mercoledì 25 febbraio 2026

Tre giorni


Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (frase attribuita al Dalai Lama)

Ieri mi riempie la vita, letteralmente. Ogni stanza, ogni scaffale, tutti gli spazi in cantina, in garage, nelle soffitte, negli armadi, nelle scatole piene di ogni oggetto possibile, le tue cose che ho conservato, molti dei regali che ti ho fatto, tutto questo riguarda ieri, e anche le mie azioni belle e brutte, i miei errori, i miei successi, ciò di cui vado fiero e di cui mi vergogno, tutto è ieri, è così, fissato e non più modificabile. Ieri mi sono innamorato di te.

Domani è attesa, paura e speranza, un po' di illusione e desiderio di restare ancora molti giorni per finire, devo ancora finire, non ho mai finito e il tempo per ogni cosa sicuramente non lo avrò. Non credo che mi innamorerò ancora.

Oggi è il giorno nel quale posso fare, agire, modificare, non sono convinto di poter amare oggi come amai te, anche se di amore posso darne e riceverne, l’amore ha mille forme. Oggi posso vivere, e in effetti, vista anche l’ora, ho vissuto. Non ho fatto nulla di sensazionale o indimenticabile, le ore sono passate ed è quasi sera. Tu resti ancora con me, oggi. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 24 febbraio 2026

Sanremo

Ricordo che compravo Sorrisi e Canzoni per avere il testo delle canzoni, che alcune le imparavo a memoria. Quando acquistai il piccolo Gelosino per due o tre anni registrai tutte le esecuzioni avvicinando il microfono all’altoparlante del televisore, allora in BN, pur sapendo che le versioni in diretta non sarebbero state come quelle poi diffuse dalla radio o sui dischi. Quando registravo chiedevo a tutti di non fare rumore ma qualche colpo di tosse o altri disturbi capitavano sempre. Registrai così anche “Ciao amore ciao”, di Luigi Tenco. Questi nastri e il registratore poi sono misteriosamente spariti, a casa dei miei, e per anni mi sono chiesto che fine possano aver fatto senza trovare risposte. Quando Celentano pochi anni prima aveva cantato “Il ragazzo della Via Gluck” io imparai a memoria quel testo, a volte scoppiando a piangere. Da poco avevo lasciato gli amici di Porotto per venire ad abitare nella periferia di Ferrara, in via Ungarelli, dove la mia famiglia si era trasferita. Quella canzone aveva toccato un mio nervo scoperto, aveva centrato la realtà dell’urbanizzazione degli anni sessanta, legata al boom economico. Poi persi un po' interesse per Sanremo anche se continuai a guardare le serate senza troppa assiduità. Trasferito in Trentino per un po' non volli avere il televisore, non ne sentivo la mancanza, avevo altro che m’interessava. Successe che ti conobbi, a Riva del Garda, e ancora, di comune accordo, rinunciammo al televisore. Durò alcuni anni sino a quando cedemmo pure noi e comprammo un piccolo televisore con le antenne incorporate. A volte così guardammo il Festival, ad esempio mi piacque molto Zucchero quando cantò “Canzone triste”, che arrivò penultima. Rimasi poi molto scocciato quando Anna Oxa si presentò con gli slip in vista e spensi la tv, quella cosa non mi era piaciuta. Poi, poco a poco, perdemmo di vista la trasmissione. Recentemente la trovo noiosa da seguire, faticosa, troppo dilatata, anche se ammetto che anni dopo, iniziano a piacermi alcuni pezzi che vi sono stati presentati. Questo mi succede. Personalmente difficilmente guarderò in diretta Sanremo, magari rivedrò qualcosa che merita in differita. E potrei dire anche altro, molto altro, ma non so se poi interessa a qualcuno. Tu del resto sai già tutto, ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 23 febbraio 2026

Il difficile mestiere di giudice

Se fossi andato a quel pranzo coi miei adesso loro sarebbero qui? Domanda inutile, certo che no, ma avrei dato loro una soddisfazione, e allora pensavo che ci sarebbero state mille altre occasioni. Alla prova dei fatti le occasioni poi non ci furono più con le stesse premesse, avrei dovuto capirlo o immaginarlo. E tutte le volte che uscii a cena con mio padre, dopo che mia madre se ne fu andata, hanno contribuito a trattenerlo un giorno in più? Questa risposta mi viene più difficilmente, perché ad influire sul desiderio di vivere di una persona influiscono tanti fattori apparentemente lontani e il desiderio di vivere, penso, fa vivere di più. Quindi confesso la mia colpa, una delle tante e non la più grave, sono sensibile a modo mio e in maniera soggettiva, non necessariamente corretta e disponibile. Quando sarà il momento di elencare quello che avrei potuto fare con te credo che mi nasconderò. Cose ne ho fatte, e tante, ma credo non sia sufficiente ad assolvermi. Per fortuna non ho mai svolto il ruolo di giudice, quello non lo avrei sopportato. E anche quando per lavoro mi sono avvicinato a questa funzione la cosa migliore che potevo fare era quella di assolvere. Ma assolvere gli altri non è lo stesso che assolvere sé stessi. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 22 febbraio 2026

Sei pallido, Scognamiglio

Mi capitava di non star bene, mi capita e spero mi capiterà ancora. Non star bene significa esserci, malgrado tutto. Se adesso mi tornano alla mente alcuni momenti nei quali non sono stato bene in passato è forse perché mi mancano le persone che, un tempo, mi sono state vicine e si sono preoccupate per me. Adesso in particolare siete solo in due, mia nonna e tu. Molte cose perdono di valore con gli anni che passano, è naturale. Queste no. E ricordo con nostalgia e affetto e pensieri confusi quello che tu mi dicevi in certe occasioni. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 21 febbraio 2026

Anterselva

Ad Anterselva sono stato tre volte in tutto, e sempre con te. La prima volta fu ai tempi di Riva del Garda, per un fine settimana invernale con la neve e con un freddo micidiale tanto da farmi temere che l’auto di allora, una Fiat 127, non partisse al mattino. Facemmo un po' di sci di fondo, non molto, restammo in un appartamento con gli amici di allora, con Roberta in particolare, che se non ci fosse stata lei probabilmente non ci avrebbero invitato. Di quei giorni ricordo la ricchissima colazione con tantissimo burro. Le due volte successive andammo nella stessa estate, e facemmo tappa nel campeggio. Vedemmo il lago, lo stadio del biathlon. Allo stadio comprammo una maglietta, per Giovanni, e lui la utilizzò per un certo periodo. Vedemmo i boschi e i paesaggi, andando pure a Brunico, un giorno, e tornando la sera al campeggio col pullman di linea mentre pioveva. Di quei due viaggi conservo molte fotografie, che di tanto in tanto rivedo. Ricordo che discutemmo e che un po' mi arrabbiai, ma ora mi chiedo perché. Il perché del resto lo sai, sono stupido. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 20 febbraio 2026

Iniziare dalla fine

Non so come è nata questa mia inclinazione a cercare altre vie, forse qualche trauma infantile che ho scordato, forse il desiderio di mimetizzarmi pur essendo presente salvo poi offendermi se qualcuno non mi nota, e comunque a rimanerci male. Molto normale non sono mai stato, ho anche accettato per anni una sorta di derisione per il semplice fatto che mi distingueva e in tal modo fraintendevo la mia figura: pensavo di essere come non ero visto, una gran confusione. Fatto è che varie volte, lo ricorderai, siamo entrati in musei o altri posti dall’uscita, approfittando del fatto che o non c’era coda oppure non ci trovavamo intruppati con le stesse persone davanti e dietro. Non è un metodo consigliato dai curatori delle esposizioni, è evidente, eppure ci è successo. Del resto ho ancora la tendenza, quando mi capita di scorrere un elenco che intendo affrontare, di iniziare dal fondo, e se i monumenti, le persone, le storie o altro sono in ordine alfabetico inizio dalla zeta. Ciao, Viz. Forse dovrei curarmi ma alla mia età, per questo, credo di avere poco tempo per rimediare.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 19 febbraio 2026

A modo mio

Risposte ce ne sono? E consigli?

Certo, ci sono risposte e consigli su ogni tema, il problema è che capita siano in contraddizione, che invitino a seguire vie diverse e che, alla fine, a forza di sentire pareri e idee discordanti ci si perda si finisca per stancarsi. I social, tutti, traboccano di questa mercanzia a buon mercato e di origini non controllate o certificate. Mi fido di pochi e nella scelta, di volta in volta, dipende da cosa cerco, dal tema insomma. Questo avviene in politica, ovviamente, perché di alcuni non condivido quasi nulla mentre ad altri, fatte le dovute premesse, mi sento abbastanza vicino. So a chi chiedere un consiglio medico, so dove cercare informazioni sulla storia di Ferrara, sono capace di decidere da solo se è il caso che esca in auto o a piedi. So molte cose, conosco diverse risposte, ma davanti a domande difficili che temo anche di esprimere non so a chi chiedere. Di te mi fidavo, e se mi contraddicevi mi costringevi a capire meglio. Ora devo andare avanti, sembra che non si possa restare fermi o, peggio, vivere nel passato. Ma il ricordo a modo mio è concesso? Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana