Il luogo lo ricordo bene e non vi associo bei ricordi. Mio padre era ancora vivo e mia madre era morta da diversi anni. Lui era seguito da una badante. Era un pomeriggio di Natale, forse, comunque uno di quei giorni. Ero da solo in giro, faceva freddo e il morale stava a livello stradale, eppure volevo camminare, forse per capire sino in fondo che le cose non andavano come avrei voluto, o semplicemente perché dovevo scaricarmi muovendomi. Lui era in casa nostra e non aveva voluto uscire, credo, tu eri lontana per le nostre tipiche feste separate, quelle che non auguro a nessuno ma che, magra consolazione, potevamo telefonarci. Anni dopo non sarebbe più stato possibile, solo pochi anni dopo. Il luogo è non lontano da un grande parcheggio dove in precedenza ci stava il mercato comunale. Avevo la fotocamera quasi sicuramente e quel giorno, o un altro, avevo scattato foto alle pareti di alcuni edifici nella zona con murales particolari, non belli e non brutti. Le foto le ho ancora e, adesso, non mi va di andare a cercare dove le ho messe, in quale cartella, se mi andrà in futuro lo farò. Perché lo ricordo bene quel luogo, e proprio adesso mi torna alla mente? Forse, mi rispondo senza sicurezza, è per farmi capire che non era tutto bello, che alcune cose vanno lasciate al loro tempo, anche se il loro tempo era già passato mentre erano vive. Ora che però sono morte, sono scritte nel mio passato e in quello di nessun altro, solo nel mio. Se quelle cose (foto, memorie, pensieri) le rimuovessi, una volta per tutte, una alla volta, forse sarebbe pure meglio. Quasi nulla di ciò che è passato dovrebbe restare troppo a lungo, probabilmente dovrei fare delle scelte, e impormele.
Silvano C.©
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