mercoledì 20 aprile 2016

Sei tu




Immagina di nascere nel giorno di capodanno del 1886, in una famiglia povera di un piccolo paese al nord dell’Italia, e di dover iniziare da giovanissimo a mantenerti e ad aiutare i tuoi. All’inizio non puoi che fare il manovale, cioè tanta fatica per pochi soldi.
Poi, a 11 anni, vieni spinto ad emigrare in Francia e l’anno dopo in Svizzera, dove cominci a fare il muratore.

Non hai avuto tempo per studiare, quindi non hai l’istruzione che oggi ogni ragazzino ha la possibilità di ottenere, nel nostro Paese (infinitamente più benestante di quello di allora, anche se con innegabili e gravissimi problemi), ma la vita ti ha istruito nel modo più severo e tu ne hai fatto tesoro. Quando vedi che i socialisti svizzeri protestano per le condizioni alle quali sono costretti i lavoratori capisci che loro hanno ragione, su quella materia sei preparato, e cominci a seguirli, credi sino in fondo alle loro motivazioni, e all’inizio vieni persino in contatto con un giovane socialista di nome Benito Mussolini. E poi torni spesso nel tuo Paese, portando quelle stesse idee sempre con te.

Malgrado tu non abbia studiato in modo regolare, ti sei dato ugualmente da fare, ti spendi per aiutare dove serve e diventi persino un corrispondete giornalistico dalla Svizzera. Poi le cose migliorano, economicamente, e ti sposi. Smetti di fare il muratore, inizi a commerciare, ed allo scoppio della prima guerra mondiale, quando non hai ancora vent’anni, collabori con un ente governativo elvetico che si occupa di rifornimenti alimentari alla popolazione. Rientri poi in Italia, perché ormai hai due patrie, e sei sempre più impegnato, anche come amministratore locale.

Ormai però Mussolini ha seguito una strada diversa, ed i suoi seguaci ti fanno capire, a suon di botte, che in Italia non sei più gradito, quindi ripari di nuovo in Svizzera. Devi ripartire da zero, ma ci sei abituato, e le difficoltà le affronti senza lamentarti troppo. Quando arriva il 1924 sei a capo di un’impresa di costruzioni, amministri varie società e diventi segretario della sezione socialista nella tua città di adozione.

Possiedi una bella casa, una villa, e la metti a disposizione di chi è fuggito come te dall’Italia, e sostieni i tuoi connazionali esuli in tutti i modi. È così che aiuti personalità come Pietro Nenni, o come Renzo Ravenna, il discusso podestà fascista ed ebreo di Ferrara, tradito dalla sua città e dalle stesse persone nelle quali, sbagliando, aveva creduto.

Quando finisce la guerra rientri, ti fanno sindaco del paese dove sei nato, e poi, finalmente, ottieni i riconoscimenti che meriti. Hai il grande onore di essere tra i Padri Costituenti della nostra Repubblica e vieni eletto, nella prima legislatura, al Parlamento nazionale. Ora purtroppo la morte decide che hai avuto troppo, ed è arrivato il momento di andare via con lei.

Sei nato in gennaio e muori in agosto, è il 1948, hai 62 anni, una vita spesa per gli altri e per la democrazia. Tu immagina come sia possibile ricordare il prossimo 25 aprile in un modo migliore di questo, cioè ricordando con gratitudine quello che hai fatto per il nostro Paese. 
La tua memoria, Luigi, è un nostro dovere. Il mio 25 aprile, per quest’anno, sei tu.

                                                                                                        Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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