Un insegnante che si presenta per la prima volta davanti a
colleghi ed alunni viene giudicato per quello che sa fare e per come lo fa, ed
a giudicarlo saranno poi le famiglie, il dirigente, l’intera comunità che
gravita attorno a quella scuola. La sua reputazione e la sua credibilità si
costruiscono con la calma ed il tempo, con l’impegno e con i risultati
ottenuti, non visibili in pochi mesi. Basta però un sospetto grave sul suo
conto perché anni di lavoro serio vengano gettati al vento, con la speranza
ovviamente che il sospetto sia infondato.
Lo stesso vale per l’Istituto Scolastico, formato da
dirigente, insegnanti, assistenti, personale non insegnante, alunni e famiglie.
Se si diffonde in città la voce che quella tal scuola non funziona, che
raccoglie solo gli scarti delle altre, che ha pessimi insegnanti, che il
dirigente non va bene e così via, prima che sia possibile, fatti alla mano,
dimostrare esattamente il contrario, passeranno anni, e nel frattempo il
cattivo nome di quel particolare Istituto continuerà ad alimentarsi di sentito
dire e di chiacchiere.
Un professionista, un negoziante, un politico, un qualsiasi
membro di una comunità, più o meno grande, vive di quanto la gente pensa di
lui, ed il fatto che sia poco a poco conosciuto da un numero sempre maggiore di
persone amplifica, di fatto, la sua reputazione, positiva o negativa che sia.
Il problema dell’Italia di oggi è, in estrema sintesi,
questo: manchiamo di credibilità internazionale. Tra le cause la nostra
furbizia che è praticamente un luogo comune universalmente diffuso. Ma poi
siamo noi stessi a darci martellate sulle ginocchia eleggendo improbabili
uomini politici che partono da un potere economico personale enorme, o dalla
capacità di abbindolare a milioni chi è stanco delle furbizie o incapacità
altrui, dopo aver tentato però di partecipare prima al banchetto comune, e
visto che i posti comodi erano tutti esauriti, che muoia Sansone con tutti i
filistei, perché Sansone non mi ha dato la spinta che volevo. E così diventa
facile credere che ogni politico sia un ladro, anche se a dirlo è chi ha esportato i
propri soldi o addirittura ha residenza fiscale altrove.
Come italiani di quale credibilità possiamo
godere all’estero, di quale rispetto, se neppure noi sappiamo rispettare per
primi il nostro Paese?
Silvano C.©
( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun
problema se si cita la fonte. Grazie)
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