giovedì 28 dicembre 2017

Dream

Tu non ci credevi, eppure...
Quel giorno, quando la dottoressa che ti aveva seguito per tanto tempo ti affidò alle cure palliative dicendoci che lei non poteva più far nulla, uscimmo sconvolti dal suo studio ma io ebbi un’idea, un’idea disperata.
Sentii che eravamo in emergenza e non che avevamo ricevuto una sentenza senza appello. Vivevamo la situazione più dura da affrontare dopo quella che sfiorò minacciosa nostro figlio, tanti anni prima, e che per fortuna superammo.
Telefonai al 118, all’Emergenza che tante volte avevamo presentato ai giovani nel suo funzionamento e nelle sue modalità di intervento, a quel numero dietro il quale, tra i tanti, si nascondeva quell’infermiere rianimatore simpatico ed alla mano che conoscevamo da tanto tempo.
Fu lui, stranamente, che mi rispose, anche se io credevo che al centralino ci fossero altri operatori. Gli spiegai la situazione e lui mi disse che avrebbe mandato subito l’elicottero. Mi diede appuntamento accanto alla pista sull’ospedale e mi spiegò come arrivarci. Facemmo appena in tempo ad arrivare che sentimmo il rumore forte dell’elicottero, lo vedemmo che arrivava da nord e che iniziava le manovre per atterrare.
Pochi minuti ancora e il pesante velivolo capace a volte di rendere reali i miracoli atterrò senza mai spegnere i motori. La pilota non abbandonò i comandi ma scesero l’infermiere che conoscevamo bene ed un medico. Ci aiutarono ad indossare un paio di caschi e ci fecero salire a bordo. Decollammo subito, verso il nostro destino di salvezza.
Io non avevo mai volato prima ma non provai paura. Sentivo come sempre ammirazione per quella potenza studiata e nata per operare in guerra e trasformata di un mezzo contro il dolore ed il male. Immaginavo, nella mia mente, portaerei lunghe 340 metri combattere contro la povertà, missili terra-aria abbattere l’egoismo, obici semoventi distruggere sacche di stupidità difficili altrimenti da stanare. L’elisoccorso con le sue donne ed i suoi uomini era arrivato ad aiutarci. Era quella la potenza che amavo.

Stamattina ho visto un elicottero del 118 Trentino Emergenza avvicinarsi all’ospedale di Rovereto. Non ho potuto trattenere alcune lacrime di ammirazione ed orgoglio per chi si trovava a bordo.

    

                                                                                         Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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