domenica 18 ottobre 2026

Un tavolo

A qualcuno devo ripeterlo, non solo raccontarlo, sapendo di farlo. Non volendo abusare della pazienza di nessuno allora lo racconto a te, che forse mi ascolti, forse no, che forse rivedrò, forse no, ma penso sia una delle possibilità, non togliermela con la logica. Ripensavo a un tavolo col piano in marmo bianco che sicuramente era nella nostra casa di Porotto, poi è stata spostata nell’appartamento in via Ungarelli, in una casa popolare, e infine è arrivata nella casa di via Oroboni, quella che ormai non era più mia per vari motivi. Negli ultimi tempi, quando mia madre ancora cucinava per noi che tornavamo in visita dal Trentino, sopra ci preparava la sfoglia per la pasta al forno, oppure gli gnocchi di patate. Adesso, da un paio di anni, in quella casa che non era già più mia ma della quale ancora avevo le chiavi e potevo entrare, non so che fine abbia fatto quel tavolo col marmo bianco. È appartenuto alla mia famiglia per una sessantina d’anni, ed è sopravvissuto a tanti mutamenti. Ora non ne so più nulla.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 17 ottobre 2026

Il valore di un sorriso

Mio cugino, uno dei miei cugini, da anni raccoglie dati, fotografie e informazioni sulla nostra famiglia, o meglio sulla sua famiglia, alla quale sono ovviamente legato. Fa ricerche in archivi e racconta che è sempre più difficile riuscire ad andare indietro nel tempo perché, ad esempio, gli archivi parrocchiali sono di difficile accesso e col tempo che passa sono sempre meno aperti. Dice di aver costruito un enorme albero genealogico nel quale risultano presenti mio padre e mia madre, ma non credo abbia nulla sui miei nonni materni, mentre su quelli paterni, è arrivato a scavare molto indietro. Io non ho mai fatto ricerche del genere sul mio albero genealogico, ricordo quello che mi hanno raccontato i miei nonni materni e i miei genitori, e neppure tutto. In compenso mi appartengono personalmente due loculi in Certosa, a Ferrara, incedibili e invendibili, che possono solo essere trasmessi per via ereditaria. In uno dei due loculi ci sono i resti dei miei genitori e dei nonni materni, nell’altro quelli dei nonni paterni oltre a quelli di pochi altri parenti. C’era un periodo nel quale, in Certosa, portavo le persone in visita a vedere le tombe di tutti quelli della mia famiglia delle quali conoscevo la posizione. Per questo solo aspetto comunque io batto mio cugino per 1 a 0, per tutti gli altri perdo. E intanto ho perduto quasi tutti i miei zii, e anche uno dei miei cugini se ne è già andato, era di poco più giovane di me. La memoria storica, i resti, tutto quello che ha fatto parte delle mie radici, rimane a Ferrara. Io me ne sono venuto via definitivamente dalla città natale ma ci tornerò, pur se in modo diverso. Tu non vedevi le cose così, hai sempre avuto meno legami coi cimiteri, per te valeva la vita, valeva quello che era necessario fare per chi amavi, e valeva il sorriso. Avevi capito che sorridere è fondamentale anche quando sembra non ce ne sia un motivo logico.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 16 ottobre 2026

Basta aspettare

Non è come sembra. Quasi nulla è come sembra, serve annusare e toccare, leccare un po' magari e a volte provare disgusto, o forse un leggero piacere. Approfondendo si può restare sorpresi per ciò che prima non sapevamo. O meglio. Che io non sapevo ma che gli altri avevano capito già. Non è il caso di generalizzare i miei limiti, non sono di tutti, devo farmene una ragione. Ora mi rendo conto che il prossimo sabato è il 17. Quante volte succede che il 17 capiti di sabato come quasi dieci anni fa? Tante volte, ovviamente, ma si tratta di coincidenze che non significano niente. Le cose che contano le intuisco, altre ancora non le ho capite, e nuove magari potrebbero arrivare. Forse basta aspettare.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 15 ottobre 2026

