sabato 26 settembre 2026

Cose note, alcune sicuramente

Non si fa così. Non è stato giusto fare così. Magari non sono stato perfetto, per usare un eufemismo, ho sbagliato e tanto, ma non dovevi fare così. Meritavo tante cose ma non questa. So anche che non è stata una tua scelta, che non lo hai voluto, ma il fatto resta, è successo. A lungo ho pensato che avrei preferito farlo io, essere io quello che approfitta dell’occasione favorevole, facilitata anche dall’anagrafe, e invece no. Non so se è destino o qualcosa con una causa diversa da quella ufficiale. Pur senza prove penso di aver avuto una parte di responsabilità, e allora si potrebbe pensare che me la sono voluta. Magari anche altro, di più recente, forse me lo sono voluto. Ma vaneggio, perché le cose vanno comunque in un certo modo e, prima o poi, si muore, tutti lo facciamo. Magari per malattia o per incidente o per vecchiaia, ma la fine, particolari a parte, è nota.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 25 settembre 2026

L’altra metà del cielo

Il monte ha il profilo del viso di un gigante appoggiato al suolo a fissare il cielo. Lo abbiamo visto migliaia di volte passando su quella strada che dal lago sale verso il passo, uno dei più bassi del Trentino e dell’intera Italia. Mi capita di passare di tanto in tanto su quel tratto che è vietato al traffico pesante perché alla fine della lunga e ripida discesa in passato un autocarro (forse più di uno) arrivò con i freni ormai esauriti quasi sul lungolago e per fortuna non vi furono vittime, solo danni e un grande spavento. Quello che mi sembra il profilo di un gigante mi appare identico da decenni, e probabilmente, se si tratta di un gigante assopito, non si stanca di guardare verso l’alto, pensando chissà a cosa, estate e inverno, notte e giorno. Nella sua posizione, se è un gigante, forse è soddisfatto di essere sulla giostra della Terra che continua a ruotate sul suo asse ma, forse, prova invidia per chi, molto più piccolo di lui ma non bloccato al suolo, può permettersi di volare verso sud, e vedere l’altra metà del cielo.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 24 settembre 2026

È un gioco, o forse no

Insegnami a puntare sui numeri vincenti, su ciò che conta e resterà per sempre, anche oltre il mio limitato sempre. Chi ha puntato sull’amicizia a volte ha vinto a volte ha perduto. Anche chi ha puntato sulla sua assenza, scegliendo altre carte, a volte ha vinto e altre ha perduto. Succede così di ritrovarsi soli, senza averlo cercato esplicitamente. Certo ci son stati errori, chi lo sa quali, il fatto è che è solo che il banco, o chi ne ha il suo posto, a non perdere mai. E io non so giocare.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 23 settembre 2026

Vivere altrove

Adesso che l’estate è finita e la stagione è mite e bella, mi preoccupa il freddo imminente. Fossi ancora in Emilia la mattina avrei già iniziato a trovare foschie e nebbie pronte a sparire col Sole, ma non ci sono più da tempo e ci torno sempre più raramente. Non so cosa sia meglio alla fine, qui in Trentino oppure in Emilia, e se scelte ne ho avute ormai le ho esaurite. Eppure un tempo pensavo, guardando le montagne, di essere in vacanza. Così non era, con gli anni l’ho capito. Ho fatto di un luogo dove non sono nato casa mia. E indietro ormai non m’interessa tornare, certo che ricordo, impossibile non farlo, ma non tornerei. Non tornerei nella mia prima casa di Cassana, non tornerei a Porotto, non tornerei in via Ungarelli, a Ferrara. Se fossi rimasto probabilmente vorrei restarci, credo avvenga così, è avvenuto così a qualcuno che ho conosciuto, la vita fa scegliere e convince pure che sia la scelta migliore. Probabilmente lo è, anche se mi manca la prova dell’alternativa. La vita non è una scienza esatta, con leggi accettate se suffragate da esperimenti ripetibili. Nella vita se si sbaglia non si può ripetere, azzerando, ricominciando e poi confrontando i risultati ottenuti. E lo stesso avviene se si fanno le scelte giuste. Che a questo punto, almeno personalmente, non saprò mai sino a che punto sono state giuste.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 22 settembre 2026

Una delle tante cose che non ho mai inventato

Se passa una nuvola non è necessario farsi rabbuiare dall’ombra passeggera che arriva con lei e, se succede, è ancor meno obbligatorio trasmettere il malumore o i sentimenti non positivi che ne possono venire. Con qualcuno può succedere, lo so, con qualcuno scelto e che ci sopporta o ci aiuta, ma non bisogna esagerare. Meglio fare come gli animali feriti o che stanno per andarsene piuttosto, e aspettare che torni il sereno. Questa è filosofia comportamentale spicciola, gratuita e che mi onoro di seguire, indegnamente, ché in effetti non credo di aver inventato nulla, neppure questo.   

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 21 settembre 2026

Un’età per l’Università

L’Università dell’Età Libera. Ma libera da che? Libera nos Domine? Ogni età è libera a modo suo, quindi ogni età merita un suo ateneo dedicato. Il bambino piccolo, molto piccolo, è libero da colpe, è innocente per definizione, e io tale non sono da eoni. Ma il bambino piccolo merita pure di non essere invitato a iscriversi ad un corso universitario, fatto salvo per alcuni che, a mia conoscenza, ancora non sono stati istituiti, come petologia applicata, malpancismo e rinotillexomania. Tralascio tutte le età intermedie, che non so neppure quante possano essere, dipende dagli intervalli di tempo ritenuti significativi, immagino. Le tralascio e arrivo alla mia, perché è a me che il Comune di Rovereto ha mandato il piccolo libretto che elenca tali corsi, gratuiti o a pagamento, e che spaziano dalle belle arti all’educazione motoria, dalla salute (dell’anziano, ovvio) agli approfondimenti culturali, sino ai consigli su come gestire i propri risparmi (corso a pagamento, immagino, ché se non hai risparmi che ci vai a fare?). Anni fa, quando mi arrivò il libretto simile a quello ricevuto di recente, ho pensato seriamente di iscrivermi a un corso per impratichirmi nell’uso della macchina da cucire. Da bambino sapevo cucire vestitini per le bambole, rigorosamente senza orlo, per il semplice fatto che nel cortile dove potevo uscire a giocare avevo solo bambine mie coetanee e nessun bambino, ma ammetto che alla fine la cosa non mi spiaceva. È da quegli anni che ho imparato a vivere anche senza giocare a calcio. Però un corso sulla macchina da cucire allora non era previsto, peccato. Cercando meglio nel libretto di oggi forse ne troverei uno dedicato alla cucina, ma non so poi perché dovrei frequentarlo, già sbaglio preparando i piatti per conto mio, non necessito di consigli. Tornando all’educazione motoria leggo che è proposto un corso di Taiji Quan, più di 20 lezioni per un costo non irrisorio. Forse, in anni passati, ho visto persone che eseguivano questi esercizi. Non le ho capite e, sicuramente sbagliando, ho semplicemente pensato che impiegavano mezz’ora per alcuni semplici movimenti che potevo fare in tre minuti. Ovvio che non ho capito la filosofia della pratica, del resto ho visitato la Sicilia in tre giorni (ho interpretato Trinacria a modo mio) quindi non sono naturalmente portato a queste cose. Devo ancora capire se sono nella terza età, nella quarta o cosa. E comunque non mi ritengo libero da dolori, paure, impegni e progetti.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 20 settembre 2026

A volte fotografo troppo

Il luogo lo ricordo bene e non vi associo bei ricordi. Mio padre era ancora vivo e mia madre era morta da diversi anni. Lui era seguito da una badante. Era un pomeriggio di Natale, forse, comunque uno di quei giorni. Ero da solo in giro, faceva freddo e il morale stava a livello stradale, eppure volevo camminare, forse per capire sino in fondo che le cose non andavano come avrei voluto, o semplicemente perché dovevo scaricarmi muovendomi. Lui era in casa nostra e non aveva voluto uscire, credo, tu eri lontana per le nostre tipiche feste separate, quelle che non auguro a nessuno ma che, magra consolazione, potevamo telefonarci. Anni dopo non sarebbe più stato possibile, solo pochi anni dopo. Il luogo è non lontano da un grande parcheggio dove in precedenza ci stava il mercato comunale. Avevo la fotocamera quasi sicuramente e quel giorno, o un altro, avevo scattato foto alle pareti di alcuni edifici nella zona con murales particolari, non belli e non brutti. Le foto le ho ancora e, adesso, non mi va di andare a cercare dove le ho messe, in quale cartella, se mi andrà in futuro lo farò. Perché lo ricordo bene quel luogo, e proprio adesso mi torna alla mente? Forse, mi rispondo senza sicurezza, è per farmi capire che non era tutto bello, che alcune cose vanno lasciate al loro tempo, anche se il loro tempo era già passato mentre erano vive. Ora che però sono morte, sono scritte nel mio passato e in quello di nessun altro, solo nel mio. Se quelle cose (foto, memorie, pensieri) le rimuovessi, una volta per tutte, una alla volta, forse sarebbe pure meglio. Quasi nulla di ciò che è passato dovrebbe restare troppo a lungo, probabilmente dovrei fare delle scelte, e impormele.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana