giovedì 20 giugno 2013

Dolores


Due ragazzi si incontrano, sono giovani e poveri, ma si amano, e la vita sembra sorridere loro malgrado le difficoltà che il mondo intero, comprese le famiglie di entrambi, erige come alti muri invalicabili. Fuggono e decidono di vivere la libertà. Non sanno usare precauzioni per evitare una gravidanza. Lei rimane incinta, ed in fondo non le dispiace. Lui non se l’aspettava, non l’aveva previsto, non è pronto, è ancora giovane, vuole essere libero e non essere costretto a curare figli. Il giorno dopo aver avuto la notizia sparisce nel nulla, per sempre.

Dolores vive in periferia, l’ambiente è degradato, ma non come altri luoghi che ha conosciuto in precedenza. Anna, la figlia, tra poco compirà 15 anni, e lei desidera farle un bel regalo, quindi lavora ancora di più cucendo in casa montagne di abiti che le arrivano già tagliati e che lei deve confezionare sino ad etichettarli e metterli nelle buste col marchio della multinazionale che la paga.

Pablo lavora in una officina per automobili. Ripara e mette a punto motori, ma il lavoro non gli piace, gli serve solo per guadagnare denaro che gli permette di andare al bar o pagarsi le prostitute. Non ha amiche né amici. Le donne per lui non valgono nulla, sono solo un passatempo o, peggio, fonte di problemi. Già una aveva tentato di anni prima di farsi sposare con una scusa, e farsi mantenere senza fare nulla, ma non si è fatto impietosire, e l’ha mollata come meritava. E gli uomini sono tutti stronzi che tentano di fregarlo, esattamente come le donne; la differenza è che non vogliono farsi sposare, solo prendergli i soldi. Una sera beve un po’ più del solito, lo cacciano dal locale. Fuori insulta la persona sbagliata, e finisce la sua vita con un coltello piantato nel cuore.

La casa di appuntamenti sarebbe illegale, ma tutti la conoscono, e tra i clienti ci sono pure poliziotti. Vi lavorano prostitute che vengono da tutto il paese, anche diverse straniere. E ci sono non solo ragazze di professione, da qualche tempo, ma anche donne ancora belle o meno belle, spinte dalla necessità, spesso non più giovanissime, che si vergognano di quello che sono costrette a fare, e che cercano di mantenere il segreto sulla loro vera identità. Del resto tutte hanno nomi d’arte, per così dire, e il fatto che l’ultima che si è aggregata al gruppo si faccia chiamare Fulgencia non crea nessuna curiosità.

Anna frequenta la scuola superiore, diventerà una brava infermiera, è quello che vorrebbe fare, che le piace. Studia e ottiene ottimi risultati. Aiuta la madre, che vede sempre più appesantita dagli anni e vuole raggiungere quella sua meta anche per lei, per darle soddisfazione, perché sa che la madre ci tiene tantissimo.

Ersandez  arriva col pick-up come tutti martedì per caricare le confezioni finite e scaricare il lavoro per i successivi 7 giorni. Stavolta però non scarica nulla. Raccoglie tutta la merce, anche quella che Dolores non ha fatto in tempo a confezionare. Si scusa, ma dice che non ci sarà più lavoro e le lascia una generosa mancia, l’equivalente di quanto avrebbe guadagnato in un mese di lavoro duro. Lei tace, le parole le si gelano in gola e non escono.


Una ragazza al 7° mese di gravidanza deve lasciare la famiglia presso la quale aveva trovato lavoro. La pancia non la può più nascondere, e crea scandalo. Viene accolta in un convento ma è maltrattata dalle suore che la considerano una poco di buono. Le fanno pesare che è solo per il figlio che porta che merita la loro assistenza. Lei è colpevole di fronte a Dio, e non merita pietà.
Quando il bambino sarà nato, verrà dato in adozione, perché non può essere lasciato ad una depravata come lei, ma ha bisogno di una vera famiglia per crescere da buon cristiano.

Anna capisce che è capitato qualcosa di grave, quando torna a casa, ma la madre sorride, e le dice che semplicemente non lavorerà più a casa, perché non ha le macchine nuove che servono ora, ma dovrà recarsi nel laboratorio, e fare i turni, probabilmente quello notturno, visto che non ha bambini piccoli da accudire come molte altre operaie. Per il resto è molto vaga, e non spiega bene tutti i particolari del suo nuovo lavoro, ma sembra tranquilla, e per il momento Anna non insiste.


