giovedì 21 maggio 2026

Tra ottimismo e pessimismo

Dopo un temporale arriva sempre il sole, non per tutti ma occorrerebbe pensare che il sole arriverà e che saremo qui a vederlo. Se potessi scegliere tra ottimismo e pessimismo preferirei il primo anche se la mia natura mi porta spesso al secondo. Un’amica mi ripete che sarebbe bello se tutti fossimo ricchi e non posso che darle ragione. Poi mi chiedo quando personalmente potrei ritenermi ricco, e resto con qualche dubbio. La ricchezza credo sia la libertà di poter scegliere la vita che si desidera con la consapevolezza che nessuno è mai completamente libero, che non esiste la libertà assoluta perché occorre tener presente sempre il rispetto delle libertà degli altri. Desidero essere ottimista e vorrei che tutti fossero il più liberi possibile, ricchi e liberi. E intanto stanno cambiando alcuni miei punti di riferimento, ma non oso entrare nei particolari per non spaventarmi. Aspetto.

                                                                                                 Silvano C.©

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martedì 19 maggio 2026

Mille vite, o una sola

Inizio pensando alla celebre frase di Umberto Eco e, considerando che ho superato abbastanza i settant’anni, dal suo punto di vista ho vissuto già molte vite anche se non saprei dire quante. Non è il solo modo però, e me ne rendo conto sempre più col tempo che passa, il sogno ad esempio ci porta altrove, in altre vite che non si sovrappongono esattamente alla realtà vissuta. E poi la fantasia ci pensa di suo a creare altri mondi nei quali rimanere più o meno a lungo, cioè a vivere in modo diverso. Sono poi convinto che anche scrivere, pur senza essere scrittori, sia un ulteriore ampliamento, e in definitiva parlare, comunicare con gli altri, è un altro modo ancora per vivere in parte altre vite. Per adesso, se la vita è una sola e finita questa non ci sarà qualcosa dopo non ci sono altre possibilità. Ma una cosa reputo sicura, ed è che leggere, scrivere, sognare, fantasticare e parlare con gli altri permette di non annoiarsi.

                                                                                                 Silvano C.©

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domenica 17 maggio 2026

l’essere inevitabile

C’è qualcuno che non ha bisogno d’inventare nulla per essere perché si ritrova una caratteristica naturale innata o appresa precocemente. E ci sono molti altri che per essere percorrono vie faticose, vivendo si perdono e non sempre si ritrovano dove vorrebbero stare. Invidia? Forse, ma la vita è come viene e non come si sceglie, riserva sorprese, delusioni e cose belle. Trovo che programmare, nel mio caso, si sia rivelato inutile in certe occasioni, ma prima non ho avvertito alcun segno premonitore, nulla oltre al mio solito abituale pessimismo, quindi del tutto insignificante. Il fatto è, comunque la si veda, che continuo a scegliere e a prendere decisioni senza sapere se saranno quelle giuste. Quando a prenderne alcune eravamo in due mi sentivo meno solo, ma di questo non posso accusarti, non è colpa tua quello che è avvenuto quasi dieci anni fa e che entrambi avremmo evitato volentieri.

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sabato 16 maggio 2026

Neve di maggio

Dopo un mese di marzo con temperature miti sembra di tornare in inverno con la neve di maggio ad imbiancare le cime attorno a Rovereto e la temperatura che ha avuto un crollo. Eppure è da anni che, invariabilmente, dopo le prime illusioni di primavera precoce, in Trentino, arriva un sensibile abbassamento dei gradi. Anni fa, con gli amici di allora a Riva del Garda, capitava sempre che qualcuno mettesse via l’abbigliamento invernale prima del tempo e lo dovesse recuperare poco dopo per non gelare. È così, bellezza, è il tempo atmosferico che decide di suo ignorando, in parte, il tempo cronologico e il tempo immaginato. Personalmente mi stupisco sempre e tuttavia so che non è una novità. La vera novità sarebbe poter uscire con te, con vento e pioggia o anche con il sole, con qualsiasi tempo, ma questo so che non posso che sognarmelo di notte. Ciao, Viz.

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venerdì 15 maggio 2026

Qualcosa è fuggito

Alcune persone se ne sono andate lasciando un vuoto che so superare mentre altre non escono mai dalla mia vita. Tutte mi hanno lasciato un segno però, nessuna esclusa. A volte è stata una ferita, altre una carezza, un pugno nello stomaco o un’amicizia profonda. E poi l’amore, anche quello, mai abbastanza e mai riconosciuto come avrebbe dovuto succedere. Nella confusione generale a volte mi consolo mentre altre volte cedo alle paure e alle incertezze. Di doman non v’è certezza, scriveva il Magnifico, e intanto la giovinezza è fuggita.

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giovedì 14 maggio 2026

scelte

La decisione è presa. Andrà tutto al meglio possibile, e quello che mi deluderà è probabile che sarebbe comunque andato così. Poi ci resterò un po' male, mi mancherà qualcosa, lo so, ma nella vita occorre anche lasciar andare.

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mercoledì 13 maggio 2026

Cerchi

Ascolto versioni diverse della realtà, nessuna con l’iniziale maiuscola. Rimango colpito dalla capacità di narrazione di alcuni che magari mentono, sanno di mentire e malgrado questo trovano chi a loro crede oppure presta attenzione, per interesse personale o sbagliando clamorosamente. E poi ascolto altri, magari in buona fede o quasi, che dicono quanto è più vicino alla realtà, secondo la mia opinabile opinione, e tuttavia non hanno capacità narrative, non hanno seguito alcuna scuola di recitazione e sul piano della comunicazione hanno meno capacità. 

Amicizie ne ho avute che mi hanno affascinato, e che a lungo mi hanno influenzato. Per un amico ho pianto, quando tra noi tutto è cambiato e l’ho capito una sera. Assieme sapevamo narrare, lui più di me. Poi le cose sono cambiate, il tempo ha portato nuovi modelli ai quali uniformarmi, almeno in parte. Adesso mi sembra di essere nudo e senza protezione, riconosco chiaramente o intuisco le falle piccole o grandi nei racconti che mi vengono fatti, cerco nuovi abiti per uscire tra le altre persone ma quelli che sino a ieri mi andavano adesso non sono più di moda. La moda attuale proprio non la capisco. Esco di meno e possiedo un abbigliamento ridotto per le scelte che mi sono possibili quindi ho poca spinta a rinnovare il guardaroba. 

Immagino cerchi concentrici, come quelli prodotti da un sasso che cade nell’acqua stagnante di una superficie tranquilla. Mi sembra di essere al centro e, attorno a me, le narrazioni che si allontanano anche dal senso comune e dalla minima realtà possibile. So che non sono al centro di nulla, ovviamente, è solo una rappresentazione del senso di solitudine che provo, isolato e tuttavia con persone che parlano con me, ognuna con le proprie parole, quelle che a volte uso pure io ma anche altre, e tra queste alcune non le capisco proprio. Quando mi parlavi tu quasi sempre capivo e condividevo. Quel tempo è finito a continua a finire ogni giorno nuovo che arriva.

                                                                                                                     Silvano C.©

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martedì 12 maggio 2026

Pirulin

Mi sveglio nella notte, segno dell’età. Poi, prima di riprendere sonno: Pirulin, Pirulin cantava.

Partire implica ritornare? Un tempo, anni fa, ne ero sicuro.

Dove vivo qualcuno ruba e viene preso, altri rubano e non vengono presi. Capita che una donna venga uccisa solo perché passa nel momento sbagliato nel posto dove abita un parente. Un mattino trovo l’auto col finestrino anteriore laterale sinistro spaccato ma è stato solo un gioco, non hanno toccato nulla all’interno. Davanti a una pizzeria a due passi dalla mia porta di casa una sera fanno a botte e arrivano due auto di polizia e carabinieri.

Tutti i luoghi dove sono stato mi hanno lasciato qualcosa, alcuni solo oblio.

Tutti i luoghi dove sono stato con te li rivorrei indietro in quei momenti precisi. Non è escluso in assoluto che possa accadere.

Pirulin, Pirulin cantava.  

                                                                                                          Silvano C.©

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lunedì 11 maggio 2026

L’amore torna

Ho letto che l’amore torna nei luoghi che abitava, che torna dalle persone che ha conosciuto, che supera le assenze e gli spazi e il tempo. Personalmente non saprei confermarlo né smentirlo, non so definire l’amore e non so se ho veramente amato. Sono certo che, se ho amato, è stato in modo insufficiente e ora è tardi per riparare. Quindi l’amore potrebbe tornare, in un certo senso, per colmare qualcosa, per concludere e contemporaneamente continuare. Dire altro e oltre diventa rischioso. So per esperienza vissuta che a volte arrivi all’improvviso, che ti vedo alla guida di una Seicento, che sento l’odore del fumo della tua sigaretta e che dietro un angolo potrei incontrarti. Dove siamo stati ti ritrovo, impossibile non farlo. 

Mi fa arrabbiare che in quell’appartamento non ci siamo mai ritornati assieme, che non lo hai visto finito e risistemato. E alla fine, visto che con te non posso più tornarci e a nostro figlio non interessa, lo venderò. Cosa c’entra questo con l’amore? C’entra, come quasi ogni mia scelta fatta nel corso degli anni, perché nelle decisioni la spinta cosciente o sottotraccia arrivava sempre alla ricerca dell’amore, da quello meno nobile a quello senza il quale non si è vissuto.

                                                                                                                Silvano C.©

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domenica 10 maggio 2026

Paradigma

Come fu all’inizio non so, eppure fu importante, sicuramente. Seguirono anni di lente scoperte con persone, luoghi, modelli e maestri. Poi il tempo iniziò lentamente ad accelerare e non me ne accorsi neppure, mi rapportavo all’eternità senza rendermene conto. Traslochi, mutamenti di orizzonte e interesse. Da vittima a carnefice, quasi. Le ragazze le vedevo ma le ritenevo lontane. Dentro di me la figura femminile immaginata e desiderata non si sovrapponeva a quella reale, e anche le prime amicizie femminili erano solo tali, non altro, non il desiderio che restava nascosto. Ero inadeguato a me stesso, non vivevo, e quando me ne resi conto cominciai a cercare soluzioni che non ho confessato e non confesserò mai a nessuno. Adesso che il tempo scorre veramente veloce, che ha portato via te e molte altre persone, che ha modificato l’insieme e mi fa vedere mancanze e difetti che prima neppure notavo, che mi fa capire come sono diventato vecchio anche solo sentendo la musica trasmessa da radio e televisione cerco ancora, ma non so cosa.

                                                                                                                Silvano C.©

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sabato 9 maggio 2026

Vivo mese per mese

Ci sono scelte, probabilmente tutte le mie, che dipendono dal momento storico e dalla situazione personale, dall’emotività e dall’impressione che sia possibile prevedere quanto avverrà. Eppure bisogna vivere e farle, quelle scelte, puntando su qualcosa da realizzare. E così mi ritrovo, adesso, a rinunciare a quello che non mi appartiene più mentre sino a quindici giorni fa ci restavo appiccicato come una patella allo scoglio. Quando l’ho capito? Forse da molto tempo, ma solo a livello subliminale, senza averne consapevolezza. E adesso? Adesso la decisione è presa e le cose seguiranno il loro corso naturale, senza fretta anche se con un po' di ansia e preoccupazione. E dopo? Quello che proverò e sentirò dopo non so prevederlo, vivo alla settimana, al massimo al mese.

                                                                                                                Silvano C.©

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venerdì 8 maggio 2026

Le cose perdute

La vita è mutamento, inutile opporvi resistenza. Quello che possiedo oggi domani sarà perduto e anch’io mi perderò senza lasciare troppi a rimpiangermi. Sicuramente come persona conto più delle cose, quindi nessuna delle cose che ho perduto o perderò conta più delle persone alla quali ero e sono legato. La perdita di oggetti, auto, case, biciclette, libri o intere città è solo una conseguenza del mutamento necessario alla vita e quindi delle stesse persone, che col tempo invecchiano e muoiono oppure si allontanano, e non c’è nulla da fare. Del resto invecchiare è una ricchezza non concessa a tutti in egual misura, e poter godere di una porzione maggiore di vita comporta anche i suoi aspetti negativi.

                                                                                                                Silvano C.©

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giovedì 7 maggio 2026

Quanto costa un sogno?

I sogni sono progetti che volte si realizzano altre volte no. Può capitare che le premesse ci siano e poi, in corso d’opera, qualcosa vada storto e, col tempo, la situazione muti tanto da far perdere la forza iniziale e che si nasconda alla vista l’obiettivo finale. Ora, per non essere venale, voglio scordare che per un mio sogno il denaro sia stato importante quindi intendo pensare solo all’investimento emotivo, ai legami con le persone e il territorio, alla mia storia che ha accompagnato tutti i progetti. Ecco, parte di quello che ho realizzato anche grazie a te, ora che non ci sei più, per me vale meno, si è svalutato più che con l’inflazione economica. Quel sogno mi costa perché ha coinvolto desideri, speranze, visioni future, illusioni e pure il senso della vita. Tutto il resto non lo so ma intanto le decisioni le prendo, e vedremo cosa avverrà.

                                                                                                                Silvano C.©

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lunedì 4 maggio 2026

So perdermi benissimo da solo anche senza navigatore

Non possiedo uno smartphone e non uso alcun navigatore. Ammetto che è utilissimo, se devo andare in città che non conosco ma se resto nelle mie zone non mi serve. Un paio di anni fa andai a Bologna per salutare un’ultima volta un’amica che avevo appena perduto e andai con mio figlio, che lo smartphone lo ha e lo sa usare. Fu bello sentirmi guidare da una voce che mi diceva dove svoltare e dove parcheggiare. Preferivo però quando andavo in giro con Viz per mezza Europa, sempre e solo con cartine e mappe di città sulle guide. Era bello avere accanto un navigatore col quale potevo scambiare anche due parole e, all’occorrenza, discutere sulla strada migliore da fare. E poi ci sono i casi nei quali il navigatore ti suggerisce strade che chi conosce il posto non si sognerebbe mai di scegliere oppure che imposti male la località di destinazione. Mi spiego meglio. A Trento, a Ferrara o a Rovereto ho avuto la prova che il navigatore mi suggerisce percorsi poco comodi o più lunghi del necessario, e questo solo per le informazioni limitate acquisite dall’algoritmo che gestisce le scelte. Anni fa a Riva del Garda un camionista si ritrovò su una strada che passava su un ponticello stretto che non avrebbe mai retto il peso del suo automezzo. Due anni fa circa, su una strada che risale i monti di Rovereto, un grosso autotrasporto si ritrovò bloccato su un tornante per lui impossibile da superare e dovettero intervenire i vigili del fuoco per spostare il mezzo. Nel 2018 aspettavo a Ferrara una coppia di amici partiti dalla provincia di Sondrio. Rispetto ai tempi che immaginavo tardavano ad arrivare. Scesi in strada, al centro dell’incrocio sotto casa, guardando in direzione nord-ovest, quella dalla quale avrebbero dovuto arrivare. Solo un’ora più tardi, forse anche di più, mentre intanto avevo salutato un’amica che portava a passeggio il suo cane, vidi la loro auto arrivare da est, come se arrivassero dal mare. Avevano impostato nella ricerca della destinazione il nome del viale e la provincia, non la città di Ferrara, e arrivarono credo ad Argenta prima di capire che la via da cercare era un’altra. Entrambi scesero dall’auto decisamente stanchi, più stanchi di quello che avrebbero pensato.

                                                                                                            Silvano C.©

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domenica 3 maggio 2026

Nella tua natura

Ci son cose che prima non potrai mai capire e, dopo, qualcuno non ti crederà se le racconterai. Talvolta converrebbe un taglio veloce, un rapido addio, ma tu ne sei capace? Stai già costruendo piccoli ostacoli malgrado la decisione presa, e ti stupisci che tutti ti dicano che è giusto farlo. E come mai non lo hai capito prima e sei rimasto nel tuo mondo di sogni? Alla fine la soluzione arriverà e, a cose finite, ti chiederai perché tante fatiche e tanti investimenti sono stati finalizzati a ciò che era destinato ad andare, per sua stessa natura. La tua risposta la conosco e l’ho in parte anticipata con quanto ho appena detto, è nella tua natura.

                                                                                                                Silvano C.©

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sabato 2 maggio 2026

Chiedo per nulla

Ridammi quelle litigate furiose, quei momenti di tenerezza che sembravano destinati a durare senza imbarazzi, quegli sguardi che temevano un rifiuto, quei pomeriggi della domenica senza apparentemente nulla da fare, e poi il tempo dei progetti andati a vuoto o a buon fine. Ridammi indietro tutto, soddisfatto o rimborsato, anche quanto mi ha fatto soffrire e ridere. E il tempo dedicato a costruire inutilmente quello che poi sarebbe stato demolito. Tutto quanto ho regalato per poterlo regalare ancora alle stesse persone. E fammi riaggiornare la scala delle priorità perché credo di poter accettare che nel tempo sia cambiata. Chiedo troppo? Immagino di sì, ma tanto chiedo per nulla.

                                                                                                                Silvano C.©

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venerdì 1 maggio 2026

0.59.59

Il tempo di aprire un libro non impegnativo, cioè un noir dignitoso ma nulla di più, e poi la mente inizia a immaginare di suo. Non è necessario che gli occhi seguano una riga dopo l’altra. Mi succede spesso quando arrivo alla fine di una pagina dispari. Senza bisogno di muovere la mano continuo da solo e seguo il pensiero che mi viene naturale, automatico, logico e personale. Non è più l’autore che leggo, mi leggo da solo e gli occhi prima si socchiudono, poi si chiudono. In certe condizioni, sapendo come va solitamente a finire e quando sono ragionevolmente sicuro che nessuno mi chiamerà a breve, prima stacco o spengo i telefoni, sia fisso sia cellulare. Nello spazio temporale che mi ricavo posso restare un po' prima di tornare alla realtà consapevole, salvo rumori condominiali inattesi o la gatta che miagola brontolando nel suo modo tipico per farmi capire che non è soddisfatta di quello che le ho messo nella ciotola. E così ecco che sono richiamato dal mondo immaginario e tranquillizzante per esaudire un desiderio al quale lei non vuole rinunciare. Qualche croccantino diverso, non troppi, ma qualcuno le basta. E a me basta per capire che, anche per oggi, la mia pausa si è conclusa. Riaccendo il cellulare e rimetto in linea il telefono fisso. Sullo schermo leggo 0.59.59, quasi un’ora. Poi sistemo un paio di cose, rimetto a posto il libro con segnalibro tra le pagine giuste e vedo la gatta, oggettivamente un po' cicciotta, che si è appallottolata e dorme placidamente.

                                                                                                                Silvano C.©

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