L’impalpabile

Potremmo andare a Fracassi visto che a Frasassi già andammo nel tempo che fu. Fummo a Frasassi, dico, dove sicuramente ci sono sassi e magari massi. Chissà come sarebbe ora andar per grotte con te, che non amavi le altezze di certe scale aeree metalliche a Fiume ma che nelle grotte entravi. E non sembravi aver paura di star sotto il suolo. Oggi, dopo ore a discutere di denaro, che non è necessariamente vile, altro non mi esce dalla fantasia messa a dura prova. Guardo fuori, appena dopo essere rientrato. Penso che andar fuori mi fa bene, credo faccia bene a tutti. Anche a te, sono sicuro, farebbe bene uscire un po', e ne trarrei probabilmente un impalpabile piacere. Magari come la cipria sul sedere.                                                                                                                                                                                                                                     

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 14 ottobre 2026

Un senso

Nessuna certezza, ma credo che lui l’abbia amata più di quanto lei abbia amato lui. Era nato prima ed è morto dopo. Hanno vissuto assieme facendo sacrifici come all’epoca in moltissimi facevano. Lei se ne è andata nove anni prima di lui, e in quei nove anni lui ha continuato ad amarla. Lo so perché l’ho visto, e so come vivevano prima. Altre conclusioni non posso trarne, solo impressioni, sollecitazioni, inviti a riflettere. Anche oggi, dopo quasi dodici anni, dopo che ogni cosa è finita, qualcosa forse aleggia in certi spazi, in certe vie, in certe case. Nella memoria di quelli che restano e hanno visto, sempre meno numerosi però. Una vita andrebbe scritta e depositata per sempre in forma inalterabile, non conta che poi qualcuno vada a rileggerla, sarebbe importante, darebbe un senso, o un senso in più.

                                                                                                                           Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 13 ottobre 2026

Grazie

Stanotte mi hai aiutato a cercare un rifugio, una piccola stanza almeno per le prossime due notti in modo da non dover dormire fuori, in strada. Prima avevamo cercato espedienti per sopravvivere ingannando gli altri, rubando loro fiducia e poco denaro, fingendo di essere chi non eravamo e poi sparendo. Truffatori da pochi spiccioli, giusto sufficienti per qualche ora. Cosa ti/mi abbia indotto a queste situazioni non lo so. Tu ci sei? Ovviamente sì, tutto dipende da come, in che modo, quando e perché. Non ci sto capendo nulla, che viva momenti di preoccupazione è un dato ma sui sogni non ho un potere di decisione consapevole. Loro, e tu, arrivate quando lo decidete, e non posso farci nulla, non mi resta che ringraziare.

                                                                                                                           Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 12 ottobre 2026

La vecchiaia

Ti aspettavo per poter mangiare assieme, a volte mi preoccupavo per il viaggio molto lungo che dovevi fare per tornare a Riva del Garda da Tione, da Trento o da Mezzolombardo. Mi ero ripromesso che, se ti fosse successo qualcosa, mi sarei vendicato nei confronti di chi ti aveva assegnato una sede tanto disagiata. Poi concordammo di trasferirci a Rovereto, perché dalla città della Quercia i collegamenti erano più semplici. Il fatto è che in cucina a volte mi lanciavo in preparazioni che ti facevano piacere, altre volte ottenevo risultati deludenti, utilizzavo poco piatti precucinati pronti, magari neppure li vedevo, se c’erano, e coi surgelati non potevo avvicinarmi, non avevamo un frigorifero adatto. Alcuni piatti hanno fatto a loro modo storia, come lo spezzatino con le mele al posto delle patate, perché avevo finito le patate ma avevo molte mele. Col tempo sono migliorato e peggiorato, faccio più attenzione ad alcuni aspetti ma mi sono lasciato andare su altri. Se ora tornassi probabilmente non capiresti più certe mie scelte, a volte non le capisco neppure io, solo sono più comode. Ho smesso di comprarti il the, ormai non lo consuma più nessuno in casa. Mi sono abituato tristemente alla tua assenza, non ho intenzione di sostituire nessuno, né gli amici perduti né tantomeno te. Del resto chi pensi vorrebbe mettersi con uno come me, che con gli anni peggiora sempre di più? Pochi mi sopportano ancora, e io sopporto sempre meno gli altri, divento critico su stupidaggini e piccole cose del tutto umane. La vecchiaia è una brutta bestia da tenere in gabbia e farla uscire il meno possibile, potrebbe fare solo danni.

                                                                                                                           Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana