lunedì 26 ottobre 2026

Le memorie degli altri

Ci sono periodi, dovrei dire ce ne sono stati molti, nei quali ho ascoltato, e fatti miei, i ricordi di altri, non di tutti, è ovvio, ma di molti. Sono entrato accanto a loro nelle loro vite, nelle parti che mi volevano mostrare e in quelle che intuivo. Alcune di queste memorie sono in una certa misura divenute le mie memorie. A volte una sola frase mi scodellava davanti il piatto pronto che non avevo né cucinato né ordinato, e che ricordavo di aver già mangiato. Ho parteggiato e mi sono rallegrato, mi sono innervosito e ho anche preso in giro, come lo spettatore che prende parte alla recita, e che per questo solo motivo dovrebbe vedersi restituita una piccola parte del biglietto pagato. Forse è questo che, specialmente quando mi capita di uscire di sera, mi piace guardare le finestre illuminate, dal basso, e vedo ombre muoversi all’interno dietro i vetri. Sono un voyeur da sempre, mi piace essere negli altri, vedere che fanno gli altri, che siano consapevoli o no. E se capita che qualcuno che m’interessa per un qualsiasi motivo mi racconta di suoi fatti personali, di episodi che ha vissuto, succede che poi io diventi parte della vicenda, dentro di me. Deve essere una malattia, non semplice e umana normale curiosità, ma è pure una cosa positiva ascoltare gli altri, cosa che un tempo mi riusciva meglio. Oppure sono solo io che me la racconto in modo tale da crederci.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 25 ottobre 2026

Meno pensieri

Una sensazione strana e prima imprevedibile mi sta prendendo la mano. Una scelta fatta, che ritengo tutto sommato logica e necessaria, che poteva solo essere rimandata di un po' ma non evitata, adesso sembra ricadermi addosso con alcune sue conseguenze. Sento una sorta di rifiuto a pensare a Ferrara. Il fatto è che ora posso sicuramente tornare quando voglio per un giorno, rinunciando ad una bicicletta che da sempre mi aspettava, ma se voglio farlo per due o più giorni devo andare in un albergo. Ancora non è successo, non lo so fare, per ora. Se tu fossi qui non sarebbe cambiato nulla, andremmo a casa nostra seguendo i nostri desideri o necessità. Lo stesso se ora fossi solo, probabilmente non avrei pensato a lui, mi sarei disinteressato della cosa, ancora per molto tempo. Quindi, per essere pragmatico, posso sicuramente adattarmi anche se le cose sono mutate, ma ammetto che non è più come prima, e pensare a Ferrara in questo periodo mi fa male.

                                                                                                                Silvano C.©

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sabato 24 ottobre 2026

Alla prossima volta

Vi sento, so che ci siete. In una giornata piovosa e nuvolosa, guardando fuori dalla finestra, ritornate. E allora ripenso a cucine piene di vapore che bisognava un po' aprire, e le confondo una con l’altra, in tempi e luoghi diversi. Non saprei spiegare con parole logiche, non ha senso, è solo una sensazione che provo ma che mi fa rivivere semplici momenti ai quali, un tempo, non davo importanza. E invece tutto ha valore, ogni singola immagine rubata all’oblio, ma voi restate sempre nell’ombra, non so individuarvi. Vorrei essere libero da ogni dolore, da ogni pensiero o paura, e vorrei essere sempre giovane, se possibile magari pure bello e ricco, ovviamente sano. Oggi ho detto a un paio di persone che devono restare giovani, due donne di diversa età che a modo loro e per la loro professione mi hanno ascoltato. Una mi ha fatto notare che giovane lo è stata, ma non ha importanza, ci siamo sorrisi, e fuori pioveva. Tornando a casa voi non c’eravate più ma immagino che tornerete, non ne sono sicuro ma lo spero. Alla prossima volta, allora.

