lunedì 16 marzo 2026

gioventù

Ecco, è così che inizia: la prima volta che ti chiedi se è quella l’ultima volta. La prima volta che quel pensiero ti sfiora significa che inizi ad invecchiare. E non conta che succeda a venti o a settant’anni. Prima lo spazio era infinito e così il tempo. Dopo sono arrivati steccati, barriere, muri e separazioni. E quel vecchio modo di dire “Non scoparmi i piedi altrimenti non mi sposo più” appare col suo vero significato. Ho iniziato a capire cose che prima neppure immaginavo, e se lo immaginavo fingevo di non capire. Non posso più fingere. Domani non sarà l’ultimo viaggio, probabilmente no, ma questo non lo so. L’ultima volta mi è stata chiara, ma non sempre, a cose avvenute. Ma così è facile, tutti lo sanno. Il difficile è pensarlo prima, prevederlo, senza sfiorare pessimismo e delusione, nostalgia e dolore, solo come osservazione distaccata e oggettiva. So di un grande attore che sin da giovane recitava parti da vecchio, e così sembrava che per lui il tempo non passasse. Purtroppo non ho potuto vederlo a teatro, quando andavo a teatro, era troppo lontano e poi è morto. So di altri che affrontano diversamente il tempo che passa e lo negano, cercano di apparire più giovani diventando patetici. Ero giovane da giovane, non sapevo di esserlo, mi sentivo un po' sfigato e un po' geniale nella mia diversità, stupido sino a fare scherzi atroci tuttavia divertendomi e facendomi, in qualche modo, perdonare. Ma avveniva a Ferrara, una vita fa, una vita che non torna più e non ricordo l’ultima volta che… 

                                                                                                          Silvano C.©

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domenica 15 marzo 2026

Pioggia di marzo

Giornata di festa

Giornata di marzo

Giornata di pioggia

Una cosa non esclude l’altra e può piovere a maggio, la festa arrivare anche a dicembre e marzo ha tante giornate. Una canzone che cantai molti anni prima di conoscerti mi mette ancora allegria, se la canticchio. Non è un capolavoro ma è leggera, argentina, allontana i problemi. Oggi doveva essere una giornata di pioggia ma non è stata solo di pioggia, anzi, non è stato necessario aprire l’ombrello, per quanto mi riguarda. Siamo andati alla fiera di San Giuseppe, abbiamo comprato i papassini che piacciono pure a te, e abbiamo parlato della Sardegna con isolani di Cagliari. Uno di loro mi ha detto che devo andare in Sardegna, che un volo costa poco. Ma io ho paura di volare. Mica guida lei, no? Poi mi piace girare in auto. Le auto si noleggiano. Ma io sono vecchio, non ne ho più la voglia. Ma che vecchio, io sono più vecchio di lei. Ma lei di che anno è, scusi? Sono del ’51… ecco, lo sapevo. Capito mi hai?

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sabato 14 marzo 2026

Rimini

L’ultima volta a Rimini fu nel 2018, prima della pandemia, prima delle recenti guerre, quando ancora Roberta c’era. Fu un viaggio al limite dell’inizio d’estate e al ritorno, col condizionatore dell’auto fuori uso, soffrii un po' di caldo. A breve ci tornerò, Roberta non c’è più ma questo viaggio lo devo a lei, l’ho promesso a lei. Poi avrò modo di fare una sosta a Ferrara, è da alcuni mesi che non vado, non so cosa farò in città, se vedrò qualcuno oppure no, se sarà solo una toccata e fuga. Del resto, Viz, tu mi avevi chiamato anche Fugantil, lo ricordo bene, avevi colto un lato essenziale del mio modo di essere, discutibile certamente ma reale. A Rimini vieni con me, a rivedere Roberta.

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venerdì 13 marzo 2026

Amore palliativo, amore placebo, amore per finta

Avevo capito tutto, lo giuro, tutto, ma adesso mi confondo se cerco di spiegarlo. Non riesco neppure a ricordare il senso di quello che prima mi era chiarissimo in testa. Ricordo che pensavo a odori, profumi di donna. A che proposito ora non so più. Miscelavo placebo e palliativo, sostituivo con un’operazione ragionevole - tale mi appariva - l’amore col sesso, l’amore con l’amicizia, il desiderio e il ricordo presente. Ora, nel reale, penso di aver solo sognato o dimenticato, di aver tentato una via nascosta ai più che magari non esiste neppure. Del resto l’amore esiste, ne ho prove, e così l’amicizia, non serve fingere.

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giovedì 12 marzo 2026

Dire o no?

Le cose dette e le cose non dette. Che ho detto e non ho detto. Due elenchi separati. Due pile di elementi che si fronteggiano e fanno a gara su quella che arriva più in alto. Qualcuno che osserva pensa che si dovrebbe considerare pure l’importanza di queste raccolte e che il loro numero ha un valore relativo. Non saprei cosa dire su questo, se conti di più il numero o la sostanza, entrambi sono importanti. E le menzogne, le mezze verità, i sottintesi? Sono sicuro di aver sbagliato sia dicendo cose che avrei potuto risparmiarmi e risparmiare, sia tacendo quando avrei fatto piacere a dire. E sicuramente continuerò, sino alla fine, a dire e a non dire. L’errore fa parte della mia vita, come il ripensamento postumo, e anche la scelta giusta, perché pure quella non mi è estranea. Se dovessi essere sottoposto a giudizio mi converrebbe prima di tutto chiedere scusa per gli errori in malafede, poi per tutti quelli che hanno provocato danni o dolore, e poi tacere, aspettando. So già di alcune cose che vorresti aggiungere, lo so, e non lo posso scordare. Ciao, Viz.

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mercoledì 11 marzo 2026

Qualità e quantità

La vita è una sola, prove certe di altre non pervenute. Quindi dire, fare, baciare, lettera e testamento. Inutile ingannare il tempo nei mille modi inventati e comunemente usati, lui non si fa ingannare. Non so neppure se sia il caso di fare per forza qualcosa prima di andarsene come visitare una città mai vista o darsi a pazze gioie. Inutile avere l’espressione costante di chi ha il morto in casa, meglio fingere di aver vinto alla lotteria o trovato un nuovo amore. Che poi l’amore non si finge, non si compra, non si affitta né si eredita o si merita. L’amore c’è, se c’è. Se c’è stato, qualcosa rimane tra le ore della giornata, non sparisce mai del tutto. Non è come prima ma immagina se non ci fosse stato prima. La misura della mia inutilità alla fine credo sia qualitativa, non quantitativa, in definitiva opinabile, e della tua opinione tuttavia mi fidavo e mi fido. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

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martedì 10 marzo 2026

Non è perdere quando si perde qualcosa

Certi giorni arrivano, se non te vai prima. Arrivano lo stesso, a dire il vero, ma solo per quelli che restano. Se te ne vai perdi per abbandono, e magari stavi pure vincendo. Capita poi che tu possa scordare selettivamente, non certo intenzionalmente, che un certo giorno merita attenzione quindi ti sfugge anche se ci sei. Mille combinazioni moltiplicate per mille alla millesima potenza, e magari si sfiora l’infinito. Comunque vada se ne esce perdendo l’ultima sfida perché chi gioca a nostro sfavore, dalla sua, ha il tempo, tutto il tempo di questo e di altri mondi. E allora potrei anche restare muto, accettando che ogni mio pensiero valga meno di nulla e che seguirà la sorte di tutti gli altri. Tu sei partita prima di me, per me non hai perduto se non alcune occasioni o situazioni che ti avrebbe fatto piacere vivere, ma questo non è perdere, è semplicemente vivere. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

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