domenica 7 luglio 2013

Omaggio a Oscar Wilde

Ernesto, quanto può la pazzia esserci di aiuto?
Quanto credi invece sia utile dichiararsi sani di mente e normali, quando poi non si sa definire la normalità se non come osservanza acritica di regole?
Eppure vedi bene cosa succede, lo vedi anche tu, che non ti interessi di matematica e di statistiche, come nessuno possa dirsi sano al 100%, o parimenti malato al 100%.
Io non riesco, neppure nel peggiore idiota, a non trovare una goccia di saggezza o di giustizia, ché a ben pensarci è la grandezza dell’essere umano. A volte credo che tu abbia capito ben prima di quanto lasci intendere, e mi fai parlare a vuoto.
Tu associ all’amicizia un valore relativo, mai assoluto. Io invece passo da un estremo all’altro, nell’arco della stessa giornata magari, e tendo a dare giudizi lapidari anche su questa grandezza e debolezza del nostro animo.
Mi spiace per i giovani che soffrono pene indicibili, e che solo col tempo vedranno quanto queste fossero solo fantasmi. Il coraggio però lo ammiro, anche il coraggio di sbagliare, di compiere gesti osceni o meschini, di sprofondare nel buio più profondo, sino a rischiare di perdersi irrimediabilmente. Allo stesso tempo però, e mi è difficile spiegare questa incongruenza, giudico stolto il buttar via sé stessi, non avere davanti un disegno, una meta precisa che giustifichi anche la peggiore aberrazione, come se fosse un filo di Arianna, una sottile linea che separa pazzia buona da pazzia cattiva.
Forse un modo per distinguere è la buona fede, Ernesto, o forse l’onestà.

Immagine: Wikimedia Commons

                                                                                Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti offensivi o spam saranno cancellati. Grazie della comprensione.

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana