lunedì 10 febbraio 2014

Contrattempi di altri tempi con un calzolaio


Abitavo a Riva del Garda, mi piaceva il posto, un po’ morto in inverno, per pochi mesi, ma poi di nuovo pronto a rianimarsi con l’arrivo della bella stagione e dei turisti. Il suo centro storico mi affascina ancora oggi, anche se è troppo pieno di negozi di souvenir, e mi ricorda alcuni paesi di mare, per la presenza del lago di Garda. Già molti anni fa la sua economia era diversa da quella della mia città natale, Ferrara, che solo recentemente ha scoperto una sua vocazione turistica, valorizzando la sua storia ed il suo passato di ducato estense.
Ma vengo rapidamente al dunque, altrimenti mi perdo in divagazioni fuori tema. Un giorno le suole di un mio paio di scarpe si sono staccate o hanno iniziato a farlo ed io, come ero abituato a fare a Ferrara, sono andato da un calzolaio, nel centro storico di Riva. Bella bottega, un grosso bancone a separare lo spazio per i clienti dal laboratorio, soliti strumenti di lavoro, il calzolaio sorridente che mi chiede cosa desidero ed io che gli mostro le scarpe, con una suola che si è staccata un po’ e con l’altra che mostra i primi segni di cedimento.
“Me le lasci e torni la settimana prossima”.
Perfetto, me ne esco e saluto sorridendo. Sette giorni dopo sono di nuovo in bottega e chiedo delle mie scarpe. Non si ricorda, mi spiego, le trova, si scusa che non ha potuto ripararle, mi chiede di tornare dopo qualche giorno.
Lascio passare un’altra settimana, poi torno. Stavolta mi riconosce, e c’è pure la moglie con lui. Si scusa che non è stato bene, e mi chiede di ripassare, per favore, un po’ più avanti.
Lascio passare altri giorni, ora neppure ricordo quanti, ritorno. Appena entro la moglie mi riconosce: “ Selmo*, gh’è’l siur dil scarp…” Manco a dirlo il calzolaio non ha potuto ripararmele, ha avuto altri impegni. Sono leggermente contrariato, ma concordo di ripassare dopo pochi giorni, saluto ed esco.
Ritorno dopo un’altra settimana, più o meno, e ancora, non so con quale scusa, non erano state riparate. Chiedo di riavere le mie scarpe, anche se ancora con le suole staccate, e me ne esco, non ricordo con quali parole, per non mettere mai più piede in quella bottega. Per un po’, in seguito, mi sfogo raccontando, appena ne ho l’occasione, quella mia disavventura, che ancora oggi, dopo oltre trent’anni, mi infastidisce.

(* Nota - Selmo è un nome di fantasia, non mi ricordo il suo nome vero)
                                                                     Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

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