Nell’arco delle 24 ore delle quali si compone convenzionalmente una giornata per gli umani che usano questa misura del tempo giunge, prima o poi, la sera. La sera arriva anche per molti altri esseri non umani, e per questi assume significati a volte ben diversi che non per noi, e quindi diventa difficile generalizzare e trarre conclusioni esclusivamente a nostra misura.
Noi non siamo soli.

Quando arrivano quelle ore io ho l’impressione, quasi sempre,
di aver fatto quanto dovevo o potevo, ed inizio a rimandare al domani. A volte
questo non avviene, e ciò significa che non tutto è andato come doveva, ma ora
non voglio approfondire questa eventualità.

Mica ho detto che la sera mi senta felice, sia ben chiaro,
ma stringono meno gli artigli del giorno, come se alcuni bicchieri di
vino ingannassero lo stato vigile.
Con il calare delle ombre i contorni diventano indistinti ed
emergono i miei aspetti meno pubblici, sciolgo un po’ la corazza, mi immedesimo
in altri, vedo cosa succede dietro i vetri di una finestra illuminata anche se
in realtà non so chi realmente vive in quelle stanza. Non vedo veramente, anche
se un po’ di curiosità l’ho sempre avuta in tal senso e talvolta l’ho pure
soddisfatta, ma immagino, sogno, proietto le mie visioni.
E così vedo spezzoni di vita, ma subito dopo mi perdo nel
blu scuro quasi nero, scorgo Vespero, che tra poco tramonterà, e il cielo ed il
mare si confondono.

( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte. Grazie)
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