martedì 17 febbraio 2026

Si può scegliere dove assaggiare la Sacher originale

Siamo stati in Austria, mai in Australia. Mucche molte, canguri nessuno. Vienna per noi è stata una meta estiva, come quasi tutti i luoghi dell’Europa a est, nord, ovest e sud. Vienna è lontana, occorre attraversare tutta l’Austria e passare pure la frontiera con la Germania. Poi la capitale merita un soggiorno, se non altro per i suoi musei e per la Sacher. Siamo stati pure nella Cripta dei Cappuccini, abbiamo attraversato il Danubio in bicicletta (sul ponte, ovviamente) e ci siamo un po' persi piacevolmente nel centro. Ormai ricordo poco di quei giorni, il tempo non perdona. Io però perdono il tempo, so che non ci mette cattiveria nella sua azione continua di rimozione della memoria, so che è giusto così. E se qualcosa si dimentica completamente, quasi certamente va bene. Ciao, Viz. Come vedi comunque non scordo tutto.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 16 febbraio 2026

Coriandoli e stelle filanti

Conoscevo un uomo vecchio con un cane vecchio chiamato Tommy. Più invecchiava il cane più invecchiava l’uomo. Prima morì il cane, poco dopo l’uomo.

Nulla è più triste di chi osserva, fuori, chi si diverte, dentro. Anche perché succede che non sia esattamente come sembra.

Ti conosco mascherina, ti conoscevo dovrei dire ma così mi farei male. L’ultima mascherina te la regalai durante il Carnevale del 2016.

Morirò, certo morirò, ma non oggi (semi-citazione).

Se mi dai uno scopo, uno vero, serio, importante, se mi ci fai credere, io ci crederò.

Lasciare andare è uno dei tanti modi conosciuti per trattenere. So che è controintuitivo ma non per questo assurdo.

Non ho mai visto di persona il Carnevale di Venezia, quello di Rio, quello di Viareggio. Anche quando ne ho avuto occasione non sono mai andato a Cento durante il Carnevale. Eppure, una volta all’anno, le pazzie sono concesse.

Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

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domenica 15 febbraio 2026

Spazi

In dispensa scatolette di tonno di marche e dimensioni diverse, e poi scatolette di fagioli, mais, ceci, piselli, carne, passata di pomodoro, sughi pronti, latte a lunga conservazione, dolci da colazione in confezioni ordinate per scadenza, cioccolato in tavolette e cacao in polvere, zucchero, sale, caffè in polvere e caffè solubile, bottigliette di acqua, vino e liquori, lattine di birra, e molto altro. Sotto il lavello detersivi per lavare a mano i piatti e per lavastoviglie, brillantante, prodotti per pulizia, sacchetti per i rifiuti. L’armadietto dei medicinali con scorte sufficienti per mesi. In bagno tubetti di dentifricio, carta igienica che neppure in un anno verrà consumata, e asciugamani grandi, medi, piccoli, e pure teli da bagno e da spiaggia. Ovunque scorte come se si dovesse affrontare un periodo di carestia, senza scordare grissini, taralli, pane in cassetta, libri quasi di ogni genere, e vestiti, muovi e mai usati, e altri usati e dimenticati, e poi attrezzi da lavoro, chiodi, viti, pezzi di ricambio per elettrodomestici ormai rottamati. E fotografie, diapositive, proiettore per diapositive e visore per diapositive. Un elenco completo è impossibile anche al proprietario, che non di rado cerca cose che sa di avere e non trova. Servono spazi inutilizzati, occorre liberare spazi e lasciarli inutilizzati. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

