sabato 9 maggio 2015

Lettera a un amico (lo stesso)

Non sai quanto profuma questo Maggio, amico mio.
Le rose mi si offrono dai cancelli delle ville, si affacciano ai muri di cinta mostrandosi senza cautela, impavide, pallide o vermiglie, a stelo lungo o rampicante, i petali gualciti, spettinate come zingarelle o perfettamente aperte, ormai mature, pronte a sfiorire seppure ancora così odorose, come me orami rassegnate a mostrare di sé un bocciolo nudo e ormai privo di attrattiva.
Ma io continuo a essere qui per te. Ad amarti di un amore che non ha bisogno di contropartite, rassegnata al tuo silenzio, in contemplazione di qualcosa che non capisco. Sono ostinata, lo so.
(continua a leggere)

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