venerdì 21 febbraio 2014

un ferrarese non comune


Partiva ogni mattina da Borgo Scoline e, pedalando su via Ladino, raggiungeva in bicicletta la scuola elementare di Porotto dove insegnava, e questo anche in inverno, con neve, ghiaccio, pioggia o vento. Ma non era mica un eroe. Allora era normale. Tutti o quasi andavano solo in bicicletta. I mezzi pubblici univano alla città i paesi più grossi, non certo le frazioni sperdute come quelle poche case in croce lontane poco più di due chilometri dalla scuola.
Con sé aveva sempre una borsa di pelle, che agganciava al manubrio della bicicletta, e dentro ci teneva sia il materiale che doveva usare a scuola sia alcuni dei suoi quaderni di appunti con i quali, nel pomeriggio, si recava alla Biblioteca Ariostea o al Museo Diocesano, e si dedicava a ricerche su antichi testi o su vecchie epigrafi.
Non era sposato, viveva con la sorella, non gli interessava la carriera politica, e dedicava tutto il suo tempo alla scuola ed alle sue ricerche che poco a poco lo fecero conoscere anche fuori dai confini nazionali, lontano dalla notorietà però, solo in un ristretto gruppo di studiosi, come lui.
Come maestro consigliò i miei di iscrivermi alla scuola media, non all’avviamento, come sarebbe forse stato naturale. E così assieme all’esame di quinta elementare dovetti sostenere anche l’esame di ammissione alla scuola media. Rimasi solo tre anni nella sua classe, ed un mio amico, col quale non manchiamo quando capita di ricordarlo ancora, solo per due. Suo padre voleva che la quinta la facesse in una scuola di città. E ancora oggi lui pensa a quella scelta di suo padre come ad un errore.

Di lui ricordo il pizzicotto micidiale che mi dava sulla guancia quando riusciva a prenderla e stringerla tra indice e medio piegati. Lo faceva per darmi un buffetto, quando magari si tratteneva a parlare con mia madre, ed io non potevo fuggire. E ricordo anche che mi consigliava la Cartoleria Sociale per acquistare libri, dizionari o materiale per la scuola. Quella cartoleria oggi è esattamente dove si trovava allora, davanti alla statua del Savonarola, vicino al Castello, in Corso Martiri, a Ferrara.

(Fonte della foto della Cartoleria Sociale)
                                                                                                   Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

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