Fulgencia lavora nella casa di appuntamenti, che sarebbe meglio chiamare postribolo, e si crea poco a poco una clientela affezionata. È una puttana materna, disposta ad ascoltare, si avvicina alla solitudine di molti dei clienti della casa, la comprende perché ha vissuto il dolore, e non accusa inutilmente gli altri del suo destino. Quando qualcuno la chiama in modo volgare, ma senza volontà di offenderla, sorride, e sa che va bene così.


Il poliziotto gode fama di duro, e da quando ha perso la moglie e la figlia in un incidente stradale, ormai più di 8 anni prima, ha lottato per non lasciarsi andare, aiutato da tutti i parenti, e si è buttato sul lavoro. Da quel momento ha giurato di non voler più soffrire in quel modo per una perdita, ed ha evitato ogni possibile legame affettivo. Ha iniziato a frequentare la “Casa de Amor” un anno esatto dopo l’incidente, non in modo regolare, ma due o tre volte ogni mese. Per caso ha un incontro con Fulgencia, perché la ragazza che solitamente gli interessa quel giorno non c’è. Quasi non parlano, durante il rapporto violento che Miguel impone alla donna, ma lei non protesta, lo lascia fare, ed i loro occhi sembrano capirsi e dire molto più di quello che le bocche non saprebbero esprimere.

La ragazza partorisce in infermeria. Nasce una bambina, mentre lei si aspettava un maschietto. Le monache la battezzano col nome di Anna, e non la tolgono subito alla giovane madre, come le hanno promesso, perché deve allattarla, ma una famiglia tra poco sarà pronta ad accoglierla, e la ragazza si sente morire dentro.
Una settimana esatta dopo il parto, approfittando di quello che nel frattempo ha imparato sulle abitudini delle suore, poco prima dell’alba, all’inizio di una bellissima giornata di aprile, la giovane donna fugge con la figlia neonata e poche cose raccolte in fretta. Le ricerche che le religiose faranno scattare dopo poche ore non porteranno a nessun risultato. Il confine a pochi chilometri fa desistere la polizia dal già poco impegnativo tentativo di recuperare le fuggitive dopo soli due giorni.

Anna si diploma come la migliore del suo corso, e probabilmente riuscirà ad avere un posto nel convitto, manca solo qualche formalità, qualche certificato della famiglia e potrà, l’anno dopo, frequentare il corso-tirocinio da infermiera professionale.

Fulgencia viene aggredita da un cliente nuovo, un maniaco che pretende di ferirla per gioco con un coltello durante la prestazione. Lei protesta, si difende, tenta di chiamare aiuto.
La polizia, nelle indagini svolte dopo la sua morte, stabilisce che l’assassino ha infierito a lungo sul corpo, anche quando ormai privo di vita. Poi l’uomo avrebbe tentato la fuga, ma sarebbe stato bloccato quasi subito con gli abiti ancora sporchi di sangue.

Miguel non è un poliziotto qualunque, gode fama di duro e sa come muoversi negli ambienti che frequenta. È rispettato, e quando chiede qualche favore ai colleghi o ai superiori, cosa che in verità fa molto raramente, ottiene sempre quello che desidera, perché tutti sanno che non è mai per un vantaggio personale. Stavolta però è diverso, i motivi personali ci sono. Quello che lui non avrebbe mai voluto che succedesse è capitato ancora. Ora soffre per la perdita di una donna, una che qualcuno chiamava puttana, e che, anche se adesso lei non c’è più, ha ancora bisogno di lui.

I giornali locali ignorano del tutto l’omicidio avvenuto nella “Casa de Amor”, e questo, per la verità, con grande sollievo anche delle autorità locali e della proprietaria, ma riportano la notizia dell’arresto di un omicida, mentre non si sa nulla o quasi della vittima, e il fatto viene legato all’emigrazione clandestina ed alla delinquenza che sfrutta questo traffico.

Anna viene informata a casa, il mattino stesso, di un gravissimo incidente avvenuto poco oltre confine, in un laboratorio dove la madre lavorava con turni notturni. Dolores non ha sofferto quando è stata travolta dalla caduta di una pesante macchina. È morta sul colpo. Il corpo arriverà già chiuso nella bara, e non sarà possibile vederlo. L’assicurazione della ditta provvederà ad ogni spesa.
Inoltre, a lei, come figlia ed unica erede, verrà data come indennizzo una discreta somma, tale da permetterle di completare il corso-tirocinio e farla diventare infermiera professionale.

Anna è stravolta, distrutta, ha perso la madre.
Non sa, e forse non saprà mai, che ha trovato un padre segreto, in grado di difenderla, da quel momento in poi, dai pericoli che lui conosce molto bene.


                                                                                             Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

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