mercoledì 2 novembre 2016

La perfezione




Il corpo umano è superato dai tempi, non è più un modello adatto alle situazioni ed alle sfide che ci aspettano ed hanno già iniziato ad evidenziarsi.

Prima di tutto tende a riprodursi in eccesso, in forma virale ed incontenibile, ad occupare ogni spazio a disposizione, e la popolazione umana aumenta senza la possibilità di controllarla. Se continua così una catastrofe è inevitabile. Neppure le guerre bastano a risolvere il problema, o le carestie, niente di niente.

Poi tende ad ammalarsi, ed a procurare dolore ai singoli esseri umani. E pure in questo caso non c’è modo di risolvere il problema. Il massimo che si può ottenere è solo spostare più avanti negli anni quello che nei secoli passati ci capitava in età meno avanzata.

Inoltre l’uomo, dotato di ragione, pretende di avere uno scopo, una motivazione, una dignità, un lavoro e una meta da raggiungere. Come se fosse facile. Che dignità ha uno qualsiasi degli organismi viventi della catena alimentare se non quella di essere cibo per alcuni e predatore per altri? Alcuni sostengono che il lavoro permette di avere dignità. Altri ne dubitano, in particolare chi può vivere molto bene pur senza lavorare, e magari si preoccupa generosamente che i suoi simili abbiano la dignità che cercano.

Una soluzione pratica e realizzabile potrebbe essere, per tutti, quella che inizia a farsi strada e che in pochi ancora vedono come un futuro non solo possibile, ma desiderabile. La smaterializzazione ad esempio risolverebbe alla radice il problema del dolore e della malattia. Impossibile soffrire senza un corpo che ci trasmetta messaggi nervosi lungo i nervi o ci faccia nascere paure per la conservazione della nostra parte fisica.

Dal punto di vista puramente economico e degli equilibri geopolitici e produttivi occorre che le società funzionino seguendo le naturali leggi della domanda e dell’offerta, della sana e libera economia di mercato insomma, ed il prossimo passo, unito alla dematerializzazione (che da sola risolverebbe ogni problema anche riguardo alla denutrizione, alle migrazioni ed alla demografia senza controllo) sarà quello di produrre consumatori virtuali, o, meglio ancora, macchine automatiche a basso impatto ecologico in grado di spendere in modo autonomo, di generare consumi e quindi di mantenere il livello della produzione ai livelli necessari al sistema.

Ormai il denaro si può dematerializzare a Trapani e rimaterializzare a Pechino senza alcun problema. Le auto stanno imparando ad andare da sole dove serve, senza autista. I bambini possono nascere anche senza padri, o senza madri, e in fondo sono inutili pure i bambini. Un account non reale su un social può interagire come se fosse una vera persona, e funzionare molto meglio di un umano, che magari non sempre è in vena.

La soluzione sarebbe lasciar perdere i corpi, lasciar  agire macchine e programmi informatici intelligenti e fare in modo che il mondo vada avanti senza di noi in carne ed ossa. Sarebbe finalmente la perfezione.

                                                                                                                            Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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