sabato 15 agosto 2026

non chiedetemi perché

Voglio tutto e l’opposto di tutto, essere santo e peccatore, stare all’Inferno in inverno, al caldo, e in Paradiso d’estate, dove si dovrebbe star sempre bene ma che dopo un po', dicono, ci si annoi. Il marito pieno e il bottiglione ubriaco, entrambi, essere entrambi, non avere entrambi. Si può mangiare benissimo senza esagerare con le quantità e spendere relativamente molto o anche, a un livello solo di poco inferiore, mangiare bene, un po' troppo magari e spendere meno. Oppure mangiare in una bettola ai limiti dell’ispezione di igiene e sanità ma trovare ricordi, rivedere chi non c’è più, sentire presenze che neppure un grande ristorante stellato può restituire. Tutto e ancora altro, in contraddizione. Amico e traditore, a modo mio e come solo così so essere, inaffidabile e in fondo fedele, perché alcune persone non le lascio mai, anche se neppure telefono. Parlare per ore, giorni, settimane e mesi, e anche tacere e rimuginare e ripensare e rivedermi come avrei agito se…

Non posso aver tutto e il suo opposto, non so neppure immaginare cosa possa significare se aggiungo uno all’infinito; magari si perde nel tutto o forse mantiene la sua individualità. Tu, dove stai ora, potresti darmi risposte, chissà se lo hai già fatto, chissà se lo farai, chissà se sarò io a farlo con chi resterà. Non so nulla e, se bevo, penso di sapere di più, ma non devo dirlo in giro, e non chiedetemi perché.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 14 agosto 2026

attori

Indossando l’abito adatto al ruolo non fingo, raffiguro esattamente ciò che mi fa corrispondere a chi dovrei essere. Chi sa recitare può farne un mestiere e diventare all’occorrenza frate o assassino, ladro comico o amante invidiato. Poi si cambia città e si scoprono lati personali nascosti. Succede, non a tutti, certo, di incontrare chi ci ritiene migliori, e tali diventiamo. Quando indosso abiti nuovi, adatti all’occasione, divento quello che in precedenza non ero, anche se chi mi ha conosciuto prima non si fa ingannare dall’apparenza. Desidero tornare ai miei anni giovanili, con quel gruppo di amici? Non potrei comunque, lo so, e malgrado lo abbia desiderato a lungo ormai non m’interessa più. Sino a quando sentirò la tua mancanza? Me lo chiedo, inizio a chiedermelo, me lo chiedevo anche quando c’eri e immagino che lo farò a lungo. Tu chiamala nostalgia, ma non è così, ha un altro nome, è paura di perdermi e di non sapere più chi sono, chi sono stato, chi volevo essere e pensavo di essere divenuto.

                                                                                                 Silvano C.©

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giovedì 13 agosto 2026

Tutti mentono

Tutti mentono, credo, non ne sono sicuro ma lo ritengo probabile. Tutti lo fanno o lo hanno fatto anche una sola volta. Certezze no, penso di avere dalla mia solo la legge della probabilità. Aggiungo che mentire non è necessariamente sbagliato per un principio morale o di correttezza, anzi. Mio padre, quando mia madre venne ricoverata a pagamento in una clinica nei suoi difficili anni finali, quando lei gli chiese se spendeva molto per la sua degenza, lui le mentì spiegandole che la sua pensione copriva tutte le spese. Quindi si mente per amore, ma si mente pure per ingannare qualcuno quando si è in trattative di affari, si mente per paura di essere scoperti o per vantarsi di risultati mai ottenuti. Si può mentire a volte senza farci caso in ascensore quando si incontra qualcuno e, alla domanda che non si dovrebbe mai fare, si risponde che va tutto bene. Ritengo poi la sincerità, in certe situazioni, una pura e semplice cattiveria inutile, che ci si potrebbe risparmiare. Anche raccontare favole è mentire, significa far immaginare mondi immaginari nei quali la giustizia vince sempre. L’invenzione e la fantasia possono essere menzogna. Vendere biglietti del gratta e vinci è un groviglio di menzogne. Ho mentito tante volte, spero che nella maggior parte dei casi sia stato per amore, o almeno a fin di bene. Di quello che fanno gli altri non so, di alcuni posso pensare che siano più sinceri, quindi più onesti di me.

                                                                                                 Silvano C.©

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mercoledì 12 agosto 2026

m'intenda, annaffi sempre i dubbi

M’intenda, m’ascolti, poi decida cosa pensar di me.

Non vuol farlo, ne ha facoltà, poi non creda di aver capito.

Sapesse quanto ho sbagliato e continuo a sbagliare, non mi imiti in questo.

Non che personalmente conti granché, anzi, conto veramente poco, conto per pochi, e gli altri possono ignorarmi senza conseguenze.

Si tratta di un modo di essere, di proporsi davanti al mondo, di interagire con chi è altro, diverso, alternativo, magari creativo non come tutti.

Annaffi sempre i suoi dubbi, ché in periodi di siccità vanno curati ancor più che nella stagione favorevole.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 10 agosto 2026

In tenda

Non ci sono più i campeggi di una volta, un po' perché alcuni hanno chiuso ma principalmente perché sono mutati i tempi e il modo di intenderli. Ancora prima di conoscerti la vacanza per me era sinonimo di campeggio, con tende più o meno piccole. A volte anche da solo, come al Conero o a Chioggia, ma più spesso con amici di Ferrara, sono stato in molti campeggi del sud, come a Soverato, alle Tremiti o in Calabria. Poi abbiamo iniziato ad andare assieme, prima con una canadese, poi un anno trasformando la Panda in modo da dormirci dentro, poi con una tenda sul tetto e infine con un camper. Sempre e solo campeggio, anche se abbiamo visto che poco per volta stavano cambiando. Sempre meno spazi liberi per tende e sempre più bungalow e vere e proprie seconde case. Dicono poi che i prezzi siano aumentati molto e che ormai il campeggio non sia più la scelta di chi vuole risparmiare. Pazienza. Non ci andremo più, neppure dove siamo stati bene. Ora mi sembra tutto più faticoso, la voglia mi è passata e, anche se è la stagione, nulla di quello che facemmo è più possibile.

                                                                                                 Silvano C.©

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domenica 9 agosto 2026

Agosto a Riva del Garda nel 1983

Entrare negli archivi della memoria è operazione rischiosa. Meglio sarebbe lasciare che il tempo svolga il suo lavoro e, poco a poco, faccia scordare anche gli scatti fotografici di un’età ormai finita. Meglio sarebbe, certo. Eppure capita che qualcosa ritorni, affiori casualmente, si renda visibile dopo oltre quarant’anni, e non arrivi da mie fotografie. Così ricordo l’estate del 1983. Stavamo a Riva del Garda e, una sera, il caldo divenne soffocante e afoso, non riuscimmo a restare chiusi in casa. Ci spostammo verso le spiagge sul lago e vi trovammo metà della popolazione, persone conosciute e no, tutti sul lago per sfuggire a quell’incredibile momento, accomunati e quasi allegri di trovarci assieme. Chi incontrammo quella sera adesso non lo ricordo più, ma noi fummo una parte di quella marea umana. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

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sabato 8 agosto 2026

Guida improvvisata

C’impiegherò del tempo, in fondo è il mio mestiere. Ho preso decisioni per poi ripensarci, ho scelto le cose giuste che col tempo si sono rivelate tali, sono incappato in cantonate impreviste e mi sono ritrovato, in qualche caso, con imposizioni che erano comunque la scelta migliore, malgrado me. Adesso, dopo gli ultimi pochi mesi, mi resta la rabbia difficile da rimuovere legata al fatto che tu l’appartamento di Ferrara non l’hai visto finito e non te lo sei goduto un solo giorno. Hai potuto scegliere alcune rifiniture, come le piastrelle dei rivestimenti, gli infissi e i sanitari, sei venuta a vedere il cantiere quando ancora tutto era in alto mare, poi basta. Quell’appartamento alla fine è bene che sia stato venduto. Con te sarebbe stato diverso ma tu sei andata via da troppi anni e io le cose le capisco con una lentezza esasperante, c’impiego del tempo. Non mi mancherà perché non era casa nostra, ho ricordi come li ha nostro figlio, ma sono ricordi. Mi mancherà Ferrara vissuta in un certo modo, una Ferrara mia, ma questo devo ancora capirlo. So che mi piaceva, quando capitava, spiegare qualche piccola cosa ai turisti che mi capitavano a tiro nel posto giusto al momento giusto, ma quello della guida improvvisata, gratuita e non richiesta, è un ruolo che talvolta svolgo anche a Rovereto. Vabbè. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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