martedì 23 giugno 2026

Sono successe tante cose

Ma l’ho veramente vissuto oppure me lo immagino soltanto? Penso di non essere in grado di scrivere una mia autobiografia oggettiva anche limitandola ai soli episodi ai quali sono stato presente. Sono un cattivo testimone anche di me stesso, penso di non poter giurare che un certo fatto sia avvenuto esattamente come lo ricordo, che io abbia pronunciato certe parole in quel modo, che abbia discusso con certe persone dicendo quello che adesso mi sembra aver detto. Già come scrittore non valgo nulla e la mia vita non è stata particolarmente interessante o meritevole di essere raccontata, quindi l’idea di una autobiografia è quantomeno immaginaria, ma mi colpisce il fatto di essere arrivato al punto di dubitare veramente di aver vissuto. Si tratta di una sensazione che non so se definire spiacevole o spiazzante, ma mi demolisce alcune piccole certezze tra le poche che mantenevo. Tu quando e come sei arrivata, cosa è successo nei primi momenti, cosa è scattato, come abbiamo proseguito, quanto ho fatto di sbagliato che tu hai subito o sopportato, cosa mi ha salvato e riabilitato, cosa ho fatto di veramente buono? La mia versione è inattendibile, eppure è l’unica che posso produrre e raccontare. Per quello che vale posso dire che sono successe tante cose, veramente tante. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 22 giugno 2026

Leggere, ma non solo

Alcuni libri vanno letti, lo so, ma non potrò mai leggerli tutti, e anche se qualcuno che dovrei leggere lo iniziassi dovrei abbandonarlo, non sarei in grado di capirlo o di accettarlo. Ho limiti oggettivi e gusti personali discutibili ma irremovibili, salvo ripensamenti. Possiedo una disordinatissima biblioteca che non consumerò mai, con classici e non, con romanzi russi e francesi, italiani e tedeschi. A volte mi capita di iniziare un libro che pensavo mi stesse aspettano ma che poi mi delude, rivelandosi una vera palla un po' ripetitiva anche se scritta da un grande autore. Se posso non smetto di leggere e arrivo all’ultima pagina, anche se mi concedo alcune eccezioni. In questi casi i libri finisco invariabilmente per lasciarli in posti dove altri, se vorranno, li prenderanno e li leggeranno. Non uso libri elettronici, non mi danno soddisfazione anche se ammetto che hanno vantaggi. A volte leggendo mi appisolo e continuo a vivere nel dormiveglia la vicenda che stavo seguendo. Leggere è necessario, ma è una mia opinione. Chi non legge si perde parte della vita, ne sono convinto, ma sono altrettanto convinto che la vita va pure vissuta e non soltanto letta o scritta o descritta.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 21 giugno 2026

non è una recensione

La storia inizia con una ragazza che cerca una stanza per la notte in un albergo improbabile, con un portiere di notte pure lui improbabile. Entrambi però sono umani, improbabili e particolari ma umani, diversi e apparentemente incompatibili che a modo loro si cercano. Tutti finirà come ogni storia merita, consolatoria il giusto, ognuno capace di recitare la sua parte stando al suo posto, anche l’ultima comparsa. Le ambientazioni sono particolari, ricercate e, come spesso avviene in questi casi, uscendo da una porta ci si trova catapultati in un altro luogo distante centinaia di chilometri. Eppure tutto sembra vicino, anche il mare. E pure chi all’inizio sembrava indisponente e antipatico si riscatta, rivelando che non è come sembra, che ogni singolo gesto ha un perché ed è la vita che lo giustifica. La vita finta lo vuole, e ancora non so capire dove sia la finzione e dove la realtà. Voglio vivere un film della mia vita come lo scrivo io, con sorprese previste e dolori rimossi anche se vissuti. Voglio perdermi dove non ci si perde se non per un paio di ore, e poi uscire altrove. Quando esco vedo coppie che litigano e sono fortunate a poterlo fare. Vedo bambini fastidiosi e altri che mi sembrano simpatici. Vedo un vecchio, più vecchio di me, che cammina a fatica e aiuta una cagnetta vecchia pure lei a camminare anche se non si regge più bene sulle sue zampe. Una carezza alla cagnetta la faccio volentieri, e lei se lo aspetta. La vita è anche una carezza.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 20 giugno 2026

Horror vacui

Il posto vuoto non è uno solo, tu ne hai lasciato di più, troppi che neppure conosco e magari non ricordo oppure ho rimosso. Credo sia un bene. Un vuoto che prima era occupato mi lascia spiazzato, disarmato, e se alcuni di questi posti non li ho presenti posso fingermi tranquillo, in parte soddisfatto, ne ricavo consolazione. Nel mio mondo ideale e di fantasia, che molti neppure vogliono prendere in considerazione ritenendolo malato, ho modelli che si adatto e si evolvono, ma con lentezza e non senza dolore. Recupero e mi pento, ricordo e tento un’operazione di mantenimento, da retroguardia che può solo rallentare non fermare. Così colmo alcuni vuoti rioccupandoli di forza, in parte facendomi violenza e abituandomi alla nuova realtà. Potrei egoisticamente avere di più? Credo sia possibile, ma considerando quanto ho dato ammetto che devo ritenermi soddisfatto. La tua sedia, il tuo asciugamano, il tuo spazio nell’armadio… nulla alla fine. Sono trascorsi quasi dieci anni. Sto lasciando un appartamento nel quale il tuo vuoto pesa irrimediabilmente. Dopo dovrò reinventarmi qualcosa. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 19 giugno 2026

Cosa lasciare

Nel giorno del grande viaggio devo farmi trovare pronto. Ho voglia di meraviglie, a partire dal mattino. Mi piace poter decidere ad ogni crocevia che incontreremo, senza contare sul fatto che arriveremo esattamente dove pensavamo, magari sarà in un altro posto che spegnerò il motore prima della notte. E se pioverà andrà bene, se ci sarà il Sole ancora meglio, mi piacerà comunque. Dicono che ci si sposta meno, lo dicono ma non ci credo.  Vedo tanti che partono, ne vedo molti che passano, alcuni li colgo nel momento che si fermano. Chissà se è il loro grande viaggio o uno tra i tanti, un semplice viaggio nel quale l’orologio conta. Alcuni mi salutano prima di partire, non tutti. Nel giorno del grande viaggio devo assolutamente farmi trovare pronto, devo pensare sin da ora a cosa portare, e cosa lasciare.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 18 giugno 2026

Come ai vecchi tempi

Dopo passo a trovarti. Sarebbe maglio telefonarti prima, lo so, ma se lo faccio che sorpresa è? Molti anni fa, prima che poco alla volta nelle case arrivassero i telefoni a parete, era normale andare a casa di amici per cercarli col rischio di non trovarli. E non c’era modo di avvisarli o prendere appuntamenti, salvo con la posta, ma i tempi si allungavano. Quindi si aspettava che qualcuno potesse suonare o bussare alla porta, oppure si andava a di persona. E capitava magari che ci si incontrasse in giro, al bar o in polisportiva, era quella la modalità comune. Ed ora perché non telefono? Non esiste una spiegazione logica, potrei farlo, anche solo mandare un messaggio, ma ho deciso di no. Esco, prendo la bicicletta e poi con calma pedalo sin sotto casa tua e suono al campanello. Ci sarai?

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 17 giugno 2026

perfezione

È questo il momento magnifico, l’irripetibile, il solo, di altri non v’è connezza, sapienza o esperienza. 

Sappimi dire, altrimenti, oltre al presente, cosa c’è. 

Conosco rimpianti e rimorsi, memorie e immagini rubate non più presenti, bellezze svanite e gioventù rimaste ai quei tempi nei quali lo furono. 

Potrei citare alcuni amori, non molti, mai nati e solo fantasticati o neppure questo, perché il timore era troppo, e la fantasia non sufficiente.

Delle cose perdute me ne faccio convinzione, delle persone andate non so se e quando darmi pace, ma ora è tutto perfetto, solo ora, ché stasera avrò già scordato. 

E tu dove sei, adesso? Se ora ho tutto devi essere qui, fatti vedere, dammi un segno, mi basta un sorriso.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana