Nessun dolore viene senza motivo. Potrebbe essere evocato da lontano, da sorgenti destinate a rimanere segrete o arrivare come avviso, come segnale del quale tener conto in seguito a cose che avvengono nella vita. A volte cedo all’idea romantica e morale che vorrebbe ogni fatto umano soggetto a una sorta di giustizia superiore: se ho commesso un errore dovrò in qualche modo pagare e se ho aiutato per pietà o per amore ne avrò compenso. Inutile tentare di convincere chi non ne è già convinto, del resto i dubbi in proposito non mi mancano. E anche solo restando nella mia famiglia o tra i parenti più prossimi sono avvenute troppe cose che non potrei spiegare con questa logica. Il dolore del mondo, non solo il mio, forse non ha come motivo l’espiazione di qualche colpa, e probabilmente neppure la durata e la qualità della vita sono legate a simili speculazioni. Si tratta di fantasie oziose o forse di una forma distorta di fede laica che si auto-contraddice. Il grande mare della conoscenza credo sia nulla al confronto degli infiniti oceani dell’ignoranza, quindi devo accettare, osservare, galleggiare senza poter vedere il fondo nell’attesa di scendere verso il basso.
Silvano C.©
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