M’intenda, m’ascolti, poi decida cosa pensar di me.
Non vuol farlo, ne ha facoltà, poi non creda di aver capito.
Sapesse quanto ho sbagliato e continuo a sbagliare, non mi imiti in questo.
Non che personalmente conti granché, anzi, conto veramente poco, conto per pochi, e gli altri possono ignorarmi senza conseguenze.
Si tratta di un modo di essere, di proporsi davanti al mondo, di interagire con chi è altro, diverso, alternativo, magari creativo non come tutti.
Annaffi sempre i suoi dubbi, ché in periodi di siccità vanno curati ancor più che nella stagione favorevole.
Silvano C.©
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