sabato 10 ottobre 2015

Don Gino





Sono giorni che vivo con crescente fastidio e rabbia questo caso mediatico che ha superato persino i confini nazionali, montato ad arte e poi, alla fine, credo pure sfuggito di mano, superando ogni più rosea previsione.

Occorre fare un discorso complesso per capire cosa voglio dire però, e limitarsi ad una lettura veloce di una singola parte di quanto scrivo non permetterà a nessuno di capire. La realtà è sempre complessa, mi spiace, non è colpa mia. Ma è una colpa, che non perdono a nessuno, volerla semplificare in una sola ottica di parte, finalizzata ad una propria idea di fondo che cerca giustificazioni e le trova in una lettura parziale dei fatti.

Per capire la mia posizione è necessario partire da alcuni punti:
·       In tutto il mio blog credo di non aver mai giustificato in alcun modo pedofilia, omofobia, razzismo, abuso su deboli e non rispetto della persona.
·       Inoltre non ho mai simpatizzato per preti e religiosi in genere, anzi, trovo decisamente inaccettabili le ingerenze del clero nella vita civile quando interviene in tema di aborto, unioni civili, decisioni in tema di fine vita, educazione religiosa e scuole paritarie. Mi fermo perché i motivi per i quali non accetto certe posizioni integraliste di alcuni cattolici decisamente sono tante, troppe. Diciamo pure che non amo gli integralisti, di nessun tipo, neppure gli atei integralisti.
·       Non sopporto per nulla poi certe pratiche giornalistiche, di dare notizie parziali e di cercare volutamente il sensazionalismo.
·       Infine (poi mi fermo, prometto, e passo al caso specifico) odio con molto trasporto e partecipazione quella parte della rete che vive di questo, che richiama commenti allucinanti e deviati, da persone malate o che cercano a tutti i costi un capro espiatorio sul quale sfogarsi (magari per aumentare i contatti sul proprio sito ed incrementare la resa pubblicitaria).

Ma vengo al caso. Don Gino ha 75 anni, dovrebbe essere in pensione da tanto tempo, ma la crisi delle vocazioni lo ha mantenuto in servizio sino a pochi giorni fa. Ha un’età nella quale alcune funzioni fisiche e mentali non è detto siano al massimo, ed avrebbe il diritto di riposarsi, come tutti i coetanei. A vederlo mi sembra in salute, ma a sentirlo non mi pare che sia del tutto cosciente di quanto ha detto. Ed ha detto enormi bestialità, assolutamente censurabili, inaccettabili insomma. Ha espresso ingenuamente idee in parte da bar, perché era anche un frequentatore del bar accanto alla sua abitazione, a Trento. E se parlate con molti di Trento, o di qualsiasi altra città italiana, capirete che sono in tanti a pensare che gli omosessuali sono una piaga, una malattia, una cosa che non si deve giustificare. Con questo NON lo giustifico, sia chiaro, ma cerco di spiegare. Se lui, da prete, dice certe cose, è condannabile. Solo che NON dovrebbe essere ancora prete, per i motivi che ho spiegato prima. Ammetto che si può pensarla diversamente su questo punto, e continuo col ragionamento.

Ha spiegato che alcuni ragazzini possono tentare alcuni sacerdoti. Confermo. Può succedere. Ovviamente i ragazzini non sono responsabili, sono minori, e il sacerdote (o l’educatore) è un adulto, quindi sa bene come deve comportarsi in questi casi. Se cede ed assume comportamenti pedofili commette un reato, e come tale deve essere condannato dalla legge, non certo perché ha commesso un peccato. Ora, sino a prova contraria, don Gino non ha commesso questo tipo di reato, non è un pedofilo, non mi risulta che abbia mai avuto problemi in tutta la sua vita sotto questo aspetto (Ovviamente se sarò smentito dovrà essere incriminato, è evidente).
Ha solo parlato troppo, dicendo in pochissime parole una massa di idiozie e cose sbagliate, registrate e messe in onda, manco fosse un Principe della Chiesa e non un prete preso in contropiede. Lui non rappresenta il potere della Chiesa, che è ben altro e ben più pericoloso per la laicità dello Stato.

Infatti è stato prontamente bloccato dalla Curia locale, che ha subito capito la portata micidiale e autolesionista di quelle parole. In queste ore ormai dovrebbe aver lasciato Trento, su preciso ordine del Vescovo.

Io provo solo una gran tristezza per l’uomo invece, e trovo sciacalli tutti quelli che si avventano su di lui. Persino il Nazista dell’Illinois, persona geniale nella sua satira contro le sentinelle in piedi e che ho ammirato sino a ieri, si è avventato sul caso usando parole che, ad essere sincero, mi hanno fatto ribrezzo. Inventando situazioni e usando volgarità che poteva risparmiarsi.

Non giustificare le parole, anzi, condannarle in modo netto, non significa montare un caso mediatico nazionale o internazionale. Ben altri danneggiano ed impediscono il riconoscimento dei diritti degli omosessuali. Se poi la Chiesa nasconde o protegge pedofili il discorso diventa ben diverso, don Gino o meno. Senza scordare, occorre dirlo, che il primo pericolo i minori lo corrono in famiglia, non in parrocchia, e chi abusa delle bambine è, non di rado, uno della famiglia, non il prete. Sull’omosessualità occorre ricordare poi che una legge sul tema, in Trentino (e per restare ad un solo caso locale) è bloccata dall’ostruzionismo di partiti che non mi pare suscitino lo stesso sdegno in rete e fuori dalla rete.
Del resto chi sono io per giudicare un prete?


                                                                                                        Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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