Parliamo di crivello. Non sai cos’è? Fai una ricerca, apri un dizionario o un’enciclopedia, allarga le tue conoscenze minime. Non hai connessione e nessun supporto cartaceo? Allora non hai queste cose ma hai un potenziale problema. Quindi possiedi qualcosa, è già qualcosa. Del resto, anche se non sai cos’è questo strumento ma hai vissuto una certa parte della vita sai cosa comporta, quali conquiste e quali rinunce. Arriva un anno nel quale, improvvisamente, ti rendi conto di quanto è andato perduto, di quante persone se ne sono andate, di quante case hai visitato o hai addirittura posseduto e ormai non puoi più entrarci. Attraverso le maglie sempre più sottili sfugge ormai anche l’impercettibile, quello è grave, perché non te ne rendi conto. Non è demenza senile, è la natura della nostra essenza, non possiamo mantenere tutto, né fisicamente né mentalmente, anche solo nel ricordo. Selettivamente, per salvarci, dimentichiamo. Volontariamente, per riuscire a vivere, rimuoviamo e ce la raccontiamo inventandoci un passato mai vissuto. Diventiamo diversi, ci conviene, ma non lo siamo veramente, e quando un altro ci dice come ci vede allora può scattare il rifiuto, l’offesa, la reazione di vendetta o di chiusura del rapporto. Sai quante volte mi è successo? Quante volte l’ho subito oppure ne sono stato artefice, non lo so neppure, nessuno forse lo sa. Ecco, questo penso se immagino un crivello. Tu pensa quello che preferisci, e magari rifletti se è meglio mangiare pane bianco o pane integrale con un po' di crusca.
Silvano C.©
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