domenica 1 novembre 2026

Sarebbe meglio prima

Motivi per litigare non mancherebbero, magari perché non mi piacerebbe aspettare che cerchi dove spegnere la sigaretta e poi gettare il mozzicone, oppure perché, al solito, ti camminerei davanti. Magari tu ti fermeresti a vedere una vetrina o una bancherella che a me non dicono nulla eppure…

Eppure adesso mi manca quasi del tutto il desiderio di andare e di vedere e visitare, si è sciolto come un ghiacciolo al sole lasciando triste il bambino che lo guarda. E la nostalgia si è solidificata come una cascata in inverno, roba da scalatori professionisti.

Succede che questo avvenga, immagino sia successo troppe volte quando nella vita si sbaglia a capire le cose, cioè si comprendono dopo.

                                                                                                                Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 31 ottobre 2026

Il Pollo

Era il modo col quale fu soprannominato da un certo momento, un po' perché la sua famiglia commerciava in polli di allevamento e un po' perché se lo meritava. Manifestava un certo malessere tipico di alcune fasi della vita che colpisce i giovani, quasi tutti, e sicuramente io sono stato tra quelli. Lui però era speciale, aveva teorie che giustificavano la sua situazione trovando immancabilmente responsabili le donne, fondamentalmente stronze e decisamente inferiori, incapaci di capire il suo valore. Le mie evidenti difficoltà, contemporanee alle sue nel campo dei rapporti con le ragazze, le affrontavo invece colpevolizzandomi e sentendomi inadatto, magari immaturo o incapace di capire. Invidiavo semplicemente chi, a mio avviso, ci sapeva fare più di me, o semplicemente era più coerente e maturo e sicuro di sé. Lui aveva capito tutto invece e così era facile deriderlo, sembrava nato per questo. Pure io del resto venivo preso in giro, diversamente, ad ognuno secondo giustizia. La sua empatia per gli altri era pari a zero, mentre una colpa che sicuramente non ha avuto è quella di nascondere le sue opinioni, perché ciò che pensava lo diceva senza riguardo per nessuno. Era un pregio che, purtroppo, non lo affrancava dal resto. Alcune sere capitava a casa di un amico comune dopo aver trascorso alcune ore in sale da ballo in provincia di Ferrara o di Rovigo. Puntualmente riferiva dei suoi tentativi di approccio, tutti risolti con un insuccesso. La mia esperienza nel campo era sicuramente inferiore alla sua perché quando avevo visto, le rare volte nelle quali mi ero azzardato a entrare in una balera o in un locale, che prima di tutto non sapevo ballare e che poi sicuramente non ero vestito nel modo corretto e anche l’atteggiamento e il fisico non invogliavano le ragazze ad accettare un mio invito, avevo rinunciato perché non ero fatto, e credo di non esserlo mai stato, per quel tipo di ambiente. Io avevo capito che non era il caso e che avevo bisogno di altri modi, lui insisteva e si incazzava. La cosa grave, se ripenso a quei tempi dopo tanti anni, è che lui alla fine è diventato medico e ha iniziato a lavorare al Sant’Anna di Ferrara. Non ho mai invidiato i suoi pazienti e, la sola volta che mi è capitato di andare a trovarlo in reparto, ho percepito che il personale, specialmente quello femminile, lo aveva perfettamente inquadrato. Così succedeva, così almeno ricordo. Ma io sono di parte, spero di essermi sbagliato.

                                                                                                                Silvano C.©

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venerdì 30 ottobre 2026

La gatta lo ha visto

È successo nel 2018, una vita fa ma mai dimenticata. Tu eri ormai andata via da quasi due anni, e noi tornavamo ogni tanto per le cose che interessavano più che altro a lui. Una volta siamo scesi a Ferrara con la gatta, una sola volta, e lei si è lamentata per tutto il tempo del viaggio, ma appena entrata nell’appartamento e averlo ispezionato con prudenza, ci si è trovata a suo agio. Siamo rimasti un po' con lei poi abbiamo dovuto uscire, anche per andare a pranzo. Non ci siamo dimenticati di portarle qualche bocconcino di carne, che lei ha decisamente gradito. Era piccola ancora, ma camminava sempre con la cosa alta. Una volta è passata di fianco a un letto e si è vista solo la sua coda che si spostava, come un’antenna. Lei ha visto l’appartamento come era sistemato, e anche altri l’hanno visto. Solo tu no, lo hai fatto esclusivamente attraverso i miei occhi.

                                                                                                                Silvano C.©

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giovedì 29 ottobre 2026

Il gatto con gli occhiali

In alcune civiltà legate alla natura più della nostra, con tradizioni che sono iniziate in epoche diverse e in certi casi ancora mantenute, la legge della vita segue molto da vicino quella degli altri esseri viventi, specialmente degli animali. Per farla breve in alcuni casi i vecchi, arrivati al momento nel quale sanno o capiscono di essere divenuti un peso per la società, oppure quando si verificano condizioni particolari ed estreme per la sopravvivenza di tutti, scelgono di morire. Oppure sono accompagnati a farlo. Tra gli animali che vivono in branco, del resto, questa regola esiste da sempre. Non sono a conoscenza di un vecchio lupo saggio al quale il branco si sottoponga anche quando non è più in grado di cacciare, o di un leone, o di altri animali. In natura ogni animale se è autonomo ed è in grado di procurarsi il cibo sopravvive, altrimenti, quando ha incidenti gravi o si ammala in modo tale da non poter più vivere come prima, muore, e in qualche caso lo fa allontanandosi dagli altri. Forse è per questo che ancora non ho visto un gatto con gli occhiali, un gatto randagio intendo.

                                                                                                                Silvano C.©

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mercoledì 28 ottobre 2026

C’è altro

Leggo libri, alcuni che mi fanno pensare e altri che mi tengono compagnia. Di alcuni autori ho letto molto sino ad arrivare a togliermi il desiderio di leggerli ancora. All’inizio avevo l’impressione di ritrovare amici, situazioni che ritenevo da sviluppare, poi ho provato la tristezza di vedere la ripetizione senza alcun nuovo stimolo. E così li ho amati, e anche lasciati. Leggo libri gialli o noir non per capire o indovinare chi è il responsabile di un certo delitto ma per calarmi nel mondo descritto e nel quale vivono i protagonisti, magari città italiane o luoghi lontani come il Canada, la Norvegia o la Groenlandia. Un bravo scrittore fa entrare nelle case e nelle abitudini di chi vive diversamente, con altri punti di riferimento. Apre prospettive o fa un po' sognare di esserci stati. Alcuni romanzi hanno lo stesso effetto di libri di viaggio o di guide, e mi fanno desiderare di approfondire per altre vie.  Che sia una forma di fuga dalla realtà? È possibile, ma credo sia pure molto altro.

                                                                                                                Silvano C.©

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martedì 27 ottobre 2026

In culo

Ieri sera guardavo fuori dalla finestra, vedevo le cose che vedevi tu, e ho capito. Ho realizzato parte di quello che vivo in questi ultimi mesi. Tu sei qui con me che guardi coi miei occhi, ma guardi ciò che hai già visto con me, non altre cose, guardi esattamente questi posti abituali, quella facciata, questo piazzale, quegli alberi. L’appartamento di Ferrara non hai fatto in tempo a vederlo finito, non ci sei più entrata dopo che ci è stato riconsegnato e poi l’ho riarredato e ci ho fatto lavori. Non ci hai vissuto dentro un solo minuto e non è stato possibile farlo più dopo che te ne sei andata. Ecco perché è giusto quello che è successo, anche se in parte non mi piace. Lo so che non dovrei dirlo, ma mi viene quasi naturale una battuta citando Danny Boodman T.D. Lemon Novecento. In culo l’appartamento di Ferrara!

                                                                                                                Silvano C.©

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lunedì 26 ottobre 2026

Le memorie degli altri

Ci sono periodi, dovrei dire ce ne sono stati molti, nei quali ho ascoltato, e fatti miei, i ricordi di altri, non di tutti, è ovvio, ma di molti. Sono entrato accanto a loro nelle loro vite, nelle parti che mi volevano mostrare e in quelle che intuivo. Alcune di queste memorie sono in una certa misura divenute le mie memorie. A volte una sola frase mi scodellava davanti il piatto pronto che non avevo né cucinato né ordinato, e che ricordavo di aver già mangiato. Ho parteggiato e mi sono rallegrato, mi sono innervosito e ho anche preso in giro, come lo spettatore che prende parte alla recita, e che per questo solo motivo dovrebbe vedersi restituita una piccola parte del biglietto pagato. Forse è questo che, specialmente quando mi capita di uscire di sera, mi piace guardare le finestre illuminate, dal basso, e vedo ombre muoversi all’interno dietro i vetri. Sono un voyeur da sempre, mi piace essere negli altri, vedere che fanno gli altri, che siano consapevoli o no. E se capita che qualcuno che m’interessa per un qualsiasi motivo mi racconta di suoi fatti personali, di episodi che ha vissuto, succede che poi io diventi parte della vicenda, dentro di me. Deve essere una malattia, non semplice e umana normale curiosità, ma è pure una cosa positiva ascoltare gli altri, cosa che un tempo mi riusciva meglio. Oppure sono solo io che me la racconto in modo tale da crederci.

                                                                                                                Silvano C.©

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