mercoledì 1 luglio 2015

Anonimo erotico



 
La vecchia sana vita erotica solitaria e/o clandestina di un tempo aveva momenti nei quali la faccia dovevi per forza mettercela, altrimenti non si poteva realizzare nulla o quasi. Un rapporto interpersonale minimo era necessario instaurarlo, magari allontanandosi dalle zone solite per non essere riconosciuti, avendone le possibilità.
Oggi è tutto mutato, ed in qualche modo è diventato, se possibile, ancora più estraniante.
Quale ragazzino ormai compra più riviste pornografiche in edicola avendo a disposizione il catalogo quasi infinito delle offerte gratuite in rete, sfuggendo in tal modo ad ogni controllo di genitori troppo assenti o non preparati?
E poi i siti di incontri per adulti, con la merce esposta come nei supermercati, con un giro di affari che sembra lievitare, o ancora la “soddisfazione” virtuale, che cerca modelli inesistenti nella realtà, ma falsamente a portata di mano.

Tutto questo si adatta perfettamente ad un recente intervento di Umberto Eco sugli imbecilli in rete, sotto un certo punto di vista, con la netta separazione tra l’essere in carne ed ossa, con odori, sudori, risposta pronta a stimoli sensoriali e, nell’altra situazione, la presenza virtuale, se si vuole persino anonima. Mentre l’imbecille al bar o in un gruppo reale di persone lo si individua facilmente, in un ambiente virtuale è dotato delle stesse modalità di intervento, e quindi le sue idiozie sembrano quasi avere lo stesso peso di un cattedratico o di un esperto nel campo specifico.

È il sesso smaterializzato, bellezza, direbbe qualcuno, e non puoi farci niente, niente. Anche il sesso, cioè il sano rapporto umano “in presenza”, rischia di diventare come tanti lavori che stanno sparendo, perché antieconomici, meglio sostituirli con sistemi automatici, non viventi, con una simulazione.

Se il libro non è più un oggetto da toccare, fatto di carta, perché un corpo non dovrebbe a sua volta diventare la sola informazione che contiene, e non la carne, le ossa, il sangue…? 
A  tali condizioni essere anonimi non cambia la situazione, anzi, può essere funzionale alla finzione, immaginando di avere a che fare però, dall’altra parte, di una vera persona, non di un falso.

                                                                                                         Silvano C.©   


( La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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