venerdì 29 novembre 2013

Metodi educativi


Ricordo i suoi metodi forse oggi discutibili, per certi versi efficaci e per altri invece no.
I due soli episodi che racconterò credo che basteranno per capire di cosa parlo.



Da piccolo, quando con la mia famiglia abitavamo a Porotto, si riscaldava una sola stanza con la cucina economica. Il camino lo abbiamo avuto solo nella mia prima casa, quella di Cassana, e poi è rimasto un ricordo. Va da sé che la cucina economica era al centro dei mie interessi, quando stavo nelle vicinanze, e mi piaceva vedere come si alimentava, come bruciavano i piccoli tronchi, o il carbone, o quello che capitava. Io amavo gettare nel fuoco, attraverso il portello, quello che mi capitava, vedendo l’effetto che faceva. Una volta per non so quale motivo mi era venuto il dubbio che il bordo della piastra non fosse caldo, ed allora, mentre mio nonno mi guardava, io ho appoggiato il dito, ovviamente scottandomi e ritirandolo all’istante. Avevo imparato che il fuoco è pericoloso, secondo lui. In realtà avevo solo appreso che bisogna evitare i rischi eccessivi, e neppure bene, perché negli anni che seguirono il fuoco continuò ad attirarmi in molte sue forme, trasformandomi a volte in piccolo incendiario  ed altre in sperimentatore pirotecnico. Sino a non molti anni fa poi sono stato sempre attirato dai botti di capodanno, ed ho smesso quando ho capito che, oltre ad essere comunque pericolosi, anche quelli più semplici e legali, creano enormi fastidi agli animali, che non capiscono cosa succede, e quindi si spaventano a morte.
 
Mio nonno ha sicuramente avuto maggior successo, da giovane, quando è riuscito a controllare la golosità di mia madre che, da piccola, pare amasse moltissimo la marmellata. La sua cura è stata memorabile, almeno per lei. Ha comprato un mastellino di legno, come usava a quei tempi, di marmellata di albicocche, ed ha lasciato che lei lo mangiasse sino a quando non si fosse tolta la voglia.
E la voglia le è passata per sempre. Ha fatto un’indigestione e da allora non ha più potuto neppure assaggiare alcuna confettura. In compenso non gli ha mai perdonato quella lezione.
Altri tempi. Oggi, i ragazzi, vengono educati in modo diverso.

                                                                                                     Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

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