mercoledì 30 settembre 2026

i gatti, chissà...

 Una gatta mi guardava mentre passavo e si preparava alla sua notte. Manteneva la sua dignità anche se sapeva che avrebbe dormito al freddo e non sapeva se e quando avrebbe mangiato. Anche noi esseri umani, se siamo sfortunati, non sappiamo e non abbiamo riparo. Chi è fortunato invece, magari solo per nascita, a volte neppure si accorge né dei gatti né degli esseri umani. Del resto non posso accusare nessuno, sono fondamentalmente un egoista, attento agli altri in modo saltuario, e talvolta mi impietosisce di più un gatto, o un cane, di un essere umano. Non so come sia possibile diventare come me, con sentimenti drogati e incapaci dell’empatia necessaria. Mitizzo la fortezza Bastiani, che almeno ha solide basi letterarie oppure la fortezza della solitudine, che mi affascina per il suo nome. Ma non sono un militare né un super eroe, e assolutamente da solo non so restare. E ammiro i gatti, pur sapendo che non avrò mai le loro qualità positive.

                                                                                                                           Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 29 settembre 2026

Discorsi rubati

Succede, anche senza volerlo. Stavamo seduti al tavolo di un ristorante per una domenica più allegra, non diversa da tante, solo dagli altri giorni della settimana, senza voler festeggiare nulla ma per avere l’occasione di parlare non come a casa e per il piacere di assaggiare piatti non abituali o difficili da preparare nella cucina casalinga. Del resto, a mia giustificazione, lo ritengo un modo alternativo di andare in vacanza, visto che da anni non mi concedo nessuna vera e lunga vacanza, al massimo uno o due giorni e mai in luoghi lontani, come tanti anni fa. Stavamo seduti parlando tra noi e un gruppo di tre persone è arrivato poco dopo, una coppia di mezza età e una signora un po' più anziana, tutti mediamente eleganti. Sento la domanda: hai preparato la valigia? Poi non mi arrivano altre parole e noi pensiamo ai fatti nostri. Credo di avere un buon udito, e dopo alcuni minuti sento uno di loro che accenna a case di riposo dove si sta bene e che sono pure belle. Poi arrivano altri clienti e, poco alla volta, altre voci si accavallano e perdo il senso di quanto stanno discutendo i tre. Ho solo intuito di cosa parlavano. In questi ultimi tempi certi temi mi toccano, in questi ultimi anni a dire il vero, forse da sempre ma non in modo pressante come recentemente. E mi è scesa un po' di tristezza, allontanata con il Müller-Thurgau.

                                                                                                                           Silvano C.©

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lunedì 28 settembre 2026

L’ultima volta non sarà l’ultima

Pensavo di vederle, di rivederle, invece no. Ho chiesto di loro. Mi ha risposto uno del posto, mi ha detto che entrambe erano morte di vecchiaia. Come, di vecchiaia? Sì, vivono sette o otto anni, loro ne hanno vissuti dieci, e li hanno vissuti bene, qui, per loro una specie di grande hotel. Sarà, magari hanno vissuto bene, ma ora che pensavo di ritrovarle, di fare loro altre foto, non le ho trovate più. E adesso mi chiedo se è giusto fare foto sinché si può oppure è meglio di no, conservare solo il ricordo e lasciar andare pure quello, quando sarà il suo momento. Non ho una risposta per tutte le stagioni. Adesso penso sia giusto farle, le foto, domani o quando mi rileggerò avrò già cambiato idea, e non sarà per l’ultima volta.

                                                                                                                           Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 27 settembre 2026

Meglio non aver fretta

Ieri scrivevo che la fine, particolari a parte, è nota. La morte è la conclusione che ci aspetta tutti dopo quello che abbiamo fatto, facciamo e pensavamo di continuare a fare. Mi sembra di partecipare al Concorso dell’Ovvio con questo pensiero, con ottime possibilità di piazzarmi ai primi posti. Il fatto è che conviene tener ben presente questa realtà e, allo stesso tempo, ignorarla, usando tutti i metodi leciti e meno leciti. Come dicevi e scrivevi tu occorre avere sempre un progetto, una meta da raggiungere, dimostrare ottimismo senza mai arrendersi, guardando avanti. Poi una volta è successo che ti ho fotografata e ho visto, dopo, la tristezza che non nascondevi perché non sapevi che ti stavo fotografando. Quella foto è solo mia. Chissà cosa stavi pensando, lo posso solo sospettare, perché al tuo posto non ci sono mai stato. Se arrivo a quanto mi accade di recente devo ammettere che, al tuo confronto, valgo molto meno. Coraggio poco, capacità di dissimulare ai minimi sindacali. Non so perché mi vengono alla mente le parole del Recitativo di Fabrizio De André:

Uomini cui pietà non convien sempre

male accettando il destino comune,

andate, nelle sere di novembre,

a spiar delle stelle al fioco lume,

la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,

muover le tombe e metterle vicine

come fossero tessere giganti

di un domino che non avrà mai fine.

Intanto le sere di settembre si avvicinano alla fine e per quelle di novembre c’è ancora da aspettare. Non ho fretta.                                                                                                                            

                                                                                                                           Silvano C.©

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sabato 26 settembre 2026

Cose note, alcune sicuramente

Non si fa così. Non è stato giusto fare così. Magari non sono stato perfetto, per usare un eufemismo, ho sbagliato e tanto, ma non dovevi fare così. Meritavo tante cose ma non questa. So anche che non è stata una tua scelta, che non lo hai voluto, ma il fatto resta, è successo. A lungo ho pensato che avrei preferito farlo io, essere io quello che approfitta dell’occasione favorevole, facilitata anche dall’anagrafe, e invece no. Non so se è destino o qualcosa con una causa diversa da quella ufficiale. Pur senza prove penso di aver avuto una parte di responsabilità, e allora si potrebbe pensare che me la sono voluta. Magari anche altro, di più recente, forse me lo sono voluto. Ma vaneggio, perché le cose vanno comunque in un certo modo e, prima o poi, si muore, tutti lo facciamo. Magari per malattia o per incidente o per vecchiaia, ma la fine, particolari a parte, è nota.

                                                                                                                              Silvano C.©

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venerdì 25 settembre 2026

L’altra metà del cielo

Il monte ha il profilo del viso di un gigante appoggiato al suolo a fissare il cielo. Lo abbiamo visto migliaia di volte passando su quella strada che dal lago sale verso il passo, uno dei più bassi del Trentino e dell’intera Italia. Mi capita di passare di tanto in tanto su quel tratto che è vietato al traffico pesante perché alla fine della lunga e ripida discesa in passato un autocarro (forse più di uno) arrivò con i freni ormai esauriti quasi sul lungolago e per fortuna non vi furono vittime, solo danni e un grande spavento. Quello che mi sembra il profilo di un gigante mi appare identico da decenni, e probabilmente, se si tratta di un gigante assopito, non si stanca di guardare verso l’alto, pensando chissà a cosa, estate e inverno, notte e giorno. Nella sua posizione, se è un gigante, forse è soddisfatto di essere sulla giostra della Terra che continua a ruotate sul suo asse ma, forse, prova invidia per chi, molto più piccolo di lui ma non bloccato al suolo, può permettersi di volare verso sud, e vedere l’altra metà del cielo.

                                                                                                                              Silvano C.©

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giovedì 24 settembre 2026

È un gioco, o forse no

Insegnami a puntare sui numeri vincenti, su ciò che conta e resterà per sempre, anche oltre il mio limitato sempre. Chi ha puntato sull’amicizia a volte ha vinto a volte ha perduto. Anche chi ha puntato sulla sua assenza, scegliendo altre carte, a volte ha vinto e altre ha perduto. Succede così di ritrovarsi soli, senza averlo cercato esplicitamente. Certo ci son stati errori, chi lo sa quali, il fatto è che è solo che il banco, o chi ne ha il suo posto, a non perdere mai. E io non so giocare.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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