mercoledì 28 giugno 2017

dammi




Dammi la calma e la capacità di distinguere sempre, nel caos quotidiano delle sollecitazioni di ogni genere, i motivi per i quali vale la pena impegnarsi, o almeno iniziare a pensarci seriamente, da tutti gli altri, rumore di fondo che distrae e toglie energie inutilmente.

Dammi la forza di continuare tutto quello che ho iniziato e merita di essere concluso, perché un senso serve, aiuta anche altre persone.

Ti direi anche di darmi altre cose alle quali terrei ancora di più, ma queste sono al di là della mia portata, sono oggettivamente impossibili.
E non chiedo la forza del giudice, del guerriero, o del giustiziere. Non saprei usarla nel modo corretto, farei certamente errori, qualcuno ne soffrirebbe per colpa mia, e mi farei prendere la mano.

Dammi un altro tipo di forza, quella di saper sorridere anche di me stesso e delle cose sbagliate che faccio, del dolore e delle perdite. La forza di accettare la vita come sceglie di venire e di non lamentarmi troppo. Un po’ ogni tanto, magari, giusto per sfogarmi, ma senza esagerare.

Dammi la forza di accettare quello che sai e di guardare avanti. Ne ho bisogno.

Vedi, tu che mi leggi, cosa chiedo, ma neppure io posso dirti a chi lo chiedo. Non serve saperlo, credo.
È solo una forma di comunicazione che ho scelto, un artificio per chiarirmi, per capirmi, per rileggermi e vedere se ciò che ho scritto regge o è solo illusione e tempo perso.
A dire il vero però io una mezza idea me la sono fatta, e forse anche tu, ma non diciamolo esplicitamente.


                                                                        Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabbia




Sempre alla ricerca di quello che ci potrebbe essere dietro alla duna, con i piedi scalzi a calpestare la sabbia. L’attesa di un incontro, la possibilità di rubare uno sguardo, il sacro ed il profano, il lecito e l’illecito, e vicino il mare d’estate.

Le montagne sono silenzio, poesia, meditazione e fatica. Ogni montagna però coltiva segretamente il suo sogno, e lo realizza con metodo ed impegno, in modo impercettibile per il tempo umano. Ogni montagna cerca di raggiungere il suo mare, si trasforma lentamente in sabbia per spostarsi, e talvolta chiede aiuto anche al vento, non solo all’acqua che scorre.

La sabbia ed il mare, vicini, ed attorno la vastità del mondo che si trasforma ogni giorno. Quello che era ieri già domani potrebbe non essere più. Sabbia, polvere, talvolta cenere.

La vita sospesa sull’altalena gioca sino a quando il destino lo permette, si dondola, accetta chi la spinge ma non le dispiace a volte ammirare attorno e fermarsi. E poi, ad un certo momento, decide di fermarsi sul serio, e si trasforma ancora, stavolta in vento e ricordo.

E intanto, sulla spiaggia, anche il mare arriva per giocare e spostare la sabbia lasciandosi ammirare da chi ha camminato sin dalle montagne per vederlo e ricordare le giornate felici. Per quelle tristi il tempo è sempre troppo lungo.


                                                                        Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 27 giugno 2017

Il miglior regalo è un sorriso




Non so come si possa cancellare ogni cosa e ripartire come se quanto abbiamo vissuto non fosse mai esistito. Certo sarebbe una soluzione riuscire a scordare, annullando così il dolore delle perdite, ignorare da un certo momento in avanti di aver conosciuto una persona, e di aver vissuto con lei quasi quarant’anni.

È il senso della storia che non mi torna, cioè la necessità che tutti noi abbiamo di sapere come mai ora siamo a questo punto, in senso generale. Il secolo breve, come è stata definita la conclusione del secondo millennio secondo il calendario gregoriano, avrebbe dovuto insegnarci tante cose, ma pochi hanno veramente studiato la storia, e, cosa non secondaria, ne esistono troppe e diverse interpretazioni.

Io tuttavia mi dichiaro ignorante se non conosco un tema o non ho studiato un certo argomento, cerco di non vantarmene, e magari provo pure a non farlo notare troppo. Sento che non ci farei una bella figura. Per altri invece ho l’impressione che il non sapere dia una sorta di patente di verginità, l’autorizzazione in buona fede a sostenere qualsiasi fesseria.
In rete poi si raggiunge l’apoteosi. Perfetti idioti e analfabeti funzionali insultano chi ha dedicato la sua intera vita ad approfondire materie sulle quali ci sarebbe ben poco da scherzare. Ma così vanno le cose.

Io, in ogni caso, non riesco quasi a buttare nulla, vecchi biglietti della metropolitana o piccoli oggetti che mi riportano alla mente un luogo e le persone che erano con me legate a quel luogo in quel momento.
La cosa che certamente non riuscirò a scordare è la tua enorme ma umanissima forza, quella che sino alla fine mi ha saputo regalare il tuo sorriso.


                                                                        Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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