giovedì 22 maggio 2025

Piccole città

Non sono città come le altre ma non sono invisibili.

Dentro c'è vita? In alcuni momenti certamente. Hanno mura e cancelli e porte, a loro modo si difendono.

Alcune sono enormi, monumentali, esistono da secoli, altre sono più piccole, periferiche, modeste. Non mancano quasi mai della loro dignità e alcune vantano una storia illustre.

Hanno le loro chiese, che città sarebbero altrimenti?

Le frequento da sempre, mi affascinano, alcune più di altre, e talvolta vi incontro le stesse persone.

Vi trovo gatti, pare che vi si sentano a loro agio. E tra gli alberi non mancano tanti uccelli.

Alcune hanno zone che sono veri e propri giardini.

E poi, anche se Totò scrisse diversamente, alcuni residenti hanno enormi palazzi mentre altri si accontentano di sistemazioni più semplici, anche simili ai comuni condomini. Certi desiderano essere dimenticati e preferiscono non farsi trovare più, come se fossero spariti per sempre, forse hanno ragione, non so dirlo.

Questi cimiteri che a volte mi sembrano città ognuno li frequenta o li ignora secondo proprie scelte, e tutti hanno ragione. Per quanto mi riguarda io vengo a trovarti, anche se so che non sei lì. È che mi manca il tuo sorriso, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 21 maggio 2025

Un filo di fumo

Poche cose, tre, piccole e senza importanza, per molti.

Vicino a casa nostra è parcheggiato un vecchio furgone camperizzato, sono due giorni che lo vedo, e mi fa tenerezza e invidia. Sembra un piccolo pulmino, con evidenti segni del tempo, un camino cortissimo che spunta da sopra che sembra quello di una baita, solo senza la copertura. E i finestrini oscurati o con tendine, quindi non si vede l’interno e neppure ho curiosato troppo. È un veicolo vissuto, non so chi siano i proprietari, la targa è italiana, ed è tutto quello che so e vedo.

Dall’altro lato del torrente ci sono quattro pini, belli, alti, quando ci passo sotto avverto il loro odore. Gli aghi sparsi per terra mi ricordano luoghi di vacanza che vissi da solo o con altri e che, molti, vissi con te. Nostalgia.

E poi forse la cosa più importante. Mi sono ritrovato a seguire per alcuni metri un uomo che aveva acceso una sigaretta e fumava. Un tempo mi sarei spostato infastidito. Stavolta l’ho seguito, quel filo di fumo, e la mente è partita seguire i suoi pensieri. Mi manca il tuo sorriso, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 20 maggio 2025

Un motivo per vivere

A volte amo il vento, quello che soffia forte ma non crea veri danni, sposta le cartacce lasciate per strada ma non è colpa sua se queste vanno in giro dove non dovrebbero. Il vento che fa muovere i rami con le foglie, che costringe a chiudere le tende da sole perché non vengano strappate, che fa un po' timore visto che non è controllabile. Il vento che non permette di stendersi in spiaggia perché fa arrivare la sabbia negli occhi, e che porta via certi pensieri sostituendoli con altri. Prima di cambiare gli infissi ricordi come soffiava attraverso le finestre e i cassonetti delle serrande? Ora li ho cambiati, tu non li hai visti, ma ora il vento che soffia resta fuori, e un po' mi spiace. Era meglio quando tu stavi qui e i serramenti erano da sostituire. Tu eri uno dei miei motivi, uno dei principali. Ora mi resta solo lui, che era anche uno dei tuoi motivi, il principale di entrambi. Sino a quando onorerò questo impegno? Non lo so, aspetto che il vento magari me lo suggerisca o, meglio, mi porti pensieri allegri. Mi manca il tuo sorriso, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 19 maggio 2025

PrendiLaPizzaAlVolo

Non è facile, capita di rado, ma succede di scegliere chi ci ha già scelto, e allora le prospettive sembrano cambiare, tutte. Non è vero ovviamente, perché il mondo non s’interessa di quello che vive un singolo, il mondo ragiona e decide a modo suo, per massimi sistemi, quindi le prospettive generali non cambiano e la visione comune non ne viene influenzata, ma per chi ne è personalmente toccato sembra un cambiamento epocale, e lo è. Il mondo intanto cambia di suo, indipendentemente, il mondo vivo cambia perché la sua essenza è il mutamento stesso. Sarebbe facile se cercando il giornalaio quello si trovasse dove lo si ricorda, se in piazza esistesse ancora il ferramenta nella bottega mai cambiata da quanto è stata aperta, nel 1925, oppure che la drogheria vendesse ancora il riso sfuso, ma al suo posto c’è una lavanderia a gettoni. Anche la trattoria ha chiuso da tempo, basta piatti poveri e tradizionali serviti col vino della casa, ora scintilla di luci abbaglianti il nuovissimo PrendiLaPizzaAlVolo. Quindi non è facile, niente è facile, neppure per chi si adegua al cambiamento e tenta di anticiparlo rischiando il fallimento. So che quello che ti dico è confuso, ma tu capisci dove intendo arrivare, sai che io odio i mutamenti. Ciao Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 18 maggio 2025

gli ultimi

Non esiste modo per non farsi dimenticare. So che qualcuno diventa noto e mantiene la sua fama a lungo, per anni, decenni, secoli e addirittura millenni, dopo la sua morte. Ma questo non è essere ricordati, è altro, è diventare parte della cultura, della storia, dell’arte, dello sport, solo questo. Mantenere viva la memoria di una persona lo può fare solo chi l’ha conosciuta, chi ci ha discusso o litigato, chi l’ha amata o forse anche odiata, chi ne ha ricevuto parole giuste quando servivano, chi ha regalato a quella persona parte del suo tempo. Tutti gli altri, quelli che ne conosceranno in parte la vita attraverso quanto ha fatto, non potranno mai ricordare veramente, ne avranno solo l’impressione, si sentiranno vicini a un’idea personale che se ne sono fatti e che non corrisponderà mai ai magnifici e fantastici difetti e contraddizioni che sono stati la sua vita vera. È inutile, saremo tutti scordati quando moriranno gli ultimi. Ciao Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 17 maggio 2025

Ma se ti vedo ti riconosco?

Nella confusione prodotta da pensieri distorti perdo il senso comune, il buon senso lascia posto a costruzioni di fantasia che non trovano spazio nella realtà di tutti gli altri, l’unica realtà possibile. E le spiegazioni, le rassicurazioni, le condivisioni, non mi portano la pace sperata. Che poi la pace è ora ma la distinguerò domani, quando sarà superata. Sembra che le cose peggiorino ogni giorno che passa, ma è colpa dei miei occhiali con lenti deformanti. Quello che vedo io non lo vedono tutti, eppure gli altri non sono ciechi, pure loro vedono, forse meglio di me. Mi manca una tua dritta, o una cena con te dove dico io, dove assieme non siamo mai andati. Ciao Viz.

                                                                   Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 16 maggio 2025

voglio l’impossibile

Ti direi mille cose ma tento di non pensare. Le novità le conosci, quindi quelle non è necessario ripeterle. Andrei al cinema ma solo in quella sala che è stata chiusa. Vorrei cose che non avrò mai e che in fondo neppure m’interessano. Mi organizzo e fuggo dalle persone, quando invece dovrei cercarle. Continuo a sbagliare in questo, sono irrecuperabile. Il passato, ormai l’ho capito, non torna, e malgrado questo ci vivo dentro senza uscirne. Ciao Viz. Mandami un sorriso.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 15 maggio 2025

Promesse

Mai farle se poi non potrai mantenerle, meglio non illudere nessuno. Evita di dare speranze o anche solo attese. Se sarai spinto a farlo, sii moderato, non ripeterlo, inserisci elementi di dubbio che facciano capire la tua disponibilità ma anche la difficoltà di realizzare quanto desiderato o sperato. Non ferire neppure per evitare di non illudere, occorre dire con gentilezza, far capire con gli occhi magari, o con un gesto, questo è meglio di niente. E poi, chi vivrà vedrà. Vedrà quanto sei stato sincero e te ne renderà ragione, oppure di te manterrà un’immagine che non avresti voluto dare. Non essere come un bocciolo di rosa di plastica.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 12 maggio 2025

Con dolcezza

Trovare funghi chiodini, quando la stagione è giusta e si arriva nel posto adatto, è facile. Anche riconoscerli è semplice, riusciva pure a noi, ricordi? Il problema si propose una volta tornati a casa, quando ci rendemmo conto che in qualche modo andavano conservati e non era possibile consumarli tutti subito, né si potevano regalare a chi non era interessato. Ci ritrovammo così coinvolti nell’impresa di metterli sott'olio, seguendo una ricetta che ci avevano consigliato, e fu il lavoro di giorni. Alla fine, almeno io, avevo perduto l’interesse per questi funghi, e anche il desiderio di andar per boschi a cercarli. Ricordo con maggior piacere invece la marmellata che produssi in quantità industriale con le famose susine di Dro oppure con le mele Cotogne. Per le susine la preparazione era facile, un po' meno per le mele. E le enormi pentole sul fuoco, messe a bollire e concentrare i frutti sino ad arrivare alla conserva, e le aggiunte di zucchero, e il borbottare con gli schizzi, e poi il travaso del prodotto finito in vasi di diverse dimensioni. Un numero notevole di barattoli di marmellata che poi finiva nelle crostate che preparavo allora oppure diventava un’occasione per fare un regalo a qualcuno, un regalo fatto con dolcezza. Ciao, Viz. Erano i nostri anni a Riva del Garda.

                                                                   Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 11 maggio 2025

Si, viaggiare

Stamane sono uscito, un breve giro attorno a casa, nulla di particolare né di nuovo. La statale era intasata dal traffico. Tutti in colonna per un intervento dei vigili del fuoco, non ne conosco il motivo, probabile che qualche mezzo abbia versato materiale sulla carreggiata. Non eravamo in viaggio assieme per andare in gita domenicale o per andare in vacanza. Viaggio sempre meno, credo di aver viaggiato a sufficienza, di aver già dato. Assieme era una cosa diversa, ma anche con te era faticoso e costoso, tuttavia bello. Ora mi manca questa bellezza. Quando raramente parto penso al ritorno. Appena arrivo alla meta mi adatto ma poi vorrei tornare. Ho già viaggiato, sento sempre più la fatica del viaggio e non il piacere, il tempo cambia la prospettiva delle cose, un po' come il sole cambia le ombre, le allunga mentre cala. Le allunga sino a farle sparire nell’oscurità crescente della sera che diventa notte. Così anche i viaggi, che per una vita ho mitizzato, che per anni e anni abbiamo realizzato, abbiamo programmato e sognato. Succede, il mondo va avanti e io mi sto stancando di seguirlo ovunque. Ciao, Viz. Sono in movimento in modo diverso, sai che non resto fermo, ma…

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 10 maggio 2025

Un errore

Ho rimosso perché così succede. Ed ora non so quello che effettivamente facemmo, se fu tutto, se fu sufficiente o fu solo tentato. Sono sommerso da dubbi, adesso che mi ritrovo a percorrere una strada simile, e penso di agire facendo tesoro di quello che imparammo a tue spese. Ma se è così, in cosa sbagliammo, cosa lasciammo di intentato, dove sbattemmo inutilmente la testa senza arrivare alla decisione se non tardivamente? Mi potresti dire che è inutile farsi male ripensando al passato. Ma il passato è la sola certezza, non è possibile che anche questa vacilli e diventi dubbio. Forse nessuno ci consigliò correttamente, forse fummo ingenui, forse mi fidai di te e tu ti fidasti di me, ma dove sbagliammo? Un errore deve esserci stato, nei tempi, nelle procedure, nella prevenzione, nella sfortuna, nella fretta e nella lentezza, un errore c’è stato. E non posso più farci nulla. Ciao, Viz. Sono assalito da sempre nuovi dubbi.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 9 maggio 2025

doni

A volte i doni che ho fatto si vendicano. Sono quasi certo di non aver colpe, di non aver sbagliato. E allora perché? Se ho regalato ai miei piccole fotografie di nostro figlio quando stava crescendo a loro facevano piacere. Se le ponevo in cornicette di argento era giusto. Loro lo meritavano. Anche le cartoline che abbiamo spedito, negli anni, durante i nostri viaggi e che in parte hanno conservato. Poi loro se ne sono andati, prima mia madre e tempo dopo mio padre, la casa è rimasta a lungo vuota infine è stata venduta. E quei regali, quelle cartoline, li ho recuperati, ora sono a casa mia. Quando li vedo il pensiero arriva alla tristezza, non all’allegria di quei momenti di anni fa. Anche nostro figlio del resto è cresciuto, dovresti vederlo, non è più quello di allora. Dei regali fatti ad altre persone non so cosa dire, di molti di questi non so nulla, magari sono piaciuti, forse no, ma non mi sono in alcun modo tornati indietro se non con segni di riconoscenza. I regali che ho fatto a te, invece, quelli destinati a durare, quelli sono pietre miliari, sono muri solidi, sono immagini e sogni e memoria. E quando li rivedo, perché li rivedo, mi fanno male. Conservo tra i tanti un libro ancora con la confezione regalo, che non ho fatto in tempo a darti, lo tenevo in serbo, e tu sei partita prima che arrivasse l’occasione. Ecco, alcuni doni in qualche modo si vendicano, si fanno pagare più volte, richiedono ciò che facendoli non ci si aspettava di dover sostenere. Certi doni sono un’assunzione di responsabilità, sono per sempre, per il mio sempre. Ciao Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 8 maggio 2025

Rosa è una rosa è una rosa è una rosa

Sono fiorite, e non sono rosa ma rosse

Hanno aspettato quasi un anno, e mesi fa avevo potato la pianta

Sono al loro posto, finché ci saranno

Non è sicuro che ci resteranno, a volte qualcuno ruba le rose

Non me la prendo coi ladri di rose, anch’io ho rubato rose

Se capiterà, forse non capiterà, mi dispiacerà

E intanto maggio avanza a passo di carica, con le rose rosse e le rose rosa

Ciao Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 7 maggio 2025

Fumi?

Quanti pacchetti di sigarette comprai tentando di imparare a fumare? Non tantissimi, certo, ma ci provai veramente e seriamente. Comprai le marche che allora mi sembrava fumassero gli amici, poi ne provai altre per vedere se non fossi portato per queste, ma invano. Il fumo non lo sapevo aspirare, tossivo e mi lacrimavano gli occhi. Tentai di fumare nelle nebbie dei miei anni a Porotto, sicuro che nessuno avrebbe visto. Poi lasciai perdere. Capisco quando non sono portato per qualcosa e passo ad altro. Non me ne sentii sminuito anche se l’obiettivo iniziale era stato quello di essere come gli altri che fumavano. Del resto, oltre non imparare mai a fumare, non imparai neppure a giocare a calcio, e per questo mi presero in giro a lungo, sino a quando non me ne preoccupai più. Quando le vissi come mie caratteristiche e non come limiti, bastò. Magari fosse stato possibile accettare così tanti veri difetti e poi superarli, ma nessuno è perfetto, l’ho capito. Ciao Viz. Mi manca da morire l’odore delle tue sigarette, e ricordo i momenti nei quali ti vedevo, da fuori, mentre stavi fumando sul balcone.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 6 maggio 2025

Variabilità

Alcuni fortunati vivono con chi amano, continuando ad amarli, per lunghissimi anni, e quando arriva la fine se ne vanno vicini, senza stare troppo da soli, ché ormai di restare non ne avrebbero neppure molto desiderio. Altri non stanno assieme mai, non si sono mai incontrati e non sapranno mai cosa avrebbe potuto significare quella vita vissuta diversamente. I casi sono talmente tanti che posso solo pensare a chi ho conosciuto e conosco, a come hanno vissuto con le persone a loro vicine. Sicuramente quello che ho visto dall’esterno è solo una rappresentazione del reale, posso pensare col mio metro di giudizio ma non raggiungere la realtà. Quella mi è nascosta dai limiti che conservo gelosamente. Tu mi spiegavi che chi si vantava molto di alcune cose semplicemente mentiva, o era reticente. La vita è strana, alla fine. Ciao Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 5 maggio 2025

Il tempo fugge

Per molti anni sono stato un falegname, ho usato un tornio, una sega a nastro, ho utilizzato legno massello e multistrato marino e nobilitato bianco, ho costruito piccole scatole in legno di ulivo, piccoli mobili che ho regalato, scatole in legno per ruote da pattinaggio su strada, e anche una bottega che si trasformava in teatro per la scuola materna che frequentava mio figlio, che infatti pensava fossi effettivamente un falegname. Avevo fornitori che mi tagliavano pezzi con una precisione millimetrica, che poi hanno chiuso. Mi sono allora recato in un centro commerciale per farmi tagliare qualche tavola ma lavorano da incompetenti, ed ho lasciato perdere. Ho attrezzature che mi hanno permesso di costruire pensili da cucina e altri mobiletti, ma so che è stato un lavoro frettoloso, che non durerà. In precedenza avevo costruito una grande libreria a parete intera, e ci avevo lavorato prima di perdere tempo in rete quando la rete ancora non c’era. Fare il falegname vero non è facile, io l’ho fatto in modo amatoriale, e so che un lavoro ben fatto costa tempo e attenzione. So tante cose, e il tempo fugge. Ciao Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 4 maggio 2025

ardesia sopra la testa

Voglio una casa col tetto in ardesia e le mura in selce, spesse. Attorno prati verdi, qualche albero e un piccolo orto. Non lontano un bosco dove far legna per scaldarci usando il camino. Le stanze piccole, basse, e distribuite su due piani. Una grande cucina con un tavolo al centro, e molte sedie. E stanze per gli ospiti, diverse stanze solo per loro. Tutti devono poter venire a casa nostra, godere della vista sulle colline attorno sia col sole sia con la pioggia. La vicinanza al mare non è importante, conta la vicinanza con le persone che col tempo abbiamo perduto. Contano cose che davo per scontate e che non sapevo sarebbero mancate, non solo per colpa mia anche se ho contribuito. In casa alcuni gatti, che entrano ed escono come vogliono, e qualche cane discreto. Dov’è questa casa non lo so, tanto non l’avrò mai, mi basta descriverla e parlarne un po' per sentirmi meglio. A volte mi capita di leggere di villaggi con case così, lontane dai luoghi che solitamente abbiamo frequentato. Capita pure questo. Ciao Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 3 maggio 2025

Amore e sapore

Per molto tempo ho cercato di riprodurre esattamente quel sapore che mia nonna sapeva dare ad alcuni piatti, ma non sono mai riuscito a farlo pienamente. Li ho imitati, mai eguagliati. E si trattava di piatti semplici, cucinati secondo la sapienza contadina e povera di casa mia di quando ero piccolo. E allora neppure apprezzavo quello che lei cucinava dedicandovi tempo, mi sembrava fosse del tutto normale che alcuni piatti avessero quell’aspetto, quella consistenza, quel sapore, non capivo il lavoro che li aveva prodotti, anche quello mi sembrava normale, dovuto. E poi mi venne presto il desiderio di sperimentare, di cucinare novità, di imitare quello che avevo visto e assaggiato fuori casa. Invidiavo le altre cucine, a volte, come se quella di casa non fosse all’altezza. E ora, che quel tempo lo rivorrei indietro per riparare ai miei atteggiamenti di allora, la faccenda è fuori dalla mia portata. Mia nonna cucinava con amore, e purtroppo non è ha ricevuto a sufficienza quando era in vita, anche se a modo mio posso dire di averla amata. Non abbastanza, certo, e anche da codardo, ma l’ho amata, e mi manca. Ciao, Viz. Tu l’hai conosciuta, e sai quello che ora penso di quegli anni.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 1 maggio 2025

Ma ti ricordi…

Le prime volte ascoltavo poi subentrava altro, ascoltavo meno insomma, prestavo minor attenzione a quanto mi veniva detto. Ripenso in questo caso a quanto mi ripetevano a volte i miei. Avevo l’idea che in ogni momento avrei potuto risentire quanto mi stavano dicendo. La vendetta del tempo però è arrivata inesorabile, senza alcuna fretta ma certa, una delle poche certezze della vita, come la morte. Quello che ho ascoltato con leggerezza, senza dargli importanza, mi ritorna in modo prepotente adesso e vuole tutta l’attenzione sapendo perfidamente che nessuno potrà più soddisfare le mie curiosità e risolvermi i dubbi. E lo stesso succede già alle mie memorie. Ormai ci sono casi nei quali non posso più dire con nessuno ma ti ricordi di…? riferito a qualcosa di avvenuto con chi ormai non c’è più. Magari quella semplice stupidaggine, che era patrimonio comune, rimane una proprietà privata indivisibile e invisibile, destinata a sparire. E provo rabbia e disorientamento. Non ha più alcuna importanza che ancora ricordi alcune cose fatte assieme, non è giusto che le racconti, non ha senso, non interessa, sono sparite e non posso più parlarne. Tu non puoi più rispondermi aggiungendovi particolari che non ricordavo. La cattiveria della realtà è questa, e magari qualcuno dirà che occorre sempre essere ottimisti e guardare avanti. Avanti sino alla fine però, non oltre. Quello non è concesso. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 30 aprile 2025

Quanto costa?

Domanda difficile, a volte non si vorrebbe rispondere. Quanto costa un sorriso, più o meno di una giornata al mare? E quanto costa far sorridere gli altri invece? Del costo potrei tacere, ma il valore resta enorme. Certo che a volte sono stronzo a tenere sempre il muso tirato, a pensare solo ai fatti miei e a quello che mi gira storto. Tu non eri così, e io non sarò mai come te, me ne devo fare una ragione ma non ne devo approfittare per giustificarmi. Ripenso a quante volte mi hai salvato dai tuoi pensieri per non farmeli pesare, alcune di quelle volte le ho realizzate solo dopo, alcune probabilmente mai. Sai di cosa parlo. Col tempo ho imparato un po' a mentire nel modo giusto, non per mio vantaggio diretto cioè. E ho imparato che a volte posso regalare una moneta dimenticando che sono tirchio. Il costo è irrilevante, alla fine. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 29 aprile 2025

Era il cane di tuo padre

Quando vidi Tommy la prima volta era giovane e, pur non amando particolarmente i cani, ricordo che mi divertivo a portarlo in giro, a Carpi. Così facemmo amicizia, e quando si tornava a casa dei tuoi la sua presenza ne era un completamento. Mi raccontaste che una volta, visto che a lui piaceva andare in giro con tuo padre e che lo accompagnava sempre quando usciva in auto, trovò la portiera aperta e lui ci si infilò, pensando di uscire presto. Invece la portiera venne chiusa, la porta del garage anche e nessuno per un paio di ore pensò a Tommy. Poi si iniziò a cercarlo, ma non si trovava. Si chiamò a lungo, si uscì in strada per vedere se era rimasto fuori dal cancello, nulla. Fu solo molto ma molto più tardi che, entrando in garage, ci si rese conto che era rimasto chiuso in auto. Appena aperta la portiera uscì di corsa e andò in giardino, l’aveva tenuta per tutto il tempo e non ce la faceva più. Ho una foto nella quale lo tengo in braccio, eravamo tutti molto più giovani. Forse io ero pure bello, non lo so. Negli ultimi tempi, quando Tommy cominciò ad invecchiare, anche tuo padre iniziò a dire che ormai, per lui, era ormai finita. E ricordo che tutti voi lo prendevate in giro. Non era finita, non ancora. Tommy venne accompagnato alla sua fine e tuo padre sopportò la cosa ma ne rimase colpito. Non disse più che per lui era finita, ma fu peggio, perché iniziò a pensarlo veramente e a non confessarlo. Come poi andarono le cose è noto, nulla è per sempre, neppure il dolore per chi è partito. Ciao, Viz. Nei miei progetti io dovevo andarmene prima di te, ma, anche in questo caso, nulla rispetta mai i progetti che si sono fatti.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 28 aprile 2025

Far senza

Servono limiti, esterni o interni. E occorre lasciar andare. La cosa che mi riesce difficile è staccarmi dalle cose, sulle quali mantengo la possibilità di scelta. Con le persone è diverso perché supera le mie possibilità. Le persone restano o se ne vanno, a volte si perdono e non c’è nulla da fare. Le cose che conservo ricordano solo a me, a nessun altro, alcuni fatti, alcune persone. Hanno cioè valore per me, un grande valore, mentre per gli altri sono poco più di nulla, e non posso neppure immaginare di venderle. Chi le comprerebbe? Neppure regalarle avrebbe senso. Qualcuno si offenderebbe. Sul far senza devo ancora lavorarci. Ciao, Viz.  

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 27 aprile 2025

La fortuna di viaggiare

C’è stato il tempo per viaggiare e, nel viaggio, avere giorni nei quali perdere il senso della realtà e della contingenza. Essere stranieri e anonimi ci ha permesso di diventare quasi invisibili, senza avere il nostro viso associato a esperienze vissute da chi incontravamo. E le stesse persone incontrate venivano dimenticate poco dopo, in un gioco reciproco di cancellazioni. In questo genere di viaggiare si passa davanti a vetrine di ogni genere, si trovano piazze e vicoli, si entra in musei, si scattano foto, si assaggiano cibi particolari che a loro volta richiamano viaggi passati o si fissano per essere riferimenti nel futuro. Si trova il sole e si trova la pioggia, capitano smarrimenti, si riparano le cose rotte, a volte si deve anche riparare l’auto. La lingua madre conosciuta da bambini in parte rimane privata, gli altri si esprimono diversamente ma con loro ci si intende in mille altri modi, si ricorda senza rimpiangere. Noi sapevamo che era una bolla, che poi ne saremmo usciti, che gli impegni e i legami e i doveri sarebbero tornati, ma eravamo in missione per conto della vita, avevamo la licenza di essere altri, potevamo disporre diversamente anche se brevemente del nostro tempo. L’esistenza che procede secondo un suo disegno e che non possiamo sfogliare in avanti per vedere cosa succede dopo, anche solo poche ore dopo, sembrava sospesa. È stato così, quel tempo lo abbiamo avuto e non per tutti è avvenuto così. Siamo stati fortunati. Ciao, Viz.  

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 26 aprile 2025

È stato un onore

Quella frase non posso esprimerla, anche se mi farebbe piacere. Non ne sono degno e lui non è mai stato un personaggio famoso per nessuno, eppure, nel nostro piccolo, vorrei dire qualcosa di simile. A me ha fatto piacere fargli vedere il Trentino, prima a Levico, in Valsugana, poi a Riva del Garda. Ha visto così ambienti che non conosceva. Prima aveva viaggiato pochissimo, e la prima volta, in Valsugana, si è stupito di come alcuni potessero vivere in paesi aggrappati alle montagne. Per un trentino è incredibile del resto che qualcuno possa vivere in un piccolo paese di pianura senza nulla attorno e senza montagne come punti di riferimento. La conoscenza del mondo è per sua natura imperfetta, mi viene da pensare. Quello stesso anno, a Levico, un amico che allora possedeva una cinepresa, lo ha anche ripreso. Qualche tempo dopo la sua morte ho voluto rivedere quei pochi minuti di filmato in bianco e nero, e mi ha fatto male. L’ultima volta che venne a Riva del Garda già non si sentiva bene e una volta uscì di casa, mentre ero al lavoro, e poi perse l’orientamento. Lo trovammo solo un po' di tempo dopo, tutti spaventati, pure lui. Credo di avergli restituito pochissimo di quello che lui mi aveva dato, il minimo, e se non avessi fatto neppure quello ora me ne pentirei. Almeno in questo ora non è tardi. Ciao, Viz.  

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 25 aprile 2025

Su mia madre

È un piccolo crocifisso con acquasantiera. Piccolo, da appendere al muro, in metallo. Non credo sia particolarmente prezioso ma sicuramente è abbastanza antico. Ora mia madre non può più aggiungere particolari alla storia che mi raccontò su quel piccolo oggetto. A quanto posso ricordare lo ebbe in dono da un soldato tedesco isolato e in fuga verso la Germania, quando ormai la guerra stava per finire. Lei lo aiutò a salvarsi la vita, forse gli diede qualcosa da mangiare, non saprei dire di più. Forse quel piccolo oggetto era stato rubato dal soldato in fuga, difficile immaginare che un militare porti con sé una cosa simile. Poi cosa avvenne veramente non saprei dirlo, e pure la mia memoria non può andare oltre. Sono nato quattro anni dopo la fine della guerra e, in vita mia, non sono mai stato mandato al fronte. Da quando mia madre se ne è andata quel crocifisso è arrivato a casa mia, ci sono legato, l’ho sempre visto in casa dei miei anche se i miei non sono mai stati osservanti. La storia piccola sfiora quella grande, e i fatti veri che legano gli avvenimenti col tempo sono destinati ad essere scordati. Restano alcuni oggetti che, a chi vuole cercare, offrono qualche motivo di curiosità o di affetto. Mi sembra un motivo adatto per ricordare mia madre, con la quale non ho mai avuto un rapporto facile, lo ammetto, ma che è stata mia madre, mi ha amato e io, probabilmente, non l'ho amata abbastanza. Ed ora è tardi. Ciao, Viz.  

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 24 aprile 2025

La vita osservata da due finestre

Negli anni sono avvenute cose, molte cose. Dalle nostre finestre rivolte a ovest vedo il parcheggio quattro piani più sotto, un piazzale che secondo alcuni progetti mai realizzati avrebbe dovuto diventare verde privato, un giardino condominiale. Due fallimenti in successione hanno fatto naufragare tutto, e anche noi abbiamo rischiato di rimetterci l’appartamento limitandoci solo a perdere una quantità notevole di denaro guadagnandoci in compenso anni di paure, quando nostro figlio era piccolissimo. Le vicende giudiziarie e le occupazioni abusive hanno permesso ai giornali locali di scrivere articoli sulla vicenda e ora quelle pagine un po' ingiallite stanno in piccole valigette, con altra documentazione storica che dovrei decidermi a buttare, ma per ora rimando. Il piazzale sotto le nostre finestre, nel corso degli anni, ha visto passare di tutto. Il supermercato che ha avuto la proprietà del piazzale, da usare come suo parcheggio, col tempo è stato sostituito da un discount di una nota catena italiana. E diversi anni fa al suo posto è arrivato un grande emporio gestito da cinesi che praticamente, alimentari a parte, vende ogni altra cosa. Nel grande parcheggio ho visto gonfiare una specie di castello con scivolo, che è stato montato per alcuni anni di seguito, per brevi periodi. Ho visto piccoli incidenti, l’arrivo di un’autoscala dei vigili del fuoco per salvare un vicino altrimenti intrasportabile, vari gatti aspettare alla solita ora il gattaro con un piatto pieno, liti tra nomadi e anche qualche festa della birra e altre manifestazioni. Abbiamo subito furti alle auto, ci sono stati momenti di ressa nel parcheggio dovute a offerte imperdibili, e per vari anni, il sabato, arrivava un furgone-rosticceria dal quale avevamo iniziato a servirci, trovando così il pranzo pronto quando tornavamo a casa alla fine della settimana. E poi abbiamo guardato altre cose, tante, come qualcuno che dormiva in auto, chi faceva scoppiare petardi appena comprati dai cinesi, altri che si fermavano in auto imbottigliando qualche malcapitato. Un mondo diverso ogni giorno quasi senza uscire di casa, insomma. Ciao, Viz. Anche per te era così.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 23 aprile 2025

