giovedì 18 settembre 2014

Amico juventino


 Amico juventino, o amica juventina - perché molte donne tifano Juventus, la squadra prima in Italia per numero di scudetti vinti, amata da tante persone in modo completo e viscerale - ma perché ancora tifi per la Juventus?

Lo so che lo fai da sempre, che è la migliore, che l’affetto non si discute e neppure la fede calcistica.
So che la divisa bianconera l’hanno indossata campioni assoluti del calcio, uomini che hanno fatto la storia di questo sport, a volte veri esempi di vita anche per i giovani, non ragazzi viziati ed immaturi capaci di colpire bene il pallone ma incapaci di capire la realtà.

Eppure te lo chiedo ancora, perché?
Perché tifare per una squadra che da quasi cento anni ha alle spalle una delle dinastie familiari più potenti e ricche del nostro paese, che ha enormi capacità finanziarie a sostenerne la forza e che quindi può permettersi di comprare quanto di meglio offre il mercato italiano ed internazionale in campo calcistico?
Il discorso vale ovviamente per altre squadre del nostro campionato, sempre meno numerose  però, e tutte con una minor continuità di proprietà. 

Io, lo confesso, non riesco a capirlo, lo trovo come minimo contraddittorio.
Non  posso appassionarmi al successo dovuto esclusivamente al denaro e non al merito sportivo assoluto. Io mi affeziono alle persone, ad un’ideale, non allo strapotere che permette di comprare i migliori ed abbandonare chi, dopo aver dato tanto, non è più funzionale per la vittoria. Se la squadra è una grande famiglia, vabbè, il mio concetto di famiglia è un po’ diverso. 

Tralascio volutamente tutte le questioni legate al ruolo dello sport nel conseguimento del consenso, ai problemi delle tifoserie talvolta costituite da esaltati, ai problemi di correttezza e di illeciti, alle scommesse non corrette e così continuando. Sono problemi che riguardano tutto il mondo del calcio, non sicuramente una singola squadra.
Nel caso della Juventus però io vedo, in più, un legame stretto con la vicenda FIAT, e questo legame non mi piace per nulla.
                                                                                     Silvano C.©

( La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

2 commenti:

  1. Tutti i ragazzi fin dall'età in cui cominciano ad apprezzare il gioco del calcio o altri sport, diventano piccoli tifosi e lo praticano e si immedesimano nei campioni che amano. Lo sport più amato ai miei tempi e sicuramente ancora oggi è il calcio.
    Con l'età adulta difficilmente si cambia la passione e il tifo per una squadra di calcio, al limite si integra con altre squadre.
    Come si diventa tifosi di una squadra?
    Sicuramente ci sono tanti motivi che ci spingono ad indirizzare il nostro tifo verso una squadra anziché un'altra.
    Questo dipende da fattori che influenzano la scelta. I fratelli e gli amici oppure il carattere di quel ragazzo.
    Ad esempio, ai tempi della mia adolescenza, diventare tifoso di una squadra che ha per simbolo il diavoletto non mi è mai piaciuto, vedevo i lati oscuri di quel simbolo.
    Così un bel giorno, attirato dalle vittorie, dalla innata eleganza della Società e dal simbolo della zebra ho scelto la mia mitica Juventus.
    Sicuramente ci sono altri motivi che non ricordo e con un sorriso approfitto di questo tuo solito bel post per esercitarmi nei ricordi dei fratelli, amici e della mia adolescenza bela come tutte.
    Oggi come ieri, è evidente che i ragazzi vengono influenzati da tante cose... dal vincente nello sport e nella società, nella facile ricchezza e possibilità di guadagno, nelle furbizie che sfiorano, se va bene, la legalità. Questo è stato ed è un problema generalizzato e la colpa è solo di noi adulti.
    Oggi i ragazzi percepiscono, per insegnamento, il senso del potere in tutti i settori. Crescono con la convinzione sbagliata che contanno solo i soldi e poco tutto il resto come lavoro, famiglia e rispetto delle regole.
    Eco come a parere mio (credo valga per tutti) si diventa tifosi di una squadra, di uno sport.
    Concludo con le mie divagazioni, convinto che è sempre meglio esprimere un giudizio, giusto o sbagliato che sia, e poi, serve anche a ricordare persone e adolescenza che grazie anche a te ogni tanto saltano fuori-

    Menfino

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    1. ciao, Menfino. Non posso darti torto. io, a mia discolpa, posso solo dire che non me ne faccio un merito. non me ne faccio un merito, ad esempio, anche del non fumare. non fumo semplicemente perchè quando, da adolescente, ci ho provato, non mi è piaciuto e non sono mai riuscito ad aspirare il fumo. allo stesso modo il calcio non mi è entrato dentro negli anni giusti, ma solo in seguito, per "costrizione", perchè attorno tutti tifavano. poi la vita mi ha distaccato da quegli amici. sono rimasto per un pò un isolato, non per mia scelta, ed ho perso interesse per il calcio, in modo definitivo e permanente. quindi quello che mi permetto di scrivere lo posso fare solo perchè non sono coinvolto, e vedo alcuni aspetti che sforse sfuggono ad un tifoso. non ho alcuna fede calcistica insomma. e il ruolo dell'amicizia, anche in questo campo, influisce non poco...ma anche il tifo calcistico, lo ammetto, usato in dosi corrette e senza mai esagerare, è pur sempre una cosa che emoziona. una cosa bella, insomma...Silvano.

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