Lei mi obbliga a prendermene cura, senza di lei ormai sarei morto, sarei rimasto a sedere sul divano per ore tutto il giorno invece di portarla fuori a fare le sue passeggiate. Poi è socievole, appena se ne parla e le si fanno complimenti lo capisce e si avvicina, si aspetta una carezza. Da quando manca mia moglie so che mi potrebbe capitare ogni momento, ho impiantato un defibrillatore e una volta mi ha salvato. Mi sono ritrovato in piedi, con sangue in testa, senza ricordare nulla della caduta. Ora non so se ho paura di morire, solo vorrei non soffrire, e non attaccarmi stupidamente alla vita.
Più di uno scrittore dice che la vita va descritta, che serve a mantenere chi è mancato e non c’è più. Occorre scrivere libri per questo, è necessario per non chiudere definitivamente tutte le porte.
Datemi un motivo, anche stupido, per restare e resterò. Se poi sentirò il peso dei doveri sarà pure meglio, dovrò continuare a fare la mia parte, fosse anche per stare vicino a una sola persona. Io conto nulla, il mio valore, se esiste, è un riflesso che viene da fuori. Queste cose le avevo intuite già, quando ci parlavamo guardandoci. A volte litigando anche. Ora, senza meriti, ci sono. Domani si vedrà. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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