martedì 1 luglio 2014

Domande


In natura non esiste il concetto di accoglienza, ma quello di lotta per la conquista dello spazio e del cibo, ed una specie si moltiplica sino ad occupare tutto il territorio a sua disposizione limitata soltanto dalla competizione con altre specie predatrici o che condividono lo stesso ambiente o che non forniscono sufficiente cibo.
Anche le specie vegetali non sono meno aggressive di quelle animali, basti pensare alla bella edera, alla strana cuscuta, al poetico vischio e ad ogni specie erborea che toglie luce alle vicine, crescendo sempre più in altezza e larghezza.
In natura non esiste neppure l’idea di andare contro la natura, sarebbe una contraddizione logica e di fatto semplice perdita di tempo in ogni discussione sul tema.
Poi esiste la cultura, e mi riferisco in particolare a quella umana, molto diversa da quella animale, molto più rigida e regolata da leggi abbastanza comprensibili se vi si dedica un po’ del proprio tempo per studiarla.
Gli animali apprendono utilizzando varie modalità, dalle più semplici e rigide, praticamente innate e trasmesse per via ereditaria nel caso degli esseri più elementari, a quelle più evolute di animali superiori, come l’associazione, l’imitazione, la prova ed errore.
In momenti di mutamenti epocali come quello che viviamo tutti, con nuove conoscenze che offrono opzioni e scelte prima neppure pensabili, con invasioni di intere popolazioni in fuga dalle loro condizioni di vita sempre più precarie, con integralismi che combattono battaglie di retroguardia per non cedere all’esercito inarrestabile che avanza, con chiusure egoiste ed aperture miopi.
Le domande da porsi aumentano ogni giorno di più, e le risposte, sgombrando il campo da quelle fornite dai soliti noti, interessate e chiare nelle intenzioni (basta soltanto capire da quale pulpito religioso o laico arrivano) sono chiaramente insufficienti.
A cosa è servito piantare alberi in segno di pace tra cristiani, ebrei e musulmani se poi la guerra, le uccisioni, le rappresaglie, le incomprensioni reciproche restano e non si accetta la convivenza pacifica?
A cosa serve opporsi all’arrivo di una marea umana inarrestabile se questo non è in alcun modo evitabile e non è mai stato arrestato nel corso della storia in ogni parte del mondo? Le grandi muraglie sono servite solo per non fare uscire, non per impedire di entrare, oppure hanno svolto la loro funzione solo quando, a difendere quelle mura, la pressione era maggiore verso l’esterno che verso l’interno. In fisica non si può riempire di altro liquido una bottiglia già piena di liquido, non ne può entrare, e neppure si può schiacciare. È utilizzando questo principio che Picard progettò e fece costruire il batiscafo Trieste, e con questo si calò nella fossa delle Marianne, primo ed unico sino al 2012.
A cosa serve impedire l’unione tra persone delle stesso sesso se queste si amano, se la natura lo prevede, se non minano in alcun modo la vita di chi la pensa diversamente? Forse è la nostra sovrastruttura culturale e religiosa ad opporsi, invocando il termine innaturale del tutto a sproposito?
E come negare che chi viene da noi arrivando da paesi più poveri possa riportare malattie che noi qui avevamo già debellato, o addirittura portarne altre, ancor più pericolose? Forse che chi viaggia anche solo per piacere non è invitato a misure di prudenza o a vaccinazioni preventive quando si reca in alcuni luoghi del mondo? E per spostare leggermente l’attenzione, forse che la zanzara tigre non ha già colonizzato le terre dove prima viveva soltanto la nostra cara anofele, portatrice di malaria ed anemia mediterranea poi generosamente combattuta con tonnellate di DDT dai nostri valorosi salvatori alleati e che ormai avvelena ogni ambiente della Terra?
No, sono troppe le domande senza risposta che stamattina mi girano in testa, e che rifiutano ogni risposta semplicistica o di parte, dettata da pietà ma senza intelligenza oppure da egoismo senza umanità. Noi siamo umani, abbiamo il libero arbitrio che non hanno i cani, possiamo decidere di non ubbidire al nostro padrone mentre loro non possono farlo, per loro natura. Il nostro padrone siamo noi stessi, è la nostra costruzione mentale e culturale, è la nostra educazione, l’imprinting di genitori, famiglia, scuola, società, e mezzi di comunicazione, è la nostra fede religiosa o laica. La risposta quindi non viene sicuramente da chi la urla più forte ma solo da quello che noi stessi troviamo cercando di capire, senza l’illusione di farla capire agli altri esattamente come l’intendiamo noi.

                                                                                                     Silvano C.©


( La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti offensivi o spam saranno cancellati. Grazie della comprensione.

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana