sabato 24 gennaio 2026

Meglio sparire, ma forse no

Conosco il direttore di un museo che varie volte ho visitato, il museo, non il direttore. Ora lui non è più direttore, il museo si è rinnovato ed ha cambiato sede e io da tempo non lo vedo, né il museo né il direttore. L’ultima volta che incontrai il direttore, ormai molti anni fa, lui era visibilmente ingrassato, si vedeva che non stava bene ma simulava l’opposto. Il suo ruolo di responsabile e animatore del museo durato a lungo gli era stato tolto dalle nuove opportunità politiche, era stato scalzato, era stata demolita l’immagine che lui aveva di sé. La sua inventiva, il suo entusiasmo, perduti. Mi ha fatto male vederlo così. Ora, tempo dopo, credo si sia ripreso, in parte, accettando e ricostruendo. Del resto è destino comune avere un termine e non l'eternità. Chi lavora va in pensione perché le capacità col tempo scemano dopo aver raggiunto il picco massimo, e sotto un certo livello è bene non scendere mai se si deve guidare un autobus, eseguire un intervento chirurgico o sgorgare un lavello. Forse è meglio sparire alla vista del mondo e vivere da eremiti gli ultimi periodi. O forse si deve restare tra gli altri e continuare a seguire i propri interessi aiutando, potendo farlo. Non so quale sia la via migliore ma è bello avere la possibilità di una scelta e non dover cedere all’aggressività di un tumore o cadere da un ponteggio. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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