lunedì 5 agosto 2013

Sancho Panza



In questi giorni mi diletto col Don Chisciotte della Mancha, di Cervantes, che da ignorante abissale quale sono non avevo mai letto prima. La forma del testo è poco adatta ai nostri giorni, eppure, esattamente per questo motivo, conserva con onestà il riferimento al suo tempo, e, ad avere un po’ di pazienza, restituisce un mondo più che attuale.

Ogni personaggio non è solo positivo o negativo, savio o pazzo. Anche nelle persone più umili si nasconde onestà e intelligenza, e in quelle più nobili e potenti una vena di cattiveria mascherata da generosità.

Mi colpisce la figura di Sancho, lo ammetto. Nei pochi giorni che lo vedono governatore dell’isola di Barataria dimostra saggezza, pazienza, distacco dai beni materiali (a parte la fame che non nasconde mai) e assoluta onestà. Povero e senza nulla arriva al potere, povero e senza nulla lo lascia. Durante il suo “governo” è oggetto di scherni e prove da parte di chi tale governo a lui ha concesso, solo per deriderlo. Alla fine però è lui che ne esce meglio, anche in questo caso, quando cioè gli viene sottoposto questo quesito:

Riprendo fedelmente dal testo tradotto:
"Se uno passa su questo ponte da una riva all'altra, deve prima dichiarare con giuramento dove va e quel che va a fare. Se giura il vero, sia lasciato passare, ma se mente, sia impiccato sulla forca qui innalzata senza alcuna remissione”
Ora accadde una volta che un tale, invitato a giurare, giurò e disse:
"Giuro che passo di qui per andare a morire su quella forca laggiù, e non per altra ragione".
I giudici rifletterono a questo giuramento e dissero:
"Se quest'uomo lo lasciamo passare liberamente, ha giurato il falso e secondo la legge deve morire; ma se noi l'appicchiamo, siccome egli ha giurato che passava per andare a morire su quella forca, allora ha detto verità, e secondo la stessa legge, avendo giurato la verità, deve esser lasciato il libero".

Non voglio rivelare la risposta di Sancho, perché trovo sia meglio lasciar cercare di indovinarla, ammesso che non la si ricordi o non si conosca. Posso solo dire che è un paradosso interessante, dal punto di vista della logica matematica. E con questo non ho altro da aggiungere.

                                                                                     Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

2 commenti:

  1. lo lascino passare liberamente: perché sempre meglio fare del bene che del male, e questa decisione ve la darei anche corroborata colla mia firma, se sapessi scrivere. Sappiate poi che nel caso che ora mi avete esposto, io non ho parlato di mia testa, ma dietro i suggerimenti ed i precetti datimi dal mio padrone il signor don Chisciotte, la sera avanti che venissi governatore di quest'isola, poiché egli mi disse che quando la giustizia stesse in dubbio, io abbandonassi il rigore e mi appigliassi alla misericordia: ed è piaciuto a Dio che in questo momento me ne ricordassi, essendo nata occasione tale che la massima vi calza dipinta.
    (non vi si può aggiungere altro)

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