giovedì 9 aprile 2026

Venezia

Venezia è umida, anche la stanza ha il letto con le lenzuola umide, del resto cosa vuoi aspettarti se scegli un piccolo albergo economico sulla Giudecca e non prenoti al Danieli? Il pranzo seduti all’aperto a un tavolino a due passi da piazza San Marco comprende un primo di spaghetti che sembrano scaldati al microonde, e quasi certamente è così. Del resto noi siamo turisti e non conosciamo i locali giusti dove spendere relativamente poco e mangiare decentemente, ci basta respirare l’aria di un luogo magico anche se qualcuno ci marcia e ne approfitta. Oggi con questi, che domani non ci saranno più ma ne verranno altri. Venezia è anche vetri artistici di una bellezza unica, che vediamo esposti in vetrine, musei e anche vetrerie storiche. Ma questi capolavori non ce li possiamo permettere, e ci va bene se riusciamo a comprare qualcosa di non pacchiano e non prodotto altrove. Col terrore poi, continuando a camminare tra le calli e sui ponti, salendo sui vaporetti e arrivando a piazzette con al centro un piccolo pozzo di rompere quel piccolo oggetto di vetro che forse non è stato incartato e protetto nel modo migliore. A Venezia andiamo facciamo una sosta a San Michele, cerchiamo la tomba di Basaglia, ci perdiamo in quell’isola-cimitero e poi riprendiamo il vaporetto per tornare. Per noi Venezia è stata una meta raggiunta raramente ma ci tornerei molto volentieri se tu venissi con me, se potessi, ancora una volta. Da solo non m’interessa più, e con altri non abbastanza. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 8 aprile 2026

Scatole

Sono entrato in appartamenti dove conoscevo persone che vi abitavano e ho incontrato in appartamenti persone che poi avrei frequentato mentre altre sono sparite per sempre senza quasi lasciare tracce. Decine e decine, forse centinaia, ma non mi va di fare un tentativo di elenco ordinato per importanza o cronologia. E intanto leggo un articolo che parla di un grande cimitero nel quale la morte lascia spazio alla vita. Nella capitale che ospita quel cimitero chi non ha mezzi per accedere a un alloggio decente si adatta a vivere tra tombe e loculi, i più fortunati in cappelle con un tetto. La motivazione è che, malgrado questo sia vietato, il cimitero è vicino al centro, alle fermate dei mezzi trasporto e ai luoghi di lavoro. Se si viene costretti ad andarsene ci si ritrova lontani da tutto, e non si riesce a sopravvivere. Ora, Viz, leggere queste cose mi fa riflettere che per noi esiste un posto per i vivi e un posto per i morti. Vengo ogni giorno a trovarti dove non sei e noi due occupiamo il posto giusto. Io resto nella nostra casa e tu resti non lontana dalla nostra casa, in quel non luogo che vedo dalla finestra. Alla fine, come spiega in conclusione l’articolo che ho citato, tutti finiamo in una scatola. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 7 aprile 2026

Si può vivere senza

Molti anni fa, veramente molti, ero convinto di saper correre molto veloce, più veloce di tutti. Non era vero, ovviamente, ero io che arrivando al limite delle mie capacità pensavo che nessun altro avrebbe potuto fare lo stesso. La prima volta che ebbi un certo dolore al ginocchio mi sembrò che fosse quasi insostenibile, che mi togliesse possibilità che giudicavo irrinunciabili. E lo stesso avvenne quando provai un certo fastidio al piede, o all’occhio destro, allo stomaco e via continuando. Adesso potrei elencare molto in fretta le parti del corpo che nel corso della vita non mi hanno mai dato problemi perché non sono molte. Quindi, col tempo, sono arrivato alla convinzione che si può continuare a vivere anche con problemi che prima giudicavo inaccettabili, convivendo con dolori fisici reali e immaginari, con dolori della mente. Si può anche vivere senza molte cose, e in questo caso l’elenco sarebbe lunghissimo. Da molti anni del resto vivo senza di te, fingo di averti qui vicina ma so che è un’illusione. Malgrado tutto vivo. Sino a quando non so, ma ora vivo. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 6 aprile 2026

Invisibilmente

Ora mi permetto di dire cose che tu non avresti approvato. Immagino che tu pensi ciò che non hai mai pensato. Ti attribuisco, a mio piacere, ricordi imprecisi e modificati dal tempo. Nulla è possibile se inventato, anche se in buona fede, per mantenere un sorriso, per far restare viva la memoria quando non si può fare con la persona. Le cose le capisco, le so, me le spiegano e le intuisco a modo mio. Rimpiango le litigate che rimettevano ogni cosa in discussione, che mi rendevano insicuro, che creavano dubbi. Adesso non puoi sfuggire, mi dici ciò che voglio, pensi ciò che voglio, eppure…

Eppure credo che, invisibilmente, tu resti. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 5 aprile 2026

Perfect Day

Just a perfect day

drink sangria in a park

and then later

when it gets dark we go home

Just a perfect day

feed animals in the zoo

and then later a movie, too

and then home

Oh it's such a perfect day

I'm glad I spend it with you

oh such a perfect dayyou just keep me hangin on

you just keep me hangin on

just a perfect day

problems are left to know

Weekenders all night long

it's such fun

just a perfect day

you make me forget myself

I thought I was someone else

someone good

(Lou Reed - Perfect Day)

Avrebbe potuto essere una giornata perfetta. Una breve passeggiata, un locale dove avevo prenotato il pranzo di Pasqua già più di una settimana prima, il menù adatto ai nostri gusti, il sole arrivato finalmente a scaldare l’aria. Avrebbe potuto essere tutto perfetto, però mancavi tu. A te sarebbe piaciuto, e anche a noi. E avrebbe potuto anche essere migliore se non avessimo incontrato lei. Ma non si può avere tutto, neppure perdere chi preferiremmo perdere. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

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sabato 4 aprile 2026

Sorpresa mancata

Non l’ho mai fatto, che peccato. Entrare in un laboratorio di pasticceria specializzato nella preparazione di uova di cioccolato con la sorpresa portata dal cliente. L’ho pensato molte volte, veramente molte, poi o era ormai tardi oppure non mi ero organizzato col posto giusto. Se adesso potessi avrei più di un posto dove comprare un bel gioiello etnico con pietre magari quasi grezze o una scatoletta in argento lavorato o quello che sul momento mi ispirerebbe e poi, con questo piccolo oggetto già nella sua confezione regalo, andrei nel laboratorio dove il cioccolato lo sanno modellare e sceglierei l’uovo, magari fondente, incartato poi in modo non appariscente in modo da sembrare un uovo come tanti, non scelto appositamente e con una sorpresa personalizzata. Mi sarebbe piaciuto farlo, ma ormai è troppo tardi, la vita è piena anche di cose mai fatte, di vuoti mai riempiti. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 3 aprile 2026

matti

Ci sono matti da legare che nessuno ha il coraggio di bloccare.

C’erano matti che andavano in manicomio perché infastidivano la famiglia. Alcune matte venivano internate perché i mariti volevano divorziare da loro, e farle dichiarare matte per loro era comodo.

Veri matti non ne ho mai conosciuti, sicuramente perone strane sì, a volte strane come me, a volte meno e a volte di più.

Sulla pazzia posso dire poco se non che alcuni matti, per come sono raccontati o rappresentati, li trovo comici, simpatici, vicini.

Poi ci sono matti che bombardano e distruggono, che pensano al mondo come a una cosa loro. Ecco, questi mi spaventano veramente.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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