giovedì 29 ottobre 2026

Il gatto con gli occhiali

In alcune civiltà legate alla natura più della nostra, con tradizioni che sono iniziate in epoche diverse e in certi casi ancora mantenute, la legge della vita segue molto da vicino quella degli altri esseri viventi, specialmente degli animali. Per farla breve in alcuni casi i vecchi, arrivati al momento nel quale sanno o capiscono di essere divenuti un peso per la società, oppure quando si verificano condizioni particolari ed estreme per la sopravvivenza di tutti, scelgono di morire. Oppure sono accompagnati a farlo. Tra gli animali che vivono in branco, del resto, questa regola esiste da sempre. Non sono a conoscenza di un vecchio lupo saggio al quale il branco si sottoponga anche quando non è più in grado di cacciare, o di un leone, o di altri animali. In natura ogni animale se è autonomo ed è in grado di procurarsi il cibo sopravvive, altrimenti, quando ha incidenti gravi o si ammala in modo tale da non poter più vivere come prima, muore, e in qualche caso lo fa allontanandosi dagli altri. Forse è per questo che ancora non ho visto un gatto con gli occhiali, un gatto randagio intendo.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 28 ottobre 2026

C’è altro

Leggo libri, alcuni che mi fanno pensare e altri che mi tengono compagnia. Di alcuni autori ho letto molto sino ad arrivare a togliermi il desiderio di leggerli ancora. All’inizio avevo l’impressione di ritrovare amici, situazioni che ritenevo da sviluppare, poi ho provato la tristezza di vedere la ripetizione senza alcun nuovo stimolo. E così li ho amati, e anche lasciati. Leggo libri gialli o noir non per capire o indovinare chi è il responsabile di un certo delitto ma per calarmi nel mondo descritto e nel quale vivono i protagonisti, magari città italiane o luoghi lontani come il Canada, la Norvegia o la Groenlandia. Un bravo scrittore fa entrare nelle case e nelle abitudini di chi vive diversamente, con altri punti di riferimento. Apre prospettive o fa un po' sognare di esserci stati. Alcuni romanzi hanno lo stesso effetto di libri di viaggio o di guide, e mi fanno desiderare di approfondire per altre vie.  Che sia una forma di fuga dalla realtà? È possibile, ma credo sia pure molto altro.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 27 ottobre 2026

In culo

Ieri sera guardavo fuori dalla finestra, vedevo le cose che vedevi tu, e ho capito. Ho realizzato parte di quello che vivo in questi ultimi mesi. Tu sei qui con me che guardi coi miei occhi, ma guardi ciò che hai già visto con me, non altre cose, guardi esattamente questi posti abituali, quella facciata, questo piazzale, quegli alberi. L’appartamento di Ferrara non hai fatto in tempo a vederlo finito, non ci sei più entrata dopo che ci è stato riconsegnato e poi l’ho riarredato e ci ho fatto lavori. Non ci hai vissuto dentro un solo minuto e non è stato possibile farlo più dopo che te ne sei andata. Ecco perché è giusto quello che è successo, anche se in parte non mi piace. Lo so che non dovrei dirlo, ma mi viene quasi naturale una battuta citando Danny Boodman T.D. Lemon Novecento. In culo l’appartamento di Ferrara!

