giovedì 20 agosto 2026

Mi perdo nei sogni

Nel tempo dei soggiorni estivi al mare, quando tradizionalmente sceglievamo i campeggi e le vicine spiagge libere, capitava che, con l’avvicinarsi dell’alta stagione, ci sentissimo sempre più circondati dai nuovi arrivi. Avevamo l’impressione che ci venisse tolto lo spazio che sino al giorno prima era nostro. Era raro che si arrivasse però a situazioni di sovraffollamento ed evitavamo sempre, per quanto possibile, certe situazioni; camminavamo anche molto per trovare un tratto di spiaggia o di costa adatta a noi. Più raramente ci è capitato di andare in quei luoghi dopo il Ferragosto, e la cosa che personalmente mi metteva tristezza era veder sparire da un giorno all’altro persone che sino a un momento prima sembravano far parte stabile dell’ambiente. Sparivano tende, roulotte e camper, le piazzole restavano vuote e, in spiaggia, gli ombrelloni calavano. Ma un mondo stabile, senza troppi nuovi arrivi e poche partenze non esiste? Un mondo nel quale la perfezione percepita resti inalterata dove potrei trovarlo? È inutile cercarlo, lo so, sono solo un vecchio che si aggrappa a sogni nostalgici.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 19 agosto 2026

Talvolta si rimanda a quando verrà il tempo

Gli ultimi giorni sono stati difficili, è innegabile. Il caldo soffocante, il piccolo trasloco necessario fatto di viaggi andata e ritorno in poche ore, la scelta difficile che ci ha portato a conservare anche ciò che sarebbe stato meglio buttare o lasciare, i pranzi in alcuni ristoranti con le specialità ferraresi, le puntate al supermercato per comprate quello che a Rovereto non si trova e, anche, per restare un po' al fresco mentre fuori la temperatura era vicino ai 40°. Quei giorni, lentamente, diventano passato, mi convinco che la decisione era quella giusta, pure mia zia pensa che abbiamo fatto bene anche se ha voluto l’assicurazione che, quando la stagione sarà favorevole, andrò a trovarla. Il futuro è avanti, come sempre, e si trova qui, dove anche tu non ci sei. 

Avrebbe potuto andare diversamente? Immagino di sì, tutto avrebbe potuto andare in modo diverso, ma non saprò mai cosa sarebbe successo se alcune premesse fossero state altre, lo posso solo immaginare. Quegli ultimi giorni, poi, lentamente diventano memoria, restano nelle immagini conservate e ordinate nei miei archivi, restano nel lavoro che devo ancora concludere qui, dopo aver messo in scatoloni e accumulato in disordine rimandando a quando verrà il tempo.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 18 agosto 2026

estate on demand

Solo dall’estate di quell’anno e sino all’estate di quell’altro, tutte le altre via, sistemate ordinatamente nelle stanze della dimenticanza, nelle soffitte e nelle cantine di case vendute o abbandonate. Vivo periodi nei quali, per non gettare nulla, conservo persino gli scontrini, poi viene il momento nel quale il vento spira da una direzione inattesa e tutto si scompagina, si confonde e, naturalmente, si dimentica. Ho vissuto molte estati prima, te le ho raccontate quasi tutte, ma adesso non mi piacciono più, non mi procurano il piacere della memoria, le persone erano diverse con me, io ero diverso con loro, non avevo il mio spazio, e di quello che avevo me ne facevo una ragione, mi accontentavo. Accettavo viaggi con altri per non stare da solo, e non sempre andava come mi sarebbe piaciuto, o sceglievo volutamente di andare da solo, neppure cercavo di coinvolgere quelli che frequentavo in quei tempi. Archeologia della memoria, stratificata, sedimentata, da mettere in contenitori museali non aperti al pubblico e neppure a me stesso. Un’estate on demand, chissà se sarebbe possibile ancora, temo di no.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 17 agosto 2026

La fortuna di avere un prato con trifoglio

Ho camminato su un piccolo prato con trifoglio, sapevo che sopporta bene il calpestio. Ho camminato senza chinarmi e guardare con attenzione, semplicemente sono passato nel modo più veloce possibile e sono andato a fare la spesa. Magari ho calpestato qualche quadrifoglio, ho calpestato la fortuna. Tornato a casa mi sono perso su alcuni consigli letti su un sito che parla di come tenere in ordine un prato. Per chi gestisce il sito il trifoglio è una pianta infestante che quindi va opportunamente estirpata, anche facendo uso di diserbanti specifici affidandosi a personale specializzato. Il fatto interessante è che il trifoglio arricchisce naturalmente il terreno di azoto e non ha bisogno di essere innaffiato con frequenza, e nello stesso sito si consiglia, una volta tolto il trifoglio, di aggiungere fertilizzante e di curare la sua irrigazione costante. Cosa non mi torna in questi consigli? Varie cose, ma sicuramente non devo preoccuparmi del mio prato perché non possiedo alcun giardino ma solo qualche vaso con fragoline, violette, basilico, papiro e aspidistra.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 16 agosto 2026

Estate tra i ghiacci

Col gran caldo posso leggere un giallo ambientato tra gli Inuit, in Groenlandia. Non so se abbassa la temperatura percepita ma sicuramente mi distrae dandomi informazioni su come vengono chiamati i buchi creati dalle foche nella banchisa in formazione, e da come vi si possa rimanere mortalmente intrappolati, con l’abbassamento rapido della temperatura. Il sogno di arrivare al Circolo Polare Artico lo abbiamo abbandonato presto, siamo arrivati solo sino al nord della Danimarca, abbiamo intravisto la Svezia oltre lo stretto e non siamo mai arrivati in Norvegia, figurarsi poi la Groenlandia, la Terra Verde. Eppure abbiamo viaggiato, non sollevati in volo ma toccando sempre terra o mare, lentamente, vedendo il paesaggio attorno a noi passandovi attraverso. Vorrei indietro certi giorni, cosa impossibile, e vorrei non scordarli, cosa che per ora mi riesce ancora. Intanto è passato Ferragosto, la barriera psicologica che mi ha sempre fatto intuire la fine dell’estate lasciandomi ancora la sensazione di vacanze possibili e di avventure realizzabili prima delle nebbie autunnali. Va bene, non posso mentire, mi va sempre meno di muovermi, mi basta leggere di luoghi lontani dove catapultare l’immaginazione.Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

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sabato 15 agosto 2026

non chiedetemi perché

Voglio tutto e l’opposto di tutto, essere santo e peccatore, stare all’Inferno in inverno, al caldo, e in Paradiso d’estate, dove si dovrebbe star sempre bene ma che dopo un po', dicono, ci si annoi. Il marito pieno e il bottiglione ubriaco, entrambi, essere entrambi, non avere entrambi. Si può mangiare benissimo senza esagerare con le quantità e spendere relativamente molto o anche, a un livello solo di poco inferiore, mangiare bene, un po' troppo magari e spendere meno. Oppure mangiare in una bettola ai limiti dell’ispezione di igiene e sanità ma trovare ricordi, rivedere chi non c’è più, sentire presenze che neppure un grande ristorante stellato può restituire. Tutto e ancora altro, in contraddizione. Amico e traditore, a modo mio e come solo così so essere, inaffidabile e in fondo fedele, perché alcune persone non le lascio mai, anche se neppure telefono. Parlare per ore, giorni, settimane e mesi, e anche tacere e rimuginare e ripensare e rivedermi come avrei agito se…

Non posso aver tutto e il suo opposto, non so neppure immaginare cosa possa significare se aggiungo uno all’infinito; magari si perde nel tutto o forse mantiene la sua individualità. Tu, dove stai ora, potresti darmi risposte, chissà se lo hai già fatto, chissà se lo farai, chissà se sarò io a farlo con chi resterà. Non so nulla e, se bevo, penso di sapere di più, ma non devo dirlo in giro, e non chiedetemi perché.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 14 agosto 2026

attori

Indossando l’abito adatto al ruolo non fingo, raffiguro esattamente ciò che mi fa corrispondere a chi dovrei essere. Chi sa recitare può farne un mestiere e diventare all’occorrenza frate o assassino, ladro comico o amante invidiato. Poi si cambia città e si scoprono lati personali nascosti. Succede, non a tutti, certo, di incontrare chi ci ritiene migliori, e tali diventiamo. Quando indosso abiti nuovi, adatti all’occasione, divento quello che in precedenza non ero, anche se chi mi ha conosciuto prima non si fa ingannare dall’apparenza. Desidero tornare ai miei anni giovanili, con quel gruppo di amici? Non potrei comunque, lo so, e malgrado lo abbia desiderato a lungo ormai non m’interessa più. Sino a quando sentirò la tua mancanza? Me lo chiedo, inizio a chiedermelo, me lo chiedevo anche quando c’eri e immagino che lo farò a lungo. Tu chiamala nostalgia, ma non è così, ha un altro nome, è paura di perdermi e di non sapere più chi sono, chi sono stato, chi volevo essere e pensavo di essere divenuto.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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