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sabato 14 febbraio 2026

Con ottimismo, o anche no

Sono meteoropatico, col nuvoloso, col vento e con la pioggia l’umore si adegua al barometro, e scende. Potrei essere ottimista altrimenti, sorridente, disponibile, ma non se è brutto. Per inciso ho notato che qualche volta, dopo aver trasmesso le previsioni del tempo e aver detto che sarà, appunto, brutto, augurano buona giornata ai telespettatori. A volte mi chiedo se alcuni ci sono o ci fanno, se capiscono il non senso di quello che dicono. Ma per tornare al mio attuale pessimismo osservo che si può morire giovani o giovanissimi, e perdersi molte delle cose che può offrire la vita. Può anche capitare di vivere a lungo, molto a lungo, perdendo una dopo l’altra le persone che abbiamo avuto amiche o che abbiamo amato, e non è bello neppure questo, con l’aggravante che con l’età arrivano gli acciacchi. Alla fine serve che arrivi una giornata di sole e adatta per uscire, in culo il pessimismo (citazione parziale di Danny Boodman T.D. Lemon). Ciao, Viz. Oggi il gatto mi aspettava e ha gradito, ma questo lo hai visto.

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venerdì 13 febbraio 2026

Poco per volta

Cosa resterà alla fine quando tutto sarà andato via, quando avrò terminato di riguardare le tue cose e molte le avrò date, regalate, vendute? Del resto cosa è rimasto dei miei, di mia madre e di mio padre, dei miei nonni? A cosa servono un abito usato, un paio di scarpe o la biancheria personale quando si è partiti per sempre? Servono a chi può usarli ancora, se adatti, oppure non servono più. Solo i musei conservano alcuni abiti di personaggi storici o qualcuno compra gli abiti usati griffati di divi e cantanti, non di persone come noi. Di mia madre mi restano poche cose, non abiti però. Di mio padre più o meno lo stesso. Dei miei nonni quasi nulla. Solo le foto, che col tempo ingialliscono e si consumano. Pure di noi non serve che restino gli abiti, è duro pensarlo e ancor più duro realizzarlo. Ciao, Viz. Poco per volta, un pezzetto alla volta, un sacchetto oggi un altro domani, o dopodomani. Temo la fine di tutto questo. E dopo?

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giovedì 12 febbraio 2026

Qualcuno dirà che c’è un modo migliore

Non sono quel chimico cantato da De Andrè, non merito le parole di un poeta come lui del resto, anche se idiota certamente lo sono stato e tale resto, per molti motivi. C’è di meglio da fare che andare per cimiteri, esservi attratti e tra le tombe trovare anche la vita, che continua malgrado tutto e tutti. C’è sicuramente di meglio, me lo dico pure io. Dopo aver condiviso non abbastanza della mia vita con te però adesso sento la necessità di venire a trovarti dove non sei, e dopo troppi anni ancora non mi stanco. So di una donna che va a pulire tombe di persone che non hanno più nessuno che pensa a loro, ne ha fatto un motivo importante di vita. Capisce che quando una tomba è abbandonata anche la memoria si perde, e invece no, si può evitare. Ho letto un libro su chi cambia l’acqua ai fiori e, recentemente, sono anche stato invitato a una visita in un grande cimitero. Cose normali, anche se non per tutti. Ciao, Viz. Tu mi manchi ma non manchi.

                                                                                                      Silvano C.©

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mercoledì 11 febbraio 2026

Vivere a Carnevale

Conservare le foto non è equivalente al conservare i luoghi, sono cose diverse. Se fossero lo stesso non si morirebbe mai. Mi rendo conto che se guardo foto di posti dove non vado più da anni ormai non sono più una descrizione reale dell’esistente ma una loro memoria. Mi intestardisco a rivedere foto che ho conservato e che in qualche caso ho ordinato con cartelle dedicate a zone, città o momenti particolari e poi mi rendo conto che non sono più veri. Esattamente come se volessi leggere le notizie su un quotidiano di mezzo secolo fa; allora avevano un senso, ora sono forse storia o forse inutilità. Vabbè, sono di umore così. Rivedo cose che usavi, ho ripreso a donarle o a buttarle è in qualche raro caso a rivenderle, ma è come se venissi preso a botte, devo smettere dopo un po', non reggo, devo distrarmi. E i giorni di Carnevale non mi aiutano, non mi hanno mai aiutato, io vivo male il Carnevale, anche tu. Ciao, Viz. Tu mi manchi ma non manchi.

                                                                                                      Silvano C.©

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