mercoledì 14 ottobre 2026

Un senso

Nessuna certezza, ma credo che lui l’abbia amata più di quanto lei abbia amato lui. Era nato prima ed è morto dopo. Hanno vissuto assieme facendo sacrifici come all’epoca in moltissimi facevano. Lei se ne è andata nove anni prima di lui, e in quei nove anni lui ha continuato ad amarla. Lo so perché l’ho visto, e so come vivevano prima. Altre conclusioni non posso trarne, solo impressioni, sollecitazioni, inviti a riflettere. Anche oggi, dopo quasi dodici anni, dopo che ogni cosa è finita, qualcosa forse aleggia in certi spazi, in certe vie, in certe case. Nella memoria di quelli che restano e hanno visto, sempre meno numerosi però. Una vita andrebbe scritta e depositata per sempre in forma inalterabile, non conta che poi qualcuno vada a rileggerla, sarebbe importante, darebbe un senso, o un senso in più.

                                                                                                                           Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 13 ottobre 2026

Grazie

Stanotte mi hai aiutato a cercare un rifugio, una piccola stanza almeno per le prossime due notti in modo da non dover dormire fuori, in strada. Prima avevamo cercato espedienti per sopravvivere ingannando gli altri, rubando loro fiducia e poco denaro, fingendo di essere chi non eravamo e poi sparendo. Truffatori da pochi spiccioli, giusto sufficienti per qualche ora. Cosa ti/mi abbia indotto a queste situazioni non lo so. Tu ci sei? Ovviamente sì, tutto dipende da come, in che modo, quando e perché. Non ci sto capendo nulla, che viva momenti di preoccupazione è un dato ma sui sogni non ho un potere di decisione consapevole. Loro, e tu, arrivate quando lo decidete, e non posso farci nulla, non mi resta che ringraziare.

                                                                                                                           Silvano C.©

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lunedì 12 ottobre 2026

La vecchiaia

Ti aspettavo per poter mangiare assieme, a volte mi preoccupavo per il viaggio molto lungo che dovevi fare per tornare a Riva del Garda da Tione, da Trento o da Mezzolombardo. Mi ero ripromesso che, se ti fosse successo qualcosa, mi sarei vendicato nei confronti di chi ti aveva assegnato una sede tanto disagiata. Poi concordammo di trasferirci a Rovereto, perché dalla città della Quercia i collegamenti erano più semplici. Il fatto è che in cucina a volte mi lanciavo in preparazioni che ti facevano piacere, altre volte ottenevo risultati deludenti, utilizzavo poco piatti precucinati pronti, magari neppure li vedevo, se c’erano, e coi surgelati non potevo avvicinarmi, non avevamo un frigorifero adatto. Alcuni piatti hanno fatto a loro modo storia, come lo spezzatino con le mele al posto delle patate, perché avevo finito le patate ma avevo molte mele. Col tempo sono migliorato e peggiorato, faccio più attenzione ad alcuni aspetti ma mi sono lasciato andare su altri. Se ora tornassi probabilmente non capiresti più certe mie scelte, a volte non le capisco neppure io, solo sono più comode. Ho smesso di comprarti il the, ormai non lo consuma più nessuno in casa. Mi sono abituato tristemente alla tua assenza, non ho intenzione di sostituire nessuno, né gli amici perduti né tantomeno te. Del resto chi pensi vorrebbe mettersi con uno come me, che con gli anni peggiora sempre di più? Pochi mi sopportano ancora, e io sopporto sempre meno gli altri, divento critico su stupidaggini e piccole cose del tutto umane. La vecchiaia è una brutta bestia da tenere in gabbia e farla uscire il meno possibile, potrebbe fare solo danni.

                                                                                                                           Silvano C.©

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domenica 11 ottobre 2026

Tessera Platino

La conservo anche se da troppi anni non la uso più, è scaduta ma ci sono affezionato. A dire il vero non è Platino, ma Premium, tuttavia il significato è lo stesso, è una tessera esclusiva che mi qualificava come ottimo cliente. Cominciai con una tessera Argento che mi dava diritto a uno sconto sui libri nuovi del 5%, non molto ma meglio di nulla. Passarono pochi mesi e ottenni la tessera Oro, compravo sempre tanti libri e da quel momento li potevo acquistare col 10% di sconto. Magari altrove, in certi grandi negozi, su alcuni libri recenti potevo ottenere anche sconti maggiori, ma quella libreria era molto fornita e trovavo praticamente di tutto. Poi, come sai, quando entravo non ne uscivo senza spendere un po' di soldi, e allora ci entravo spessissimo. Con te poi era una vera festa, facevamo spesa come al supermercato. Fatto sta che ottenni così la tessera Premium, avevo raggiunto la spesa minima annuale che mi definiva un cliente di riguardo col diritto allo sconto del 15% su ogni libro o oggetto della grande libreria. Credo che tra me e te abbiamo lasciato nelle sue casse alcuni stipendi; compravamo di tutto, anche le agende, o i romanzi che leggevi come se fossi una correttrice di bozze. Poi tu sei andata via. Ho perso il motivo di entrare per comprarti qualche libro da regalarti. A Ferrara ho iniziato ad andare meno o comunque a comprare meno libri. Poi quella tessera è stata aggiornata e non più utilizzabile in quella forma, e sono passati ormai circa dieci anni. Questo è successo, e di tanto in tanto vado ancora a leggere alcuni di quei libri comprati allora, magari quelli che ti avevo regalato e che tu mi hai lasciato. E in quella libreria, dove sono entrato tante volte, non so quando rientrerò ancora.

                                                                                                                           Silvano C.©

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sabato 10 ottobre 2026

L’ultima volta che…

È un gioco pericoloso, ci si può far male. Tentare a tutti costi di recuperare alla memoria quando è stata l’ultima volta che siamo andati assieme in quel cinema a Verona, o a trovare Katia, o altri momenti del passato. Alcune cose non le scordo ma altre sembra sia sano lasciarle andare. Ho letto che è proprio grazie alla rimozione di informazioni inutili che si è in grado di conservare quelle necessarie, come ad esempio dimenticare dove si è parcheggiata l’auto il 15 dicembre del 2023 è indispensabile per poterla trovare adesso, dove è stata parcheggiata poche ore fa. Forse il gioco è tutto qui, giocarlo sino in fondo ma lasciarlo perdere quando diventa pericoloso. E lo stesso forse dovrei farlo con le centinaia di cartoline che conservo, ricevute o comprate e conservate senza mai spedirle a nessuno, per ricordare luoghi dove siamo stati.

                                                                                                                           Silvano C.©

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venerdì 9 ottobre 2026

Dimmi il perché

Dopo essere passati per Finale Emilia in direzione Ferrara, oppure quando viaggiavamo in direzione contraria, durante il periodo natalizio, ci fermavamo a Casumaro per entrare nella chiesa di San Lorenzo, famosa per il suo magnifico presepe che occupava un intero lato della navata. Credo che per diverso tempo non lo abbiano più allestito, anche perché col terremoto del 2012 la chiesa è stata seriamente danneggiata e non è stata più agibile per anni. Con te non so quando ci passammo l’ultima volta, e dopo, senza di te, non credo di essermi più fermato a Casumaro, ormai fuori dai miei percorsi abituali. A conti fatti l’ultima volta che siamo entrati in quella chiesa è stato sicuramente prima del terremoto, quindi sono trascorsi quasi vent’anni. E mi sembra ieri. Penso ancora che tu possa entrare dalla porta di casa e dica: C’è nessuno? Certe persone quando le rivedo dopo anni mi sembrano invecchiate, chissà perché. Certe persone non mi va di rivederle, e so il perché. Altre persone vorrei rivederle, ma come intuisci bene, non mi è possibile. Se tornassi a ripassare per Casumaro mi verrebbe il magone, sarebbe meglio lasciar perdere e pensare ad altro ma, come vedi, non lo faccio. Tu sai il perché. Dimmelo.

                                                                                                                           Silvano C.©

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giovedì 8 ottobre 2026

I Babbi Natale

Dopo essere passati per Ponte Motta, nota anche per l’omonima fabbrica di avvolgibili, prima o poi si passava vicino ad una casa non lontana da un incrocio. Una casa isolata come ce ne sono tante nella pianura tra le province di Bologna, Modena e Ferrara, ma particolare durante le feste natalizie. Chissà se è ancora così. Durante le feste la trovavamo invariabilmente assediata e presa d’assalto dai Babbi Natale, che sembravano aumentare di numero ad ogni passaggio. Non riuscivano ad entrare, evidentemente, e restavano aggrappati alle finestre, alle grondaie, magari al tetto, sempre fuori, ignorando chi passava. Questo avveniva e ogni volta ridevamo. Adesso che ho perduto ogni motivo per ripassare mi resterà il dubbio se quei Babbi Natale ogni anno ritornino all’assalto o se magari, anche per loro, è finalmente arrivato il momento di passare ad altro.

                                                                                                                           Silvano C.©

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