giovedì 17 settembre 2026

Vai via

Tu vai (sei andata) via. Io vado (andrò) via. Alcuni momenti sono noti (a me) altri no. Nel presente esiste la memoria di quello che è stato e l’attesa (il timore, la speranza) di quanto avverrà. Purché finisca bene, ma non avverrà, non per tutti, e questa è un’ingiustizia della quale non sono responsabile se non in misura limitata e per pochissimi. Da piccolo quale sono mi lego a cose che potrei lasciar andare a che non contano nulla. Un po' come una gondola in plastica comprata con le lucine che allora si accendevano e poi si sono scaricate le batterie. Ma veramente l’ho posseduta? Ora mi vengono dubbi, forse era a casa dei miei, una vita fa, oppure l’ho vista in altre case. Quello che conta è che si va via, e ancora di più conta che, prima, si era arrivati e qualcuno ci aveva visti e che su di noi aveva puntato le sue carte. Vecchi giochi, insomma, io che non ho mai giocato per denaro e che al massimo, quando dovevo, erano 10 Lire, e mi spiaceva pure perderle. Chissà se è così l’amicizia, forse l’amore, che si deve puntare forte e rischiare di perdere tutto. Ma se non lo si fa non si vive, e un po', ogni tanto, occorre vivere, non solo sopravvivere nella routine e nella memoria. Irreparabilmente comunque conservo la memoria di quanto ho vissuto.

                                                                                                                              Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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