fratelli Blues

In piazza Martiri a Carpi, sotto i portici, c’era un cinema. Anni dopo, ripassando in quel punto già non esisteva più, al suo posto ci stava un grande magazzino ed ora non so, non ci passo da tempo. Recuperare con ogni particolare quanto si è vissuto direttamente non è facile, ad esempio non ricordo il nome del cinema, in compenso so che ci si poteva arrivare più facilmente in auto perché la piazza non era ancora zona pedonale. Furono anni di cinema sempre ed ovunque, avevamo entrambi questa passione in comune e ci sfogavamo appena ne avevamo occasione. In quella sala vedemmo esattamente I fratelli Blues, i Blues Brothers, ed entrando confesso che non sapevo cosa avrei visto. Fu una sorpresa e una serata memorabile, quel film poi lo rivedemmo ancora molte volte e ne conservo una versione su videocassetta. Questo è avvenuto, è la nostra piccola vicenda personale che scorre parallela a quella di migliaia di altre persone e che da sola non conta nulla se non come contributo alla vera grande storia, quella che passerà ai chi ci seguirà.

Everybody needs somebody

Everybody needs somebody to love

Someone to love

Sweetheart to miss

Sugar to kiss

I need you you you

I need you you you

I need you you you

In the morning

When my soul's on fire

Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.©   
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venerdì 23 giugno 2023

Lo hai conosciuto

È stato il mio medico di famiglia dei primi anni, quando esserlo era un ruolo non confrontabile con quello odierno. Praticamente sapeva tutto ciò che riguardava la salute mia e dei miei, sino a quando dal paese ci trasferimmo in città, tagliando così quasi tutti i ponti col mio passato. A ripensarci quelle ferite non sono ancora del tutto rimarginate, o se lo hanno fatto il segno è rimasto. Facendo un po' di conti erano gli anni sessanta e noi c’incontrammo solo quindici anni più tardi. Ricordo una sera, eri a Ferrara ed avevi un forte mal di testa. Erano i nostri primi tempi, in città tu non avevi medici di riferimento ed era pure quasi ora di cena. Non so perché pensai a lui, in fondo la guardia medica in ospedale non sarebbe stata una cattiva idea. Forse, semplicemente, ero io che desideravo rivederlo. Fatto sta che ci mettemmo in auto e in una decina di minuti arrivammo alla sua casa, le luci erano accese, suonammo, ci aprirono. Mi presentai e mi riconobbe. Ti presentai e gli raccontasti il tuo problema. Fu gentilissimo, ci rispose sorridendo che bastava solo aspettare un po', oppure prendere un caffè che avrebbe avuto l’effetto di calmare prima il dolore. Ecco, lo hai conosciuto pure tu, ed è stata l’ultima volta che lo vidi. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.©   
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Occhi di bambina

Non li ho visti, solo immaginati e talvolta sognati. Mi sono stati in parte descritti ma io non c’ero allora. Mi sono mancati quando non lo sapevo ancora e sono invidioso di chi li ha avuti vicini. Quante cose potrei dire ancora, eppure…

Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.©   
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giovedì 22 giugno 2023

Dammi il titolo giusto

Dimmi esattamente come scriverlo, ci terrei ad essere preciso e completo.

Fammi capire come ricordare quello che devo e dimenticare tutto il superfluo, l’inutile e il dannoso, che mi zavorrano.

Riportami nel sogno di prima, quando mi spiegavi cosa ti interessava comprare e immaginavo già di uscire per farlo, o mentre nostro figlio mi raccontava di uno che non ha mai conosciuto e che gli spiegava di aver scoperto i surgelati come risorsa. Lo conoscevo io però, e posso immaginare persino la sua espressione del viso in quell’incontro mai avvenuto.

Permettimi un po' di barare e di raccontare non tutta la verità, un po' me ne vergognerei e un po' sarei ingiusto. Specialmente questa seconda cosa sarebbe doppiamente sbagliata perché non avresti diritto di replica e correzione, e ti farei male.

Riportami indietro dove ti pare, avanti come conviene, riaggiusta il mio percorso che non sempre trovo facilmente. Mi sembrava di decidere, lo sai, ma non ero sempre io a farlo.

Aiutami come ti è possibile, magari come poco fa o in altri modi, non posso suggerirli io, è una tua scelta, ma fallo.

E, dopo ogni cosa, dammi anche il titolo giusto. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.©   
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mercoledì 21 giugno 2023

in Austria

Perché non in Austria? Forse che dovremmo andare a cercare canguri? Più prosaicamente non è troppo lontana, solo oltre il Brennero, e la strada da percorrere in fondo la conosciamo bene. E poi a cercare l’idea delle montagne e del fresco durante l’estate appena iniziata, la suggestione del bosco e delle Alpi sull’altro versante, da nord. L’impressione è che tutto sommato sia più tranquilla la montagna del mare, anche se il mare mi manca da molto. Tu so che approvi. Magari potremmo partire anche domani o la settimana prossima, stavolta senza troppi bagagli, il minimo, perché ormai è evidente che se alla sera si lavano gli indumenti usati durante il giorno non servono quintali di ricambi e ci si guadagna col minor peso da spostare. E poi non è mica obbligatorio arrivare dove si era deciso di arrivare, senza prenotazione basta fermarsi prima, anche senza toccare il confine, è possibile, perché no? Ci faccio un pensierino da giorni, tu stai pronta. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.©   
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