martedì 13 agosto 2013

La guerra delle previsioni meteo


Vivo in Trentino. Quasi ogni giorno o in televisione o in rete o sulla stampa leggo o sento di operatori turistici che contestano le previsioni meteorologiche, le giudicano penalizzanti ed inesatte, perché prevedono il cattivo tempo e poi, invece…
Meteotrentino è il bersaglio d’elezione di questa protesta che talvolta coinvolge pure le autorità provinciali e regionali. 
È comprensibile, sia ben chiaro, perché il Trentino e l’Alto Adige sono terre a vocazione turistica, che devono una buona parte della loro ricchezza alle bellezze ambientali sfruttate per 12 mesi all’anno dal turismo italiano ed internazionale.
Tuttavia, come sempre, voglio approfondire cosa significano e come incidono le previsioni meteo  su vari aspetti della nostra vita e come si deve intendere questa polemica. Quindi faccio due esempi tratti dalla mia esperienza personale, per iniziare a spiegarmi:
Esempio 1 - Alcuni anni fa ho organizzato, con la scuola, una gita in montagna con una guida alpina. Il progetto, pagato in parte con fondi scolatici, comprendeva lezione della guida in classe, poi uscita di un giorno in montagna, infine lezione conclusiva in classe. A circa 15 gg dall’uscita le previsioni meteo davano per quella data pioggia persistente. Ho messo in preallarme la guida. Questa mi ha assicurato che, in caso di pioggia, si poteva visitare un locale museo geologico (cioè avremmo dovuto tenere e sorvegliare per otto ore una classe di ventisette ragazzini in un paio di stanze con una raccolta di rocce). Passavano i giorni, le previsioni acquistavano sempre maggior attendibilità, e il responso era sempre pioggia. 
La guida mi spiegava che non poteva annullare l’uscita, che aveva altre attività programmate con un calendario fitto, che non avrebbe ricevuto il compenso se tale uscita non fosse stata effettuata, e che spostarla era difficile. A 7 giorni dalla mattina decisa per l’uscita le previsioni continuavano a dare pioggia e temporali. 
Io ero responsabile dei ragazzi nei confronti delle famiglie e di loro stessi,  provavo preoccupazione crescente per quella gita, sapevo che diversi di loro non erano attrezzati per la montagna e in particolare per la montagna col maltempo (le attrezzature serie costano, e non tutti se le possono e se le potevano permettere). Sarebbero saliti con scarpe inadatte, che si sarebbero inzuppate di pioggia dopo 10 minuti, non avrebbero avuto indumenti da sole e da pioggia, non si sarebbero vestiti tutti “a cipolla”, insomma, li avrei esposti al grosso rischio di ammalarsi, oppure a problemi per il mantenimento della disciplina e della sicurezza in un luogo chiuso troppo a lungo. Ho annullato l’uscita telefonando nell’ultimo momento utile alla ditta che ci forniva il pullman.  La gita è stata realizzata quasi un mese dopo, con un sole stupendo, e tutti sono tornati a casa stanchi ma allegri ed abbronzati.
Esempio 2 – L’anno scorso avevo solo pochi giorni a disposizione per una breve vacanza in Alto Adige (quest’anno non mi posso permettere neppure quelli, per problemi personali). Pensate che sia andato in giorni a caso, senza guardare le previsioni meteo? Assolutamente no. Ho scelto i giorni più favorevoli, ed ho trascorso il periodo nel modo migliore possibile, accettando ovviamente le immancabili nuvole pomeridiane con qualche goccia di pioggia che in montagna sono sempre possibili. Non ho scelto un periodo con previsioni di piogge intense e temporali.
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Un rifugio alpino, un albergo o una località turistica vivono molto male le disdette per maltempo, sono un danno economico enorme per loro. Non serve tuttavia oscurare le previsioni meteo di un sito locale. Ormai molti aprono più siti, e scoprono previsioni non tutte uguali. Alcune sono attendibili, altre meno, ma consultandone diverse e mettendole a confronto si ottiene, nel breve e medio termine, una previsione accettabilmente corretta.
Anche l’aeronautica militare del resto ha un sito pubblico che fornisce questo servizio, anche se non si spinge mai a previsioni che superino i pochi giorni.

In conclusione, oggi, le ferie sono sempre più brevi. Sono rarissimi quelli che possono permettersi un mese intero di vacanze o una casa di proprietà in località turistica e quindi naturalmente devono mettere in conto giorni belli e giorni brutti.  Chi ha solo una settimana a disposizione invece, se può, evita 3 giorni di pioggia. 
Del resto, spostandosi dal turismo in località di montagna a quello in mare, magari su una barca, si è mai sentito di qualcuno prevenuto contro le previsioni meteo che ogni navigante, anche da diporto, consulta doverosamente (spero) prima di prendere il largo?


                                                                                     Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

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