giovedì 7 settembre 2017

so che sorridi mentre io cammino




Lo so, sorridi, è fuori di dubbio. Invidiano il nostro amore ma non sanno che tipo di amore è stato, come è nato, come è durato e come resiste irrazionalmente oltre la fine. Non sanno neppure se è stato vero amore oppure altro, una sua imitazione o una nostra interpretazione personale, una variazione sul tema.  Io, ora, non so definirlo. Ne parlo da mesi, lo esploro, lo ricordo. Spaccherei non so cosa per la rabbia, cerco consolazione e cura dalle parole che portano altre parole ma non riportano te. E quella è la sola cosa che vorrei. 
Non so però se è stato vero amore, non lo so dire.

Metterei la mano sul fuoco per provare che il tuo lo è stato. Il tuo senza dubbio. Tu mi hai amato perché hai capito, perdonato, sopportato, aiutato, sofferto e continuato. E tanto altro, tanto, che sarebbe inutile specificare ma tutti possono intuire. Sul mio non avrei tanto coraggio. Credo di esserne uscito con un onorevole pareggio, di aver ripagato in parte quello che ho avuto. Ora ancora conosco le mie mancanze, come fossi imperfetto e latitante, e tu mi accettavi malgrado questo.
La perfezione non esiste e neppure tu la rappresentavi, lo sappiamo e lo sapevamo. Il fatto è che non c’era alternativa, ne eri la sua approssimazione più fedele. E lo sei.
Un’amica dice che da nessuno è riuscita a farsi amare così, ma io credo che possa sbagliare. A volte siamo amati e non lo capiamo, o non capiamo quanto lo siamo. Credo che sbagli, ma le auguro di non capirlo mai, o di esserne consapevole molto tardi, molto avanti nel tempo.
Un’altra amica che recentemente vedo con una certa frequenza è rimasta colpita dal mio modo testardo di cercarti, oppure l’ho convinta con alcuni discorsi che le ho fatto sul suo rapporto col marito; è partita per andare a trovarlo e restare assieme un po’ di tempo, visto che lui sta seguendo un fratello ammalato e non può essere accanto a lei. E prima faceva discorsi insofferenti nei suoi confronti, quasi che volesse separarsi.
Posso influenzare così le persone, o posso dare quest’impressione di ciò che sono e siamo? Non ridere, tu sai la verità, ma non dirla. Lascia che credano che il nostro è stato un amore unico, irripetibile, perfetto, senza sbavature e di comprensione continua dei reciproci bisogni. Tu non dir nulla di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, non svelare le colpe e quanto non ha funzionato come avrebbe dovuto o potuto.

Citano a volte la rosa che ha spine eppure è magnifica quando raggiunge il suo massimo splendore. Che sia il paragone giusto? Sinceramente non mi interessa. Io cerco te, cerco risposte e voglio trovare una strada. 

Ed intanto cammino, appena posso. E leggo, non abbastanza.
Ed è leggendo Camminare, di Hesse, che ho trovato questa poesia:

-     Il viandante alla morte -
Anche da me arriverai un giorno,
non mi dimentichi,
si spezza la catena
ed il dolore avrà fine.

Sembri ancora lontana ed estranea
sorella morte,
Come stella gelida incombi
sul mio destino.

Ma un giorno più vicina,
ricolma di fiamme arriverai.
Vieni amata, sono qui,
prendimi, sono tuo.

                                                                        Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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