lunedì 5 ottobre 2026

Di cosa parlo è evidente

Inutile negarlo, li guardo. In certe stagioni più che in altre, i motivi sono intuitivi. Immagino sia una forma simile al feticismo, ma quello è più di nicchia, riguarda ammirazioni particolari e meno condivise, mentre nel mio caso sono uno tra i tanti, senza alcun merito particolare né, immagino, colpe. Li vedo orgogliosi, o dimessi, a volte tristi, ed è un peccato. Quelli di bottiglia mi interessano relativamente e quelli di sacco vorrei evitarli. Tutti gli altri, quando vado in giro, ovunque sia, non posso evitare di osservarli, a volte ammirarli e magari farci fantasie. Un po' come il bambino che passa davanti a una gelateria e desidera un cono al cioccolato oppure davanti a uno scaffale pieno di giochi dove si ferma e guarda e tocca una confezione particolare che lo interessa. Ecco, quasi lo stesso, con la differenza che non tocco, non mi permetto di fare come Cirano che, al fin della licenza io non perdono e tocco come canta Francesco Guccini. Non sarò mai Guccini e tantomeno il suo Cirano.

                                                                                                                           Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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