Leggo libri, alcuni che mi fanno pensare e altri che mi tengono compagnia. Di alcuni autori ho letto molto sino ad arrivare a togliermi il desiderio di leggerli ancora. All’inizio avevo l’impressione di ritrovare amici, situazioni che ritenevo da sviluppare, poi ho provato la tristezza di vedere la ripetizione senza alcun nuovo stimolo. E così li ho amati, e anche lasciati. Leggo libri gialli o noir non per capire o indovinare chi è il responsabile di un certo delitto ma per calarmi nel mondo descritto e nel quale vivono i protagonisti, magari città italiane o luoghi lontani come il Canada, la Norvegia o la Groenlandia. Un bravo scrittore fa entrare nelle case e nelle abitudini di chi vive diversamente, con altri punti di riferimento. Apre prospettive o fa un po' sognare di esserci stati. Alcuni romanzi hanno lo stesso effetto di libri di viaggio o di guide, e mi fanno desiderare di approfondire per altre vie. Che sia una forma di fuga dalla realtà? È possibile, ma credo sia pure molto altro.
Silvano C.©
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