Iniziano
le foschie nella bassa, ma solo al mattino, o alla sera tardi. Sono passeggere
però, non hanno intenzione di restare a lungo.
Io
aspetto le nebbie autunnali e invernali, quelle che non ci si vede a pochi
metri, quelle un po’ cambiate negli anni, quelle che mi fanno tornare al tempo
che è stato, ed è rimasto nascosto tra ombre e sussurri.
Dal
mondo reale del giorno pieno di luce, quel mondo della vita e delle regole
spietate, la nebbia schiude l’accesso alla realtà modificata, onirica, e permette
alle fantasie, alle nostalgie ed ai ricordi di prendere forma.
Ritornano
in vita anche loro, tutti loro, ed io mi ci posso confondere, confrontare.
Ho
sempre amato la nebbia, e solo da alcuni anni ho iniziato a temerla perché è
pericolosa per chi viaggia. Tento di evitarla, ora, se devo percorrere lunghi
tratti in auto, e cerco le ore più adatte al viaggio. Mi rimane sempre amica però
quando posso camminare immerso dentro di lei, a seguire ciò che non posso
vedere altrimenti. Il suo freddo a volte mi penetra sin dentro le ossa,
anticipa un po’ i tempi, forse, ma la sento vicina ancor di più. Mi salva dalle
distrazioni, dalla voci, dai rumori, dalle persone troppo vicine e dalle mie
paure. Ecco, questa non la so spiegare, ma è esattamente così. Mi sento come il
bambino che non vuole venga spenta la luce, di notte, ma al contrario. Io invece
voglio spegnere una parte di me, quella che mi richiama al presente, e restare
con tutto il resto, che non è poco e mi basta.
Ammetto
che per alcuni questa è una filosofia perversa perché teorizzano il qui ed ora,
la vita nell’oggi. Io invece cerco ancora il lungo passato dal quale vengo, mi
ritrovo per caso in questo giorno, e immagino come sarà il mio domani. La nebbia
mi permette di unire il passato ed il futuro fuggendo da oggi, perché me lo
nasconde. Non mi spaventa quello che ho visto, e ancor meno mi fa paura la
possibilità di realizzare un sogno, mentre ciò che vedo nella luce piena non
sempre mi soddisfa.
E
intanto è arrivato settembre, le nebbie si avvicinano ed io quest’anno mi
avvicinerò alle nebbie, mi ci immergerò, se sarò fortunato, e ritroverò, almeno
un po’, quello che vado cercando, chi vado cercando.
Silvano C.©
(La
riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte,
grazie)
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