sabato 23 novembre 2019
sabato 28 settembre 2019
trasmissione del pensiero
Era il 2013. Era il mio
compleanno. Nel piccolo biglietto mi scrivesti che il regalo me lo avresti
mandato con la trasmissione del pensiero.
Ciao, Viz.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
sabato 14 settembre 2019
motivazione
Si scrive per non morire
oppure si scrive per non far morire?
Se è vera la prima ipotesi
sono solo fatti miei, sono libero di decidere liberamente, non ho doveri se non
verso me stesso. Vivrei in ogni caso, perché per vivere basta vivere, sinchè
dura.
Se è vera la seconda invece
tutto cambia, e devo tenermi anche i sensi di colpa che ne derivano. Eppure,
forse, scrivo anche in un altro modo, oppure tra una pagina è l’altra ho solo
bisogno di riflettere, capire, darmi coraggio.
Sicuramente tu mi chiedevi
cosa stavo scrivendo, prendendomi in giro. Mi chiedevi se stavo scrivendo un
romanzo.
Ciao, Viz.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
giovedì 12 settembre 2019
grazie professore, concludiamo noi
A volte nella vita si spera,
ci si illude, si crede che ogni cosa sia possibile, che un elicottero del 118
emergenza arrivi e salvi la vita, che un luminare attento e capace possa fare
il miracolo, magari aiutato dalla tecnologia, che un dio possa scendere dalla
macchina teatrale e mutare il senso del destino, capovolgerlo secondo il nostro
desiderio. Ma non è così.
Partiamo,
Silvano, partiamo.
Sistema
il camper, io scendo e lo carico di ogni cosa potrebbe servirci, anche di
giacconi pesanti se andiamo al mare in agosto, di ricambi per 30 giorni anche
se ci allontaniamo per un solo fine settimana, di libri da leggere per sei
mesi, di guide per luoghi che non potremmo mai raggiungere stavolta, di
fazzoletti, di penne e blocchi per appunti, e …
Partiamo,
partiamo in ogni modo ed in ogni caso, è il solo modo, non ve ne sono altri.
Partiamo
pensando ad una meta da raggiungere, ma io mi auguro che durante il viaggio tu
sbagli strada, che ci perdiamo così da farci scoprire ciò che non ci
aspettavamo e non avevamo preventivato.
Partiamo
e lasciano altrove i pensieri. Espatriamo da noi stessi, e tentiamo di
ubriacarci per ridere, oppure di ridere sino ad ubriacarci, senza alcun motivo
oltre al solo dovere di farlo.
Ecco, io so che non è così, lo
sappiamo tutti, io lo so benissimo, tu ancor meglio di me. Eppure io immagino
veramente di sentire: “grazie professore, concludiamo noi”, tu no?
Ciao, Viz.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
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