sabato 21 settembre 2013

Pistacchio


O per meglio dire: Pistacchi (con la maiuscola, non è una svista) Seguendo i ricordi legati ad una singola parola lo spazio ed il tempo si dilatano, magari anche solo per il periodo che io impiegherò a scrivere, e, forse, tu a leggere. Scusami il tu, ma mi viene naturale, ora.

Ritorniamo però al tema, e non dimentichiamo l’ordine, la classificazione ordinata, altrimenti penserai che le mie sinapsi comincino a cedere…La prima volta che ho visto i pistacchi è stato in una fetta sottile di mortadella di Bologna, una lussuriosa fetta di mortadella che a quei tempi rappresentava ogni ricchezza culinaria possibile, e che univa al piacere di annusarla e poi di gustarla altri piaceri meno legati al cibo, ma al sesso. Non chiedermi perché, non te lo so spiegare, ma è semplicemente così. È un fatto. La mortadella “normale”, da allora, non l’ho più cercata come cercavo quella con i pistacchi, con quegli inserti verdi, che solo in seguito ho saputo cos'erano.


Poi è venuto il gelato al pistacchio, ma molto tempo dopo. Ero cambiato profondamente dal mio primo incontro con questo seme verde e speciale, ed il gusto nel gelato mi ha stupito un poco. Non mi ha deluso, ma neppure entusiasmato. Ne ho solo preso atto.

In seguito ho conosciuto finalmente i pistacchi interi, secchi, venduti salati come le noccioline ed altri piccoli semi o frutti secchi. Questi però sono arrivati tardi, quando ormai al cinema, da ragazzino, mi ero abbuffato con le “bagigie”, le noccioline ancora da sgusciare, i "luvin", i lupini e i "brustulin", i semi di zucca, secchi, salatissimi e raramente ricchi di una bella polpa.
I pistacchi secchi in definitiva sono stati una conquista quasi della maturità, e non pienamente “vissuta“ quindi. 

Il Pistacchio, quello che ha un nome proprio, appartiene (apparteneva?) ad un bambolotto di pezza che ho visto la prima volta a casa di una ragazza che in seguito è diventata mia moglie. Lui arrivava dalla Grecia, dove poi io e Viz siamo andati a più riprese, sempre e rigorosamente passando per la Jugoslavia, per via di terra, in un viaggio lunghissimo e micidiale. Alla fine però il premio era la Grecia, era libertà, era mare, era il piacere di scoprire luoghi studiati sino ad allora solo sui libri, era un po’ di trasgressione, era quello che col tempo si è perduto, prima di arrivare alle tragedie dei nostri giorni.

Quanti Pistacchi, insomma, per ripercorrere con la mente una storia, una lunga storia.

                                                                                    Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

2 commenti:

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