A guardare Google-Maps adesso cercando di ricostruire, tanti anni dopo, il percorso che i miei facevano in bicicletta per andare dalla casa a Cassana alla fattoria a Ponti Sette, che un tempo apparteneva alla famiglia Panato, di origine venete, mi ci perdo un po', e poi le case di allora o non ci sono più oppure non sono raggiungibili neppure da Google, se non dall’alto, zone private. Allora ero figlio unico, mia nonna restava a casa, a cucinare e a svolgere tutte le faccende domestiche, mio padre, mia madre e mio nonno andavano a lavorare sotto padrone, in campagna, e in estate mi portavano a volte con loro, caricato sul cannone della bicicletta di mio padre o mio nonno, ché ancora non ne avevo una mia. E le cosce e il culo, dopo un po', mi facevano tanto male che non sapevo come mettermi. Del resto non ho mai avuto biciclette mie, cioè tutte mie, comprate nuove per me. Ancora oggi non possiedo alcuna mia bicicletta nuova, solo usate, mentre a mio figlio ne ho comprate diverse. Gli anni cambiano, arriva il benessere. Dai Panato, mentre i miei lavoravano nei campi, io restavo sotto i filari di uva Fragola o di Clinto, e quell’uva non mi piaceva neppure. Girovagavo e mi mettevo anche in pericolo, nessuno mi stava alle costole a controllarmi, se non sono morto allora significa che non era destino. Conservo ricordi vaghi di un bagno in uno stagno o in un fossato con un paio di grosse camere d’aria per camion o trattore con ragazzini più o meno della mia età, erano maschi, femmine? Non lo so, entrambi credo, ed erano numerosi. Avevano il costume, le mutande o niente? Neppure questo ricordo, solo le enormi e scivolose camere d’aria nere. Da solo poi passavo sotto i grossi rimorchi con le stanghe per i buoi, pieni di punte di chiodi che spuntavano in basso, o rischiavo di finire in pozze con fango e acqua, oppure guardavo le galline e venivo infastidito da mosche e altri insetti ronzanti, mentre il caldo diventava pesante e l’ombra era necessaria. Giochi non ne avevo, usavo quello che trovavo, e la fantasia mi aiutava. Non avevo nulla ma non mi mancava neppure nulla.
Silvano C.©
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