Venezia è umida, anche la stanza ha il letto con le lenzuola umide, del resto cosa vuoi aspettarti se scegli un piccolo albergo economico sulla Giudecca e non prenoti al Danieli? Il pranzo seduti all’aperto a un tavolino a due passi da piazza San Marco comprende un primo di spaghetti che sembrano scaldati al microonde, e quasi certamente è così. Del resto noi siamo turisti e non conosciamo i locali giusti dove spendere relativamente poco e mangiare decentemente, ci basta respirare l’aria di un luogo magico anche se qualcuno ci marcia e ne approfitta. Oggi con questi, che domani non ci saranno più ma ne verranno altri. Venezia è anche vetri artistici di una bellezza unica, che vediamo esposti in vetrine, musei e anche vetrerie storiche. Ma questi capolavori non ce li possiamo permettere, e ci va bene se riusciamo a comprare qualcosa di non pacchiano e non prodotto altrove. Col terrore poi, continuando a camminare tra le calli e sui ponti, salendo sui vaporetti e arrivando a piazzette con al centro un piccolo pozzo di rompere quel piccolo oggetto di vetro che forse non è stato incartato e protetto nel modo migliore. A Venezia andiamo facciamo una sosta a San Michele, cerchiamo la tomba di Basaglia, ci perdiamo in quell’isola-cimitero e poi riprendiamo il vaporetto per tornare. Per noi Venezia è stata una meta raggiunta raramente ma ci tornerei molto volentieri se tu venissi con me, se potessi, ancora una volta. Da solo non m’interessa più, e con altri non abbastanza. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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