sabato 28 marzo 2026

Ordine, pulizia e cura della casa

So di molti che hanno un aiuto per tenere in ordine la casa, anche persone non particolarmente ricche, al mio livello o quasi insomma, ma questo lo rifiuto, pensando a mia madre. Lei verso la fine della sua vita, prima di ammalarsi e dopo aver lavorato a lungo in agricoltura, andò per alcuni anni a servizio, per sbrigare faccende domestiche a casa di altri, a Ferrara. Io non voglio sentirmi dall’altra parte e sino all’ultimo, sino a quando avrò autonomia cioè, sarò io a dedicarmi alla pulizia della casa, non pagherò nessuno per farlo al mio posto. Quando e se arriverò ad essere incapace di badare a me stesso allora sarà un’altra cosa, e ci penserò, con un’ottica diversa. Per il resto so che la casa potrebbe essere più ordinata e pulita, con meno polvere magari, e meno cianfrusaglie sparse ovunque, ma dalle cose non so separarmi, e per la polvere mi basta non mettere gli occhiali. Se ricordi, quando vivevamo in affitto a Riva del Garda, avevamo una stanza o due che tenevamo sempre in disordine, come se fossero un deposito, e le mettevamo a posto solo quando avevamo ospiti. Ciao, Viz. Il futuro non lo conosco, e neppure so cosa riuscirò a buttare finalmente domani, togliendomi qualcosa dai piedi nella nostra casa a Rovereto.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 27 marzo 2026

Dove mi porta il vento

Da due giorni qui il vento è fortissimo, non lo ricordo così da anni. Il vento sposta cassonetti e cartacce, oggetti solo appoggiati, fa cadere biciclette e alberi, fa volare tegole dai tetti, sposta anche me che esco per poche commissioni e poi rientro per non farmi portare via. Qualcuno potrebbe andare a vela, se fosse attrezzato per farlo, come le navi che solcavano gli oceani secoli fa. Non durerà, anche il vento si calmerà e permetterà alla primavera di arrivare come è giusto. Intanto mi lascio portare, col vento, in luoghi che ho visto e in altri mai conosciuti. Forse il vento stellare potrebbe farmi arrivare dove neppure potrei immaginare, e chissà cosa potrei trovare lasciandomi trasportare così, se fosse possibile. Invento, immagino, ricostruisco e fantastico, ma non ho ancora trovato come poter arrivare al tuo sorriso, o come tornare alla Ferrara di molti anni fa. Poi potrei raccontare cose che ora non so. Ciao, Viz. Inutile fare certi discorsi però, non è il tempo, ancora.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 26 marzo 2026

Cuore a pezzi

A Riva del Garda resta parte del mio cuore anche se ci trasferimmo pochi anni dopo esserci conosciuti a Rovereto. Un’altra parte del mio cuore rimane a Ferrara, dove sono nato e dove pure tu sei venuta molte volte. A Ferrara avremmo dovuto andare molte volte quando tu saresti andata in pensione, ma come sappiamo sei andata altrove. Alcune parti un po' più piccole del mio cuore le ho lasciate a Carpi, dove abitavano i tuoi, poi a Modena, a Bologna, a Levico. E un pezzetto pure in Sardegna, nel nord dell’isola, a Castelsardo e a Santa Vittoria. Ciao, Viz. Inutile fare progetti, a volte, perché possono ridurre il cuore a pezzi, ma anche semplicemente vivendo le cose non cambiano.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 25 marzo 2026

Smile

Smile though your heart is aching

Smile even though it's breaking

When there are clouds in the sky, you'll get by

If you smile through your fear and sorrow

Smile and maybe tomorrow

You'll see the sun come shining through

For you

(Nat King Cole sulla musica di Charlie Chaplin)

  Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

            (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, che in questo caso però non è mia, grazie)

martedì 24 marzo 2026

Cose dolci e anche no

Mi piace il cioccolato, meno la crema, poco le caramelle. La liquirizia la consumavo nella sua forma meno nobile ma per me piacevole di piccole rondelle che compravo quando andavo al cinema, in particolare a Ferrara. Amo i dolci a colazione, e un tempo ero bravo a preparare crostate con le mele o con la marmellata che producevo io in dosi quasi industriali e poi, in barattoli ermetici, regalavo agli amici. Come cuoco non so giudicarmi e per i dolci non so se raggiugerei la sufficienza perché non seguo le ricette quindi le crostate sono state il mio apogeo. Come cuoco tuttavia ci mettevo passione e creatività, e tentavo di ripetere i piatti che si cucinavano a casa quando ero un ragazzino. Malgrado tutto tu apprezzavi la mia cucina, specialmente quando non ti presentavo orzetto ancora non cotto a puntino. Per questo provo un po' di nostalgia, lo ammetto, anche solo ieri dicevo che tento di fuggirne. Per tornare alla crema e al cioccolato con i quali ho iniziato, ripeto che preferisco il cioccolato. Quindi, quando verrà il momento, non vorrei essere cremato, ma cioccolato (o cioccolatato, ma il termine non so se esiste). Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 23 marzo 2026

Sul filo

Restando spesso nel ricordo e fuggendo per il possibile il rimpianto. Nell’equilibrismo la labirintite non s’intrometta a far perdere la direzione e a confondere la superficie in alto col profondo degli abissi, dove la pressione schiaccia senza pietà. Eppure il rischio va affrontato, e più ci si avvicina al personale più è alto. Toccando amicizia e amore diviene praticamente impossibile, per me, mantenere la lucidità. So di una persona che, nata a Ferrara, non pensa in alcun modo a tornarci, non ha alcun rimpianto ma solo molti ricordi da dimenticare. Nel mio caso non so se intendo tornarci, non credo, ma i pochi legami che mantengo non li rinnego e i ricordi di quanto ho vissuto a Cassana, Porotto e poi a Ferrara mi accompagnano ancora. E ricordo bene quel giorno che tu venisti per la prima volta a trovarmi dai miei. Allora abitavamo in via Ungarelli e solo dopo la mia famiglia si trasferì in via Oroboni. Quei giorni a Ferrara prima di conoscerti e quelli dopo sono con me. Perché non dovrei mantenerli? Ciao, Viz. Tu intanto non andare via del tutto.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 22 marzo 2026

Domeniche a piedi

Per me, che allora avevo poco più di vent’anni, le domeniche a piedi furono una breve e strana stagione. In seguito alla guerra arabo-israeliana e al blocco del canale di Suez la crisi energetica obbligò a una stretta sui consumi petroliferi e per tutti i privati fu vietato l’utilizzo dell’auto personale nelle giornate di domenica. Anche il riscaldamento domestico venne ridotto, gli orari degli spettacoli televisivi, cinematografici e teatrali furono anticipati. La cosa che ricordo bene, visto che allora abitavo a Ferrara, furono gli spostamenti in bicicletta al centro della carreggiata delle strade solitamente occupata dalle auto. Con gli amici di allora andavamo in bicicletta dal centro a Pontelagoscuro, oppure a Borgo Scoline, dopo Porotto. Vedevamo passare solo taxi e autobus, per il resto fu quasi una festa, che durò sino alla primavera del 1974.  Senz'auto la domenica si sopravvive, se a questo utilizzo non è legato il proprio lavoro. Con temperatura più bassa in casa si sopravvive. E si sopravvive pure se i cinema chiudono con l’ultimo spettacolo alle 22. Da allora molto è cambiato ma se finalmente si tornasse a una programmazione televisiva con le trasmissioni di prima serata che iniziano alle 20.30 al massimo e non quasi alle 22 come recentemente non mi spiacerebbe, ma questa è un’altra storia. A quel tempo, Viz, ancora non ci conoscevamo, nessuno dei due sapeva cosa ci stava preparando il futuro.

                                                                                                        Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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