                                                                                                                Silvano C.©

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venerdì 23 ottobre 2026

L’ultima o quasi

Quando ricordo mia nonna ho sensi di colpa per non esserle stato vicino a sufficienza gli ultimi anni ma mi fa piacere pensare che a Riva del Garda l’ho portata, una volta, quando ormai mio nonno non c'era più, ed è rimasta con me e Viz per una settimana. È venuta con me a raccogliere legna in giro quando ancora non avevo capito che mi sarebbe convenuto comprarla ed averla pronta per l’inverno. Sono tante le cose che non posso scordare di lei, le parole che mi diceva, la sua pasta e fagioli, le uova sode col prezzemolo, il polpettone povero ma ottimo, la zuppa di pane, i sughi d’uva. Mi offriva le primizie e poi a volte capitava che, dopo avermi quasi lasciato finire il piattino di ciliegie, quando me ne erano rimaste solo due o tre, mi chiedesse se gliene davo una.

                                                                                                                Silvano C.©

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giovedì 22 ottobre 2026

memorie

Una volta andammo in un ristorante sul Po, non saprei dire ora quale, e chissà se è ancora aperto. Capitava relativamente spesso, quando tornavamo a Carpi, che tuo zio ci invitasse fuori a pranzo, probabilmente per ricambiare le volte nelle quali era invitato lui a pranzo a casa dei tuoi. Godeva di un’ottima pensione ma viveva da solo, quindi spesso andava a casa dei tuoi, anzi, quando io conobbi la tua famiglia, lui viveva nella stessa palazzina, in un appartamento piccolo al piano terra. Noi a quei tempi avevamo poche occasioni di uscire a pranzo o a cena, le nostre finanze non ce lo permettevano. Andavamo spesso alla trattoria Santa Croce, a due passi da Carpi, oppure in un ristorante agritur nella zona di Reggio, se non ricordo male, ma sul Po andammo una volta sola. Ricordo un pranzo a base di pesce, ottimo, e anche una giornata bella, con una breve passeggiata dopo pranzo nella zona golenale del fiume. Non facevo tante foto allora, la fotocamera analogica richiedeva un certo risparmio di pellicola, ma alcune immagini di tanto in tanto le fermavo, non di quella volta. Possiedo invece qualche fotografia di un’altra uscita in un altro ristorante vicino ai laghetti di Campogalliano, creati durante i lavori per l’autostrada. In quella foto tuo padre tiene per mano nostro figlio, che allora era molto piccolo. Sembrano passati secoli. Di quelle persone, ormai, ne restano poche, molto poche.

                                                                                                                Silvano C.©

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mercoledì 21 ottobre 2026

Mi è mancato il coraggio

Sei arrivata come se niente fosse, eri già qui, non lo so. Mi hai detto che domani non lavori e che si potrebbe andare in quel posto a comprarti qualche maglietta, di quelle che usi di solito. Io non ho capito ma sapevo che non dovevi guardare nell’armadio che usavi, non sapevi che non ci sei più da quasi dieci anni, non ho avuto il coraggio di dire nulla.

                                                                                                                Silvano C.©

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martedì 20 ottobre 2026

A km zero

I luoghi nei quali non tornerò più sono tanti, sicuramente moltissimi di quelli nei quali, nel corso della vita, sono stato. E praticamente infiniti sono i luoghi dove non sono mai stato e non andrò mai. Tornando ai luoghi dove sono stato, per alcuni sono ancora convinto, magari sbagliando, che sono alla mia portata e prima o poi ci tornerò. È un mio bisogno psicologico di non avvertire la realtà che non ci tornerò più. eppure, sino a non molto tempo fa, avevo davanti l’illusione di considerare mie certe strade, miei certi quartieri, mie certe case. Non nel senso di possesso personale ma di possibilità di ritornarci, per un mio semplice desiderio di farlo. Ammetto però che desidero sempre meno tornare, sento il bisogno di fermarmi dove sono, con brevi puntate nei dintorni, senza andare chissà dove. Viaggiare, sì, viaggiare. Ecco il mio ideale ecologico di viaggio, quello a km zero.

                                                                                                                Silvano C.©

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