martedì 10 febbraio 2026

Cose da fare e non

Passeggiare ogni giorno, fare strade a caso, portare sempre una piccola scatoletta con croccantini da usare nel caso s’incontri un gatto.

Scambiare qualcuno per chi si è perduto.

Leggere, leggere e continuare a leggere sino a stordirsi.

Se possibile sorridere sempre, sforzarsi di farlo anche se la voglia non è tanta.

Cercare ogni giorno di buttare qualcosa, anche poco magari, meglio riciclare anche se non sempre è possibile.

Aprire l’armadio dove ci sono le tue borse, aprire le ultime che hai usato, trovare un foglietto per un appuntamento che non hai potuto rispettare.

Pensare di essere perfetti, meglio evitarlo. Qualcuno come te, tuttavia, qualche volta me lo ha fatto pensare.

Andare, tornare dove andammo.

Distinguere le buone dalle cattive abitudini.

Gli scatoloni vuoti non servono e vanno buttati, ma occorre prima l’approvazione della gatta.

Continuare a scattare foto come se il tempo si fermasse.

Ciao, Viz. Tu mi manchi ma non manchi.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 9 febbraio 2026

tutto

Ho capito tutto, perfettamente.

Non mi sfugge nulla, so cosa succede attorno, vicino e anche lontano.

Ho rimediato senza danni agli errori fatti, sia in buona fede sia in malafede.

Se ascolto un brano musicale capisco cosa vuole trasmettere il suo autore e poi scelgo la mia via.

Leggo un libro in poco tempo, se voglio, ne leggo contemporaneamente diversi e non li confondo. Mi diverte immedesimarmi nelle figure positive che vi sono descritte, e le altre le capisco, anche se non sempre le giustifico.

Visitando un museo, un qualsiasi museo, non mi servono guide, mi basta osservare per capire, intuire, scoprire storie e vicende, tecniche e virtuosismi.

Sono tutto questo e anche di più, sono morto.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 8 febbraio 2026

Fatti mai avvenuti

Metto gli occhiali, cosa che recentemente faccio sempre più spesso se devo vedere particolari, leggere certe scritte in piccolo e così via. Metto gli occhiali e, facendolo, mi rendo conto che una stanghetta perde il piccolo anellino rotondo che permette il suo movimento. Vedo che è caduto per terra e chiedo a nostro figlio di raccoglierlo. Lui non lo fa e tu gli dici di chinarsi e farlo per me. Lui guarda e non si muove mentre io gli indico dove è caduto. Alla fine, cedendo al bisogno, sono io che mi chino a terra e raccolgo questo anellino dorato che, nella realtà, nei miei occhiali non c’è mai stato. Nella realtà tu non hai mai chiesto a nostro figlio di raccogliere quel piccolo oggetto inesistente. Ecco, questo nella realtà non è mai avvenuto, esattamente come dicono in certi film polizieschi di episodi destinati a essere mantenuti segreti. Questo è uno dei tanti segreti impossibili che ci riguarda, uno dei tanti fatti mai avvenuti che a volte m’invento. Ciao Viz, grazie.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 7 febbraio 2026

Analogie

Nulla di nuovo né di originale, nulla che qualcuno non abbia già descritto, analizzato, proposto in diverse forme, vissuto. Ogni gioco a incastri ha una soluzione che è stata prevista dal costruttore, a volte più di una. Coi puzzle la soluzione è una sola se si vuole arrivare alla figura finale cercata. Col film Sliding Doors viene messa sullo schermo la casualità già esplorata da un altro regista, anche in quel caso quindi nulla di nuovo. La mia vita e la tua non hanno avuto nulla di veramente nuovo e mai vissuto da qualcuno prima anche se a noi, vivendole, sperimentandole, sono sembrate a loro modo uniche. Probabilmente sono state veramente uniche solo nella concatenazione degli eventi, cioè esattamente come noi nessuno mai, ma se scomponessimo la successione di tutto quanto è avvenuto allora i singoli pezzetti potremmo ritrovarli in altre vite. Come con le costruzioni di legno e il Meccano della mia infanzia, esattamente così. Il numero dei pezzi era quello, ma il numero di oggetti che ci potevo costruire era enorme. Una cosa adesso, se associo le cose, mi fa male. È che allora mi capitava di arrivare a qualche oggetto finito senza usare tutti i pezzi. Sai cosa ha significato questo per te, non serve chiarirlo. Ciao Viz, grazie.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 6 febbraio 2026

Ogni vita

Ogni vita è epica se sai raccontarla (citazione, Rosa Teruzzi) 

Vorrei che alcune vite venissero percepite come tali e ricordate così, anche molti anni dopo la loro fine e da molte persone. La realtà però è meno tenera, ne salva solo alcune. Forse perché oggettivamente avevano qualche cosa in più a differenziarle oppure perché hanno trovato chi è stato capace di raccontarle. E qui mi fermo. Se continuo mi faccio male e ne faccio a te. Ciao Viz, grazie

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 5 febbraio 2026

Una semplice canzone

Mi ritrovo a pensare a una canzone, rivedo quel tempo e chi frequentavo allora. Poi la memoria mi riporta a ciò che si nasconde sotto la scorza, alle amicizie e alle situazioni. Alcune cose che ricordo mi fanno rabbia perché col tempo ho rivisto quei rapporti, me ne sono fatto un giudizio diverso, adesso non mi comporterei più in quel modo, non accetterei certe risposte e certi atteggiamenti che allora sembravano senza alternative e senza possibilità di rifiuto. Solo dopo, molti anni dopo, ho iniziato a chiedere pretendendo, e in caso di rifiuto o mi rivolgevo altrove oppure mi leccavo le ferite, standoci male. Adesso la musica di allora, quella che magari ascoltavo col giradischi oppure col registratore, è diventata un archivio da maneggiare con attenzione, dovrei mettere il segnale di pericolo su certi LP o certe audiocassette, e anche su certi CD. La realtà è che giradischi e registratori musicali li uso ormai molto raramente, anche se dovrei ricominciare, e in fondo preferisco la musica in diretta che mi arriva dalla radio. Se non mi va cambio canale. Ray Charles mi riporta un amico quasi perduto, ma Ray lo abbiamo pure visto dal vivo assieme, a Trento, tanto tempo fa. Adesso vorrei solo la musica che mi riporta te, che ancora non esiste, mentre compositori, cantanti, esecutori e maestri continuano a creare cose nuove per far nascere nuove memorie in chi verrà dopo. Ciao Viz, grazie

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 4 febbraio 2026

Siamo sicuri della primavera

Domani non sarà ancora primavera, sono previste giornate di pioggia e forse anche neve, del resto è normale, in febbraio. Sono tante le cose che a rifletterci anche poco non dovrebbero stupire perché, appunto, sono normali. Non serve arrabbiarsi se l’anormale non arriva e neppure arrampicarsi sugli specchi inventando narrazioni senza basi oggettive. I sentimenti sono reali, sono oggettivi, e sono anche soggetti ai mutamenti che impone loro il tempo. Non si può in alcun modo volere che qualcuno ci ami, e se siamo fortunati perché questo avviene allo stesso tempo non avremo certezza che saremo ancora amati domani. Ho letto che la cosa che conta di più è essere stati amati, e aver amato, anche se poi l’amore è finito, anche se poi qualcuno è partito per un viaggio senza ritorno. Una probabile certezza, basata su osservazioni durate millenni, e che prima o poi arriverà la primavera, anche se non domani. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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