venerdì 16 ottobre 2026

Basta aspettare

Non è come sembra. Quasi nulla è come sembra, serve annusare e toccare, leccare un po' magari e a volte provare disgusto, o forse un leggero piacere. Approfondendo si può restare sorpresi per ciò che prima non sapevamo. O meglio. Che io non sapevo ma che gli altri avevano capito già. Non è il caso di generalizzare i miei limiti, non sono di tutti, devo farmene una ragione. Ora mi rendo conto che il prossimo sabato è il 17. Quante volte succede che il 17 capiti di sabato come quasi dieci anni fa? Tante volte, ovviamente, ma si tratta di coincidenze che non significano niente. Le cose che contano le intuisco, altre ancora non le ho capite, e nuove magari potrebbero arrivare. Forse basta aspettare.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 15 ottobre 2026

L’impalpabile

Potremmo andare a Fracassi visto che a Frasassi già andammo nel tempo che fu. Fummo a Frasassi, dico, dove sicuramente ci sono sassi e magari massi. Chissà come sarebbe ora andar per grotte con te, che non amavi le altezze di certe scale aeree metalliche a Fiume ma che nelle grotte entravi. E non sembravi aver paura di star sotto il suolo. Oggi, dopo ore a discutere di denaro, che non è necessariamente vile, altro non mi esce dalla fantasia messa a dura prova. Guardo fuori, appena dopo essere rientrato. Penso che andar fuori mi fa bene, credo faccia bene a tutti. Anche a te, sono sicuro, farebbe bene uscire un po', e ne trarrei probabilmente un impalpabile piacere. Magari come la cipria sul sedere.                                                                                                                                                                                                                                     

                                                                                                                Silvano C.©

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mercoledì 14 ottobre 2026

Un senso

Nessuna certezza, ma credo che lui l’abbia amata più di quanto lei abbia amato lui. Era nato prima ed è morto dopo. Hanno vissuto assieme facendo sacrifici come all’epoca in moltissimi facevano. Lei se ne è andata nove anni prima di lui, e in quei nove anni lui ha continuato ad amarla. Lo so perché l’ho visto, e so come vivevano prima. Altre conclusioni non posso trarne, solo impressioni, sollecitazioni, inviti a riflettere. Anche oggi, dopo quasi dodici anni, dopo che ogni cosa è finita, qualcosa forse aleggia in certi spazi, in certe vie, in certe case. Nella memoria di quelli che restano e hanno visto, sempre meno numerosi però. Una vita andrebbe scritta e depositata per sempre in forma inalterabile, non conta che poi qualcuno vada a rileggerla, sarebbe importante, darebbe un senso, o un senso in più.

                                                                                                                           Silvano C.©

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martedì 13 ottobre 2026

Grazie

Stanotte mi hai aiutato a cercare un rifugio, una piccola stanza almeno per le prossime due notti in modo da non dover dormire fuori, in strada. Prima avevamo cercato espedienti per sopravvivere ingannando gli altri, rubando loro fiducia e poco denaro, fingendo di essere chi non eravamo e poi sparendo. Truffatori da pochi spiccioli, giusto sufficienti per qualche ora. Cosa ti/mi abbia indotto a queste situazioni non lo so. Tu ci sei? Ovviamente sì, tutto dipende da come, in che modo, quando e perché. Non ci sto capendo nulla, che viva momenti di preoccupazione è un dato ma sui sogni non ho un potere di decisione consapevole. Loro, e tu, arrivate quando lo decidete, e non posso farci nulla, non mi resta che ringraziare.

                                                                                                                           Silvano C.©

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lunedì 12 ottobre 2026

La vecchiaia

Ti aspettavo per poter mangiare assieme, a volte mi preoccupavo per il viaggio molto lungo che dovevi fare per tornare a Riva del Garda da Tione, da Trento o da Mezzolombardo. Mi ero ripromesso che, se ti fosse successo qualcosa, mi sarei vendicato nei confronti di chi ti aveva assegnato una sede tanto disagiata. Poi concordammo di trasferirci a Rovereto, perché dalla città della Quercia i collegamenti erano più semplici. Il fatto è che in cucina a volte mi lanciavo in preparazioni che ti facevano piacere, altre volte ottenevo risultati deludenti, utilizzavo poco piatti precucinati pronti, magari neppure li vedevo, se c’erano, e coi surgelati non potevo avvicinarmi, non avevamo un frigorifero adatto. Alcuni piatti hanno fatto a loro modo storia, come lo spezzatino con le mele al posto delle patate, perché avevo finito le patate ma avevo molte mele. Col tempo sono migliorato e peggiorato, faccio più attenzione ad alcuni aspetti ma mi sono lasciato andare su altri. Se ora tornassi probabilmente non capiresti più certe mie scelte, a volte non le capisco neppure io, solo sono più comode. Ho smesso di comprarti il the, ormai non lo consuma più nessuno in casa. Mi sono abituato tristemente alla tua assenza, non ho intenzione di sostituire nessuno, né gli amici perduti né tantomeno te. Del resto chi pensi vorrebbe mettersi con uno come me, che con gli anni peggiora sempre di più? Pochi mi sopportano ancora, e io sopporto sempre meno gli altri, divento critico su stupidaggini e piccole cose del tutto umane. La vecchiaia è una brutta bestia da tenere in gabbia e farla uscire il meno possibile, potrebbe fare solo danni.

                                                                                                                           Silvano C.©

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domenica 11 ottobre 2026

Tessera Platino

La conservo anche se da troppi anni non la uso più, è scaduta ma ci sono affezionato. A dire il vero non è Platino, ma Premium, tuttavia il significato è lo stesso, è una tessera esclusiva che mi qualificava come ottimo cliente. Cominciai con una tessera Argento che mi dava diritto a uno sconto sui libri nuovi del 5%, non molto ma meglio di nulla. Passarono pochi mesi e ottenni la tessera Oro, compravo sempre tanti libri e da quel momento li potevo acquistare col 10% di sconto. Magari altrove, in certi grandi negozi, su alcuni libri recenti potevo ottenere anche sconti maggiori, ma quella libreria era molto fornita e trovavo praticamente di tutto. Poi, come sai, quando entravo non ne uscivo senza spendere un po' di soldi, e allora ci entravo spessissimo. Con te poi era una vera festa, facevamo spesa come al supermercato. Fatto sta che ottenni così la tessera Premium, avevo raggiunto la spesa minima annuale che mi definiva un cliente di riguardo col diritto allo sconto del 15% su ogni libro o oggetto della grande libreria. Credo che tra me e te abbiamo lasciato nelle sue casse alcuni stipendi; compravamo di tutto, anche le agende, o i romanzi che leggevi come se fossi una correttrice di bozze. Poi tu sei andata via. Ho perso il motivo di entrare per comprarti qualche libro da regalarti. A Ferrara ho iniziato ad andare meno o comunque a comprare meno libri. Poi quella tessera è stata aggiornata e non più utilizzabile in quella forma, e sono passati ormai circa dieci anni. Questo è successo, e di tanto in tanto vado ancora a leggere alcuni di quei libri comprati allora, magari quelli che ti avevo regalato e che tu mi hai lasciato. E in quella libreria, dove sono entrato tante volte, non so quando rientrerò ancora.

                                                                                                                           Silvano C.©

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sabato 10 ottobre 2026

L’ultima volta che…

È un gioco pericoloso, ci si può far male. Tentare a tutti costi di recuperare alla memoria quando è stata l’ultima volta che siamo andati assieme in quel cinema a Verona, o a trovare Katia, o altri momenti del passato. Alcune cose non le scordo ma altre sembra sia sano lasciarle andare. Ho letto che è proprio grazie alla rimozione di informazioni inutili che si è in grado di conservare quelle necessarie, come ad esempio dimenticare dove si è parcheggiata l’auto il 15 dicembre del 2023 è indispensabile per poterla trovare adesso, dove è stata parcheggiata poche ore fa. Forse il gioco è tutto qui, giocarlo sino in fondo ma lasciarlo perdere quando diventa pericoloso. E lo stesso forse dovrei farlo con le centinaia di cartoline che conservo, ricevute o comprate e conservate senza mai spedirle a nessuno, per ricordare luoghi dove siamo stati.

                                                                                                                           Silvano C.©

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