martedì 18 agosto 2026

estate on demand

Solo dall’estate di quell’anno e sino all’estate di quell’altro, tutte le altre via, sistemate ordinatamente nelle stanze della dimenticanza, nelle soffitte e nelle cantine di case vendute o abbandonate. Vivo periodi nei quali, per non gettare nulla, conservo persino gli scontrini, poi viene il momento nel quale il vento spira da una direzione inattesa e tutto si scompagina, si confonde e, naturalmente, si dimentica. Ho vissuto molte estati prima, te le ho raccontate quasi tutte, ma adesso non mi piacciono più, non mi procurano il piacere della memoria, le persone erano diverse con me, io ero diverso con loro, non avevo il mio spazio, e di quello che avevo me ne facevo una ragione, mi accontentavo. Accettavo viaggi con altri per non stare da solo, e non sempre andava come mi sarebbe piaciuto, o sceglievo volutamente di andare da solo, neppure cercavo di coinvolgere quelli che frequentavo in quei tempi. Archeologia della memoria, stratificata, sedimentata, da mettere in contenitori museali non aperti al pubblico e neppure a me stesso. Un’estate on demand, chissà se sarebbe possibile ancora, temo di no.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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