lunedì 30 settembre 2013

Scrittori e lettrici


Ho letto recentemente che solitamente sono gli uomini che scrivono, che hanno ansia di farsi leggere, che desiderano pubblicare e quindi cercano in tutti i modi di farsi conoscere per emergere dalla massa anonima di scrittori spesso senza talento o senza tecnica o senza cose da dire. Sempre nello stesso articolo si spiega che sono solitamente le donne le lettrici più solide, più fedeli a questa seconda modalità di comunicazione, più ricettiva.
Ovviamente con mille eccezioni, perché di donne che scrivono e pure bene, ce ne sono tante, e molti uomini non hanno alcuna intenzione di scrivere o di diventare scrittori e preferiscono leggere.

Se guardo la mia biblioteca tuttavia una prima conferma empirica arriva subito. Gli autori sono di gran lunga più numerosi delle autrici, ed io, sinceramente, sono sempre più frequentemente attratto da queste ultime. Posso fare un brevissimo elenco delle autrici che ho letto recentemente, o che ho ascoltato in un audiolibro, magari con la loro stessa voce. Voglio farlo, per dire grazie a queste donne, che mi hanno emozionato ognuna in modo diverso, toccando chi una corda chi l’altra della mia rete mentale, e completandosi in qualche modo a vicenda, a volte contraddittoriamente, ma sempre arrivando al punto di essere parte di una voce corale. Michela Marzano mi ha colpito appena l’ho vista in televisione, seria, preparata, impegnata, con una vita a cavallo tra Italia e Francia, una posizione importante, ed una apertura mentale che mi ha aiutato. “Volevo essere una farfalla” l’ho centellinato, come si fa con un liquore prezioso e invecchiato. Non potevo leggere troppe pagine, ma dovevo fermarmi, rileggere, pensare, chiudere il libro e riprenderlo ore dopo, o il giorno dopo. Il suo ultimo lavoro poi mi ha sciolto, letteralmente. “L’amore è tutto”, letto da lei, dalla sua voce imperfetta e non da attrice mi ha accompagnato per i giorni  che è durata la sua lettura, mentre vagavo, passeggiavo, ma mi sembrava di avere accanto un’amica che mi parlava.
Elena Bibolotti invece ha pubblicato un solo libro, sino ad ora: “Justine 2.0 il cuore è soltanto un muscolo”. L’ho letto dopo averlo ordinato, perché non ha una diffusione facile su tutto il nostro territorio, ed ho avuto conferma di quello che già sapevo per seguirla da tempo in rete, dopo averle invidiato la facilità di scrivere, di essere diretta e onesta con le sue e le altrui debolezze. Personaggio interessante, quello di Justine, con forza vitale e capacità di alzarsi dopo essersi abbassato, autocommiserazione zero, paura di sbagliare nemmeno. Del resto la vita è errore, e giudicare lo stile di vita altrui è l’ultima cosa che mi interessa, anzi, ammiro chi sa osare e arrivare dove io non arriverò mai.
Molti mesi fa ho letto “Lucrezia Borgia”, di Maria Bellonci, colpevolmente tardi, nella vita, essendo ferrarese di nascita, e forse di indole, ma alla fine l’ho letto. E mi ha segnato, mi ha fatto scoprire un mondo che avevo solo intuito, un periodo storico fondamentale per Ferrara, un’umanità che non conoscevo e, allo stesso tempo, la durezza del potere, uguale forse in tutti i tempi.
Di Alicia Giménez - Bartlett credo di aver letto tutto, mi piace l’ispettore Petra Delicado, ma mi sono piaciuti di più i non polizieschi, come “Segreta Penelope” o “Dove nessuno ti troverà”. Trovare un romanzo scritto da una penna nota mi fa lo stesso effetto di ritrovare un amico. Mi rende più facile entrare in sintonia, mi spiana la strada, mi rilassa.
Di Chiara Gamberale ho letto “Le luci nelle case degli altri”,  “Quattro etti d'amore, grazie” e “Una passione sinistra”. Mi sono immerso nelle vite di tutti i giorni, reali o immaginarie, ho sbirciato nelle vite di altre persone, ho fatto il voyeur, ho aggiunto mie fantasie, ma ho ritrovato una normalità diffusa, una diversità che si annulla nel riconoscimento della diversità stessa.
Anaïs Nin l’ho letta invece tantissimo tempo fa, quando ero stanco di una visione dell’erotismo solo al maschile, ed ora forse dovrei rileggerla. Mi ha lasciato una impressione forte, dentro, di complicità condivisa, di sessualità che passa per la testa prima ancora che per il corpo.
E poi ho letto, oppure ho ascoltato: Cristina Comencini, Eva Cantarella, Amara Lakhous, Mariolina Venezia, per restare nel passato prossimo, e mi fermo.
Sono un lettore irregolare e impulsivo, ma ho capito che le donne scrivono troppo poco, ancora.

                                                            Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti offensivi o spam saranno cancellati. Grazie della comprensione.

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana