Tu vai (sei andata) via. Io vado (andrò) via. Alcuni momenti sono noti (a me) altri no. Nel presente esiste la memoria di quello che è stato e l’attesa (il timore, la speranza) di quanto avverrà. Purché finisca bene, ma non avverrà, non per tutti, e questa è un’ingiustizia della quale non sono responsabile se non in misura limitata e per pochissimi. Da piccolo quale sono mi lego a cose che potrei lasciar andare a che non contano nulla. Un po' come una gondola in plastica comprata con le lucine che allora si accendevano e poi si sono scaricate le batterie. Ma veramente l’ho posseduta? Ora mi vengono dubbi, forse era a casa dei miei, una vita fa, oppure l’ho vista in altre case. Quello che conta è che si va via, e ancora di più conta che, prima, si era arrivati e qualcuno ci aveva visti e che su di noi aveva puntato le sue carte. Vecchi giochi, insomma, io che non ho mai giocato per denaro e che al massimo, quando dovevo, erano 10 Lire, e mi spiaceva pure perderle. Chissà se è così l’amicizia, forse l’amore, che si deve puntare forte e rischiare di perdere tutto. Ma se non lo si fa non si vive, e un po', ogni tanto, occorre vivere, non solo sopravvivere nella routine e nella memoria. Irreparabilmente comunque conservo la memoria di quanto ho vissuto.
Silvano C.©
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