Ma si può vivere così? Domanda pleonastica, lo faccio da tempo. Qualcuno dice che non si può, molti magari lo pensano, ma come vivono loro, che giudicano il mio modo di vivere? Pessimi esempi e ancor peggiori giudici. Di tutti potrei tracciare ritratti e descrizioni e magari potrei pure scattare qualche fotografia, a sostegno delle mie tesi, ma chi me lo fa fare. Dedico troppo tempo a cose simili. E quelli ai quali mi riferisco pensano cose che non condivido mai completamente. Solo pochissimi, dovrei dire pochissime, si salvano. Meno delle dita di una mano esprimono il loro numero, ed è naturale sia così. Il fatto è che sopporto con difficoltà crescente la sottile maldicenza, mi vergogno quando pure io ci casco mentre, decenni fa, era un mio punto d’onore non esprimere mai alcun giudizio sugli assenti. Passa ogni cosa, anche le convinzioni e i comportamenti. Quindi vivo così, sai come, commettendo ogni giorno errori stupidi, dedicando tempo ai miei piccoli impegni e a soddisfare, con poco, desideri inconfessabili. Rispettando le scadenze essenziali so adattarmi ai bisogni non miei che danno senso alla vita. Cosa sbaglio allora? Non lo so, molto immagino. Tra le mie priorità non ho un elenco di luoghi da visitare prima di morire o di esperienze obbligatorie da fare, programmo a breve anche se immagino l’infinