Cose importanti e no, pensieri che vale la pena di approfondire
o che invece è meglio lasciar perdere, decisioni e preoccupazioni. Se vengo
colpito da una malattia grave e incurabile cosa devo fare, a cosa devo dare
importanza? Devo pensare a cosa avverrà dopo di me e quale sarà la mia eredità
in senso lato, cosa che in effetti dovrei tenere come linea guida anche per
tutti gli altri momenti della vita, visto che non ho certezze sul domani? Dubito
di essere in grado di formulare ragionamenti coerenti e razionali in un caso
del genere, mi limito a teorizzare, un po' come parlare del nulla in una sera
dopo aver bevuto con qualcuno. Se un amico di nostro figlio ottiene o raggiunge
un posto di lavoro più sicuro devo invidiarlo, fare confronti o mi conviene
lasciar perdere, evitare anche consigli se non un semplice commento se richiesto,
senza insistere su nulla? Tu non ci sei più ma cosa faresti al mio posto, se tu
fossi rimasta senza di me, a cosa daresti maggiore importanza, alla tua salute,
a quella di nostro figlio, alle scelte che lo riguardano, alle nostre scelte
comuni? E sulla sua vita sentimentale, sulle sue amicizie te la sentiresti di
intervenire? No, ovviamente, quello è territorio suo, esclusivo. Posso
preoccuparmi, certo, essere felice quando lo sento tranquillo, accettare i suoi
umori negativi e non intervenire, quella è la sua vita, non la mia. Quello che
potemmo fare educandolo quando era piccolo lo facemmo, e sbagliammo pure, certo
che sbagliammo, sembra sia inevitabile. Tu un giorno gli dicesti che non era un
principino, chissà se allora ha capito il senso della tua frase. Lui del resto
ha intuito relativamente presto che non sono un falegname, sorridi per favore.
Evitare gli errori più grossolani e micidiali è un imperativo, anche se alcuni
li ho commessi, e riguardo alle preoccupazioni non mi faccio mancare nulla. Se
un giorno non ne ho mi chiedo cos’è che non funziona perché non mi appare tutto
normale. Ma poi perché ti racconto tutto questo, tu dove sei? Dici che dovrei
andare da uno psicologo? Lo feci, se ricordi. Una volta venni con te, ad Ala. E
poi, quando mancasti, accettai l’offerta di una serie di sedute con una
psicologa. La motivazione ufficiale era legata all’elaborazione del lutto, ma
credo di essere ancora in fase di elaborazione, di non aver superato la
faccenda. E sui valori importanti? Ci sto lavorando.
Silvano C.©
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nessun problema se si cita la fonte, grazie)