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 26 ottobre 2026

Le memorie degli altri

Ci sono periodi, dovrei dire ce ne sono stati molti, nei quali ho ascoltato, e fatti miei, i ricordi di altri, non di tutti, è ovvio, ma di molti. Sono entrato accanto a loro nelle loro vite, nelle parti che mi volevano mostrare e in quelle che intuivo. Alcune di queste memorie sono in una certa misura divenute le mie memorie. A volte una sola frase mi scodellava davanti il piatto pronto che non avevo né cucinato né ordinato, e che ricordavo di aver già mangiato. Ho parteggiato e mi sono rallegrato, mi sono innervosito e ho anche preso in giro, come lo spettatore che prende parte alla recita, e che per questo solo motivo dovrebbe vedersi restituita una piccola parte del biglietto pagato. Forse è questo che, specialmente quando mi capita di uscire di sera, mi piace guardare le finestre illuminate, dal basso, e vedo ombre muoversi all’interno dietro i vetri. Sono un voyeur da sempre, mi piace essere negli altri, vedere che fanno gli altri, che siano consapevoli o no. E se capita che qualcuno che m’interessa per un qualsiasi motivo mi racconta di suoi fatti personali, di episodi che ha vissuto, succede che poi io diventi parte della vicenda, dentro di me. Deve essere una malattia, non semplice e umana normale curiosità, ma è pure una cosa positiva ascoltare gli altri, cosa che un tempo mi riusciva meglio. Oppure sono solo io che me la racconto in modo tale da crederci.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 25 ottobre 2026

Meno pensieri

Una sensazione strana e prima imprevedibile mi sta prendendo la mano. Una scelta fatta, che ritengo tutto sommato logica e necessaria, che poteva solo essere rimandata di un po' ma non evitata, adesso sembra ricadermi addosso con alcune sue conseguenze. Sento una sorta di rifiuto a pensare a Ferrara. Il fatto è che ora posso sicuramente tornare quando voglio per un giorno, rinunciando ad una bicicletta che da sempre mi aspettava, ma se voglio farlo per due o più giorni devo andare in un albergo. Ancora non è successo, non lo so fare, per ora. Se tu fossi qui non sarebbe cambiato nulla, andremmo a casa nostra seguendo i nostri desideri o necessità. Lo stesso se ora fossi solo, probabilmente non avrei pensato a lui, mi sarei disinteressato della cosa, ancora per molto tempo. Quindi, per essere pragmatico, posso sicuramente adattarmi anche se le cose sono mutate, ma ammetto che non è più come prima, e pensare a Ferrara in questo periodo mi fa male.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 24 ottobre 2026

Alla prossima volta

Vi sento, so che ci siete. In una giornata piovosa e nuvolosa, guardando fuori dalla finestra, ritornate. E allora ripenso a cucine piene di vapore che bisognava un po' aprire, e le confondo una con l’altra, in tempi e luoghi diversi. Non saprei spiegare con parole logiche, non ha senso, è solo una sensazione che provo ma che mi fa rivivere semplici momenti ai quali, un tempo, non davo importanza. E invece tutto ha valore, ogni singola immagine rubata all’oblio, ma voi restate sempre nell’ombra, non so individuarvi. Vorrei essere libero da ogni dolore, da ogni pensiero o paura, e vorrei essere sempre giovane, se possibile magari pure bello e ricco, ovviamente sano. Oggi ho detto a un paio di persone che devono restare giovani, due donne di diversa età che a modo loro e per la loro professione mi hanno ascoltato. Una mi ha fatto notare che giovane lo è stata, ma non ha importanza, ci siamo sorrisi, e fuori pioveva. Tornando a casa voi non c’eravate più ma immagino che tornerete, non ne sono sicuro ma lo spero. Alla prossima volta, allora.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 23 ottobre 2026

L’ultima o quasi

Quando ricordo mia nonna ho sensi di colpa per non esserle stato vicino a sufficienza gli ultimi anni ma mi fa piacere pensare che a Riva del Garda l’ho portata, una volta, quando ormai mio nonno non c'era più, ed è rimasta con me e Viz per una settimana. È venuta con me a raccogliere legna in giro quando ancora non avevo capito che mi sarebbe convenuto comprarla ed averla pronta per l’inverno. Sono tante le cose che non posso scordare di lei, le parole che mi diceva, la sua pasta e fagioli, le uova sode col prezzemolo, il polpettone povero ma ottimo, la zuppa di pane, i sughi d’uva. Mi offriva le primizie e poi a volte capitava che, dopo avermi quasi lasciato finire il piattino di ciliegie, quando me ne erano rimaste solo due o tre, mi chiedesse se gliene davo una.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana