Twitter è diverso come modalità di interazione, e le sue
limitazioni oggettive ne fanno anche un punto di forza. Quasi impossibile
immagazzinare su quella piattaforma lavori, al massimo messaggi brevissimi,
comunicazioni urgenti che arrivano prima di altri mezzi, e sapendo scegliere
bene chi seguire si è informati in tempo reale su tutto o quasi. Neppure
Twitter è gratis, comunque, e la pubblicità arriva pure su quella piattaforma.
Per condividere una propria conoscenza o contribuire a
formare una certa informazione il più possibile corretta e non di parte è
utilissima Wikipedia, che è gratis, ma richiede un lavoro volontario per
inserire voci, completarle o modificarle. L’enciclopedia libera è solitamente
tra le prime a fornire risposte digitando le parole chiave di una ricerca che
interessa, ed è quella la sua forza, legata anche all’uso dei collegamenti
interattivi che riempiono ogni sua singola voce. Rimane importantissima come
fonte di informazione ed approfondimento, e pure abbastanza precisa, ma
evidenzia alcuni punti critici. È scritta da non esperti e non professionisti, perché i professionisti ovviamente si fanno pagare per la loro consulenza e non hanno tempo per
contribuire gratuitamente a scrivere su Wikipedia. A volte questo crea situazioni
spiacevoli, perché, in assenza di contraddittorio, si possono anche scrivere inesattezze, in buona- o in mala-fede, che resteranno sino a quando nessuno le
scoprirà e le toglierà o correggerà. Un altro punto critico è che nessuno può ritenere sue
le cose scritte, pur rimanendone legalmente responsabile, e chiunque, pochi
giorni dopo, può intervenire modificando anche sensibilmente il lavoro che si
era fatto. Rimane però una fonte molto autorevole e democratica per moltissime
voci, perché, specialmente su temi controversi, le discussioni per arrivare ad
una voce condivisa sono a volte lunghi ed approfonditi, per non dire
estenuanti. Ed è importante esserci e comunque intervenire nelle discussioni
quando si legge qualcosa che non convince o è di parte.
E poi ci sono altri mezzi di comunicazione elettronica, come
ad esempio Youtube, Google+, anobii, ed altri ancora, ma io mi limito a quelli
che in qualche modo conosco, almeno un po’.
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Un bar con uno dei primi televisori |
E restano ovviamente importantissimi gli altri media, come
televisione, giornali, libri e riviste, che ognuno usa nel modo che ritiene più
opportuno.
Ognuno di questi mezzi, in ogni caso, ha un costo, che
possiamo sostenere in denaro o in altre forme, come ho scritto. Importante è
usarne il maggior numero possibile, ben sapendo che il tempo non è infinito, e
le scelte sono sempre dolorose.
( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte. Grazie)
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