Non serve tutto il tempo del mondo che cita Louis Armstrong in una delle sue canzoni che amo di più, non sarebbe neppure possibile disporne. Il nostro tempo è stato limitato, una frazione infinitesima di infinito, un battito d’ali, un attimo ormai sfuggito. Eppure anche avendone avuto di più la differenza sarebbe stata piccola una volta esaurito. Quindi sorrido, invidio chi ora festeggia i suoi cent’anni di vita condivisa con la compagna o il compagno di sempre ma solo perché avviene ora. Tra cent’anni per loro non farà alcuna differenza e noi siamo fatti per andare oltre, quindi anche un attimo basta e avanza. Qualcuno ha il coraggio di dirmi che sbaglio? Del resto che la vita non si concluda con la morte è evidente. A smentirlo abbiamo l’arte, la letteratura, i cimiteri, la storia, la memoria orale, il vento che ancora muove i fiori sugli stessi prati di allora. Saremo tutti nel vento anche se non siamo saliti col fumo di Auschwitz, saremo in alcune immagini, nelle lettere, nelle parole impresse nella mente, saremo un nome tra tanti. Appena ti incontro nuovamente ti devo portare un fiore. Ciao Viz. Penso ancora che avremmo potuto tornare tante volte a Ferrara, assieme.
Silvano C.©
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