Ti aspettavo per poter mangiare assieme, a volte mi preoccupavo
per il viaggio molto lungo che dovevi fare per tornare a Riva del Garda da
Tione, da Trento o da Mezzolombardo. Mi ero ripromesso che, se ti fosse
successo qualcosa, mi sarei vendicato nei confronti di chi ti aveva assegnato
una sede tanto disagiata. Poi concordammo di trasferirci a Rovereto, perché
dalla città della Quercia i collegamenti erano più semplici. Il fatto è che in
cucina a volte mi lanciavo in preparazioni che ti facevano piacere, altre volte
ottenevo risultati deludenti, utilizzavo poco piatti precucinati pronti, magari
neppure li vedevo, se c’erano, e coi surgelati non potevo avvicinarmi, non
avevamo un frigorifero adatto. Alcuni piatti hanno fatto a loro modo storia,
come lo spezzatino con le mele al posto delle patate, perché avevo finito le
patate ma avevo molte mele. Col tempo sono migliorato e peggiorato, faccio più
attenzione ad alcuni aspetti ma mi sono lasciato andare su altri. Se ora tornassi
probabilmente non capiresti più certe mie scelte, a volte non le capisco
neppure io, solo sono più comode. Ho smesso di comprarti il the, ormai non lo
consuma più nessuno in casa. Mi sono abituato tristemente alla tua assenza, non
ho intenzione di sostituire nessuno, né gli amici perduti né tantomeno te. Del
resto chi pensi vorrebbe mettersi con uno come me, che con gli anni peggiora
sempre di più? Pochi mi sopportano ancora, e io sopporto sempre meno gli altri,
divento critico su stupidaggini e piccole cose del tutto umane. La vecchiaia è
una brutta bestia da tenere in gabbia e farla uscire il meno possibile,
potrebbe fare solo danni.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è
nessun problema se si cita la fonte, grazie)