Non possiedo uno smartphone e non uso alcun navigatore. Ammetto che è utilissimo, se devo andare in città che non conosco ma se resto nelle mie zone non mi serve. Un paio di anni fa andai a Bologna per salutare un’ultima volta un’amica che avevo appena perduto e andai con mio figlio, che lo smartphone lo ha e lo sa usare. Fu bello sentirmi guidare da una voce che mi diceva dove svoltare e dove parcheggiare. Preferivo però quando andavo in giro con Viz per mezza Europa, sempre e solo con cartine e mappe di città sulle guide. Era bello avere accanto un navigatore col quale potevo scambiare anche due parole e, all’occorrenza, discutere sulla strada migliore da fare. E poi ci sono i casi nei quali il navigatore ti suggerisce strade che chi conosce il posto non si sognerebbe mai di scegliere oppure che imposti male la località di destinazione. Mi spiego meglio. A Trento, a Ferrara o a Rovereto ho avuto la prova che il navigatore mi suggerisce percorsi poco comodi o più lunghi del necessario, e questo solo per le informazioni limitate acquisite dall’algoritmo che gestisce le scelte. Anni fa a Riva del Garda un camionista si ritrovò su una strada che passava su un ponticello stretto che non avrebbe mai retto il peso del suo automezzo. Due anni fa circa, su una strada che risale i monti di Rovereto, un grosso autotrasporto si ritrovò bloccato su un tornante per lui impossibile da superare e dovettero intervenire i vigili del fuoco per spostare il mezzo. Nel 2018 aspettavo a Ferrara una coppia di amici partiti dalla provincia di Sondrio. Rispetto ai tempi che immaginavo tardavano ad arrivare. Scesi in strada, al centro dell’incrocio sotto casa, guardando in direzione nord-ovest, quella dalla quale avrebbero dovuto arrivare. Solo un’ora più tardi, forse anche di più, mentre intanto avevo salutato un’amica che portava a passeggio il suo cane, vidi la loro auto arrivare da est, come se arrivassero dal mare. Avevano impostato nella ricerca della destinazione il nome del viale e la provincia, non la città di Ferrara, e arrivarono credo ad Argenta prima di capire che la via da cercare era un’altra. Entrambi scesero dall’auto decisamente stanchi, più stanchi di quello che avrebbero pensato.
Silvano C.©
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