Mi capita di leggere, negli ultimi anni, romanzi di generi vari come autobiografici, polizieschi, di avventura, storici e raccolte di racconti. Da tempo ho lasciato quelli di fantascienza, dopo averne letti tantissimi, e quelli erotici, che pure ho frequentato non poco. Non è esattamente come diceva Eco quando spiegava che chi legge vive molte vite ma come imitazione non è male. Quando poi mi capita di appassionarmi a un libro mi spiace quando arrivo alla fine, mi sembra di perdere un amico. Così corro il rischio di leggere molti libri di quell’autore e arrivare a un senso di sazietà, quasi di pesantezza per aver esagerato quando rendo conto che l’autore non ha più nulla da dirmi. Anche nel poliziesco trovo spunti d’interesse non legati alla vicenda ma all’ambientazione e alla descrizione dei personaggi. Se, ad esempio, leggo in questi mesi invernali un libro ambientato in Australia nei giorni che precedono il Natale vengo catapultato nell’emisfero dove si usano i costumi da bagno e nel caldo afoso fa piacere sia un gelato al limone sia una granita. Come conseguenza possibile mi capita anche di sognare di quello che ho letto e, sotto le coperte pesanti, mi vedo in una spiaggia assolata.
Silvano C.©
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