Non ci vedremo più

Trattenere le immagini non serve allo scopo, al limite fa male. Le immagini delle persone amate o delle cose legate a quelle persone sono una zavorra inutile se si pensa possano riportare chi non c’è più. Le stesse cose diventano prive di senso, anche se tendo a conservare persino gli scontrini. E andare nei cimiteri dove non c’è nessuno ad aspettare è la somma dell’insieme del totale delle illusioni stupide, se queste visite partono da un assunto erroneo. Continuo a sbagliare, è evidente. Non ci vedremo mai più, e anche se avverrà non ci riconosceremo in queste nostre tre o quattro povere dimensioni. Ad esempio io sarò quello giovane o quello vecchio, l’allegro o il tristo, quello capace di generosità o piuttosto il meschino che si vergogna a confessare ogni cosa? E gli altri come potrebbero essere, in quale età della loro vita passata? Domande senza una possibile risposta logica, noi non ci vedremo più in questa vita, e su quello che avverrà dopo non ne ho la più pallida idea. Magari sarà nulla. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 22 aprile 2025

Partenze, certezze e incertezze

Mi piacerebbe tornare al Cangrande, a Verona. E perché non ci vai? Perché quello che dico io è stato chiuso molti anni fa, non esiste più. Molti dei miei luoghi di Verona, negli anni, sono spariti. Eppure quando ci andavo, o ci andavamo assieme, non pensavo che questo sarebbe avvenuto. Quegli spazi ora ospitano altre attività, nulla resta mai per sempre in una città che vive, lo so, l’ho capito. Anche a Ferrara mi piacerebbe andare con te in quel ristorante dove andai molto prima di conoscerti, prima di lasciare la città. Vi entrai solo un paio di volte e ricordo che servivano un risotto che mi è rimasto impresso. Lì vicino abitava anche mia zia, che pochi anni prima era stata investita da un’auto pirata e così se n’era andata prima del tempo. Si chiamava Giorgia, e sorrideva sempre. Mi aveva anche regalato un piccolo braccialetto in argento per la mia comunione, e lo conservo. Lo zio Martino invece non mi interessa, non è mio zio malgrado il nome e non so di chi sia parente. Magari quel piccolo lido al quale ha dato il suo nome esiste ancora, non lo so, ma non voglio tornare dove ho legato bei ricordi sapendo con certezza che tutto è stato cambiato. E non andrò più in viaggio con Licia, perché lei è partita ormai quasi un anno fa. Anche Sandro è partito, e non potrà più parlare di puzzette con nostro figlio facendolo ridere, ma nostro figlio, che lo ricorda con affetto, è cresciuto. Anche tu sei partita, lo so, e fingo di scordarlo. Magari lo scorderò, prima o poi, chi lo sa. È la vita, ed è imprevedibile. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 21 aprile 2025

Montagne russe

Mi sono alzato e, alla prima luce del giorno dopo aver aperto la finestra, i pensieri della notte hanno iniziato ad allontanarsi. Ho anche pensato se non fosse il caso di inventarci una storia, che di inventato non avrebbe avuto molto essendo solo frutto della quasi puntuale trascrizione di un sogno. In realtà poi ho rinunciato e ora è tardi, ho quasi scordato tutto. La realtà del resto non ha bisogno di inventare, semplicemente è. In certi momenti sono di umore accettabile, in altri è meglio lasciarmi perdere e tento di controllare le mie reazioni. Col tempo che passa ci riesco di più, so che se mi lascio andare posso solo far danni. E nel corso degli anni ho attraversato periodi belli e altri meno belli. Nulla di diverso da quanto immagino vissuto da tutti, anche se con altre esperienze. Pochissime volte sono stato sulle montagne russe, e ho smesso quando ho capito che quel tipo di attrazione da luna park non fa per me, mi scombussola inutilmente. Sulle montagne russe della vita tuttavia sono salito, ancora salgo poi scendo, curvo bruscamente e poi di nuovo precipito. Quel tipo di giostra non lo manovro io, semplicemente sono su uno dei suoi vagoncini, seguo quelli che mi precedono e precedo quelli che mi seguono. È la vita. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 20 aprile 2025

Libri mai troppo complessi

Quando leggo un romanzo, qualsiasi romanzo, non conta se m'interrompo nella lettura né quanto tempo impiego a finirlo. Magari è diverso se per qualche motivo non arrivo alla fine, ma se arrivo sino in fondo le vicende che vi sono descritte non vengono influenzate dai miei tempi. Quel libro è autoreferenziale, non ha bisogno del mio apporto, e quelle vicende sono così e basta, ciò che ne penso io non vale nulla. Immagino che in una vita ideale anche il comportamento mio e degli altri potrebbe avere questa caratteristica e disinteressarsi del giudizio esterno ma essere vincolato solo da una sua coerenza interna. Tuttavia gli altri contano, siamo animali sociali che, tra le altre cose, si giudicano e fanno scelte in base a giudizi e pregiudizi. Alla fine non è neppure chiaro, per alcuni, se sia preferibile aver ragione o sapere che gli altri lo pensano. Il libro, una volta scritto e pubblicato, resta quello che è, soggetto solo a future revisioni o versioni, che restano tuttavia abbastanza rare nel panorama editoriale. La vita che si vive forse è simile al libro che non si è ancora finito e che viene giudicato in modo diverso dai lettori, ma mentre la vicenda del libro stampato è ormai chiara malgrado ogni giudizio, la nostra vita è in via di definizione e gli altri la influenzano. In realtà non siamo libri, e nessun libro potrà mai raccontarci pienamente, nessun racconto, nessun testo. Siamo complessi e, come nel mio caso, pure contraddittori. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 19 aprile 2025

Rosso vien prima di nero

Se non lo capisci, prima di finire ti spiegherò perché. Se devo scegliere, e posso farlo in libertà, cerco di andare verso la cosa migliore, quella che mi conviene di più e che è maggiormente vantaggiosa per chi amo. Non so dirti se istintivamente mi metto sempre al primo posto e magari fingo di non farlo, in questo sono bravo a mentire anche a me stesso. Confondo egoismo con altruismo e bontà, e so che sono legati in qualche modo, anche solo per il fatto che l’uno esclude l’altro. Quindi se prima viene il dovere, il piacere che ne segue risulta meno problematico, genera meno sensi di colpa. Bastone batte carta è un gioco inventato ora e che ha una sua logica evidente. Caldo vince su freddo, e nello spazio forse infinito sono le stelle che illuminano il cammino di chi si è perduto. Sulla gallina e sull’uovo non so dire, ma poiché il tempo oggi è più adatto a uova e colombe non ho preferenze, e prevale l’uovo solo se sono curioso di scoprire la sorpresa. Quindi sono convinto che nessuna bilancia possa dirsi onesta se, misurando cosa ho messo sui suoi due piatti, mi indica che il peso è uguale, come minimo non è abbastanza sensibile. Nel caso peggiore mente sapendo di farlo. Se ti dico che vorrei riavere quanto ho perduto sono sicuro di non essere originale, l'ho detto troppe volte. Quindi, se non hai ancora capito, amore vien prima di morte. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 18 aprile 2025

Prima

Avrei dovuto parlarti prima, prima avevo pensieri meno cupi. E invece mi sono distratto, ho fatto altro, ho anche letto, e intanto l’umore ha virato verso il pessimismo. Prima era diverso, mi sembrava, e in effetti era così, che il cielo fosse sereno e il sole vincesse le nuvole con la pioggia dei giorni prima. Adesso non piove, ma il cielo è diventato più scuro, e non solo per la sera che scende. Dovevo raccontarti prima di mille cose belle, e di progetti, e di speranze, ma ho perso tempo. Scusami, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 17 aprile 2025

La scelta di Alfredo

La sera si rivolge a me e chiede se può scendere. Certo, se è ora deve scendere, non potrei avere obiezioni. Del resto mi piace quando scende la sera, mi è rimasta la convinzione che alla fine del giorno sia stato fatto tutto quanto andava fatto e che la sera porti anche tranquillità e riposo. Un momento di pace prima di andare a letto e iniziare la vita parallela dei sogni. Poi ci sono le eccezioni, ci sono sempre, devono esserci, rimettono in equilibrio e smussano gli angoli, accettano le contraddizioni e le fanno sistema. A me piace pensare che la persona sana di mente debba essere un po' matta, altrimenti sai la noia. Quindi quando arriva quest’ora non mi spiacerebbe stare con te a fissare il mare verso ovest e scattare fotografie al tramonto, su uno scoglio, nel mese di luglio o di agosto, magari in Grecia. E sulla scelta di Alfredo che vuoi che ti dica? Non mi è piaciuta. Ciao, Viz.

                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 16 aprile 2025

Aspettarsi il dolce e trovare il salato

L’attesa può decidere l’effetto finale, è un pregiudizio, occorrerebbe avere in precedenza le giuste informazioni in grado di preparare a quello che dovrà succedere. Ma non sempre si possono avere, non sempre si ha la curiosità giusta per chiedere le informazioni del caso, capita di fidarsi delle apparenze. E allora succede che, in un viaggio di pochi giorni nel periodo pasquale, si visitino zone etrusche, si scenda dall’auto e si cammini quasi sempre con l’ombrello aperto, che si vada a vedere un bel film ma che si sia costretti, per stanchezza, ad uscire dalla sala prima della conclusione. Possono capitare, e sono capitate tutte queste cose, ormai più di quarant’anni fa. Ricordarle mi fa bene o mi fa male? Non lo so, avviene perché sono capitato sull’immagine di una torta al formaggio. Ricordi quella torta al formaggio? Quell’unica torta al formaggio che comprammo e che scambiai per un dolce pasquale simile alla colomba e tipico dell’Umbria? Ci rimanemmo malissimo quando scoprimmo che era salata e non dolce. Solitamente non buttavo mai nulla, ma quella torta finì nella spazzatura. Ora forse, conoscendola, l’apprezzerei, ma allora mi fece innervosire. Ciao, Viz.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 15 aprile 2025

tutto e niente, solo memoria

Ti lascerò una piccola tromba di quando lavoravo e dovevo farmi sentire; è poco, ma ti ricorderà di me.

Di me conserverai un piccolo portamonete con qualche scontrino, spiccioli e alcune pillole scadute da anni.

Di noi due conservi alcune foto, e mille ricordi. Con questi anche il dispiacere che lui non ci abbia conosciuti, ma è stato meglio così, perché gli ultimi anni non sono stati belli.

Io ti lascio un mondo intero, che ancora tremi se devi metterci mano, che pensi ti possa dire che non approvo.

Conserva quello che vuoi di me, sicuramente non sarà quello che adesso mi sembra così importante.

Ma più di ogni altra cosa, conserva te stesso, cerca di volerti bene e dimentica tutto quello che è giusto dimenticare. E perdona.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 14 aprile 2025

Avanti veloce

Negli anni del VHS il tasto Avanti Veloce, assieme a quello di Indietro Veloce, mi serviva per ritrovare un punto preciso che volevo raggiungere nel filmato, spesso un film. Per anni ho comprato videocassette originali, ne ho affittato e copiate altre, e ho registrato di tutto mentre quello che m’interessava veniva trasmesso. Quegli anni li abbiamo vissuti assieme, e quelle videocassette, purtroppo, ho iniziato a smaltirle nella raccolta differenziata o direttamente nei centri per i rifiuti casalinghi. Ora sembra che tutto questo sia avvenuto secoli fa, i supporti sono cambiati e ho poco desiderio di accumulare VHS o DVD, non ne vedo più il motivo, ci sono altri modi ormai per vedere film o per conservare ricordi. Però l’Avanti Veloce a volte lo rimpiango, nella vita reale intendo, per superare più velocemente alcuni momenti della vita. Non nego che mi interesserebbe pure l’Indietro Veloce, per gli ovvi motivi che ormai sono noti a chi mi conosce. Probabilmente però è sbagliato. Ogni momento va vissuto, e ci pensa la notte a far dimenticare, un po', alcune cose, oppure ci si distrae come meglio si riesce. Ciao, Viz.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 13 aprile 2025

Qualcosa in più

Sembra difficile ma non lo è, tutto sta a capire cosa ne vale la pena e cosa non è degno di interesse. Si può essere il più grande, inteso in senso relativo immagino, ma se si è il più grande stronzo credo ci sia poco da vantarsene. Meglio capire il problema e porvi rimedio, in quel caso, perché se neppure ci si rende conto della cosa difficilmente si cambierà volontariamente. Ma qualcuno ha certamente qualcosa in più, da valorizzare, ignorando magari i suoi limiti che vengono distribuiti a tutti e che ci differenziano dagli esseri perfetti. Sono le piccole crepe che rendono interessante un antico vaso etrusco, lo fanno unico. Le piccole pieghe del volto che si accumulano dopo gli anni sono i particolari che lo personalizzano. La pazzia latente, nascosta ma non troppo dentro di me, dimostra che ho qualcosa in più. E negli altri cosa cerco? Non la perfezione, che mi intimidisce, ma neppure il suo opposto che non voglio neppure definire. Solo il divino ha il diritto di arrivare dove non arriva nessuno mentre il mio povero qualcosa in più è decisamente molto più comune, anche se diverso da persona a persona. La cosa certa è che dal dicembre del 2016 ho qualcosa in meno, sai cosa. Ciao, Viz.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 12 aprile 2025

in città

Quale città più di lei potrà mai realizzare tutti i tuoi desideri, soddisfare le tue curiosità, rintuzzare la nostalgia e disarmare ogni memoria dolorosa? Sai perfettamente qual è il suo nome, dove si trova e come puoi raggiungerla. Non è una delle città invisibili di Calvino solo perché ha avuto l’opportunità di essere veramente invisibile, quindi sconosciuta, anche a lui. In città ci sono quei cinema, quelle pizzerie, quegli angoli, quelle case. Ci trovi gli amici di sempre e ci puoi anche restare in solitudine, se ti va, però senza sentire la solitudine. Mi chiedi se c’è il mare? Ma che domande, so che ti piace il mare, e non è molto lontano. Ma poi si possono fare passeggiate in montagna, visitare musei, curiosare nelle tante librerie che non chiudono come altrove. Se vuoi spedire una cartolina a qualcuno hai solo l’imbarazzo della scelta del soggetto, e il francobollo lo trovi dal tabaccaio che ti vende la cartolina, il giornale, le sigarette, la rivista di viaggi e le mentine, oppure una piantina della città. Quando sei in pensione e ormai alcuni impegni, per fortuna, li lasci agli altri, lei ti accoglie nel tuo far niente, nel tuo vagare senza meta e, malgrado questo, ti fa arrivare sempre dove neppure avevi il coraggio di sperare. Accanto, mentre passeggi, può capitare che ti segua per un breve tratto qualche gatto, o qualche gatta. Se ti capita di dire qualche parola ad uno sconosciuto la cosa non stupisce nessuno. Io so perfettamente dove si trova. Ci andiamo? Ciao, Viz.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Domani

Capisco che occorre saper fingere, ma non per mentire

Vedo che alcuni problemi non esistono

Mi sembra di dover aspettare inutilmente, ma credo anche questa sia vita

Mi rendo conto che, prima o poi, avviene

Mi perdo nel nulla e m’illudo di essere eterno

Cosa succederà, quando e come, non lo so

Altro da dire non ho

Ciao, Viz.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 10 aprile 2025

La posta come una volta

Non si scrivono più quelle belle lettere di un tempo, non vanno più di moda, si usano altre vie. Non si spediscono più quelle cartoline illustrate come nel secolo scorso, che quando si andava in vacanza sembrava bello condividere un po' di quello che si vedeva con i genitori, i parenti e gli amici. Anche gli uffici postali sono cambiati, sempre che nel frattempo non siano stati chiusi. Sono diventati banche e fornitori di utenze, sedi di consulenza non sempre nel nostro interesse. Eppure ho spedito alcuni biglietti e una cartolina. Qualcuno, che non se lo aspetta, riceverà posta. Questo volevo anticipartelo, ma lo sai già. Ciao, Viz

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 7 aprile 2025

Meno male

Credo esistano migliaia di modi diversi per farsi del male, fisicamente o emotivamente o come più fa comodo. A me piace seguire illusioni, creazioni mentali in parte chiaramente false e in parte dettate dalla fantasia consolatoria. Sono bravissimo a crearmi mondi paralleli che nessun altro vede, non semplicemente scrivendo come faccio ora, ma immedesimandomi in ciò che leggo, in situazioni che vedo, in spettacoli ai quali assisto. E mi faccio male perché allontanarsi dalla realtà in modo consapevole è sempre sbagliato. Con la realtà occorre venire a patti, anche se questa è diversa per tutti perché la leggiamo con strumenti diversi. Ma anche se la realtà oggettiva è difficile, è sempre meglio dell’illusione o della finzione dichiarata. Uno dei modi di avvicinarsi alla realtà è confrontarsi con gli altri, che anche se non hanno sempre ragione aiutano ad aggiustare il tiro. Quindi lo so, e fingo di non saperlo. Ciao, Viz. Pure tu mi dicevi come stavano le cose e mi sembrava di essere migliore, magari lo ero pure, e mi facevo meno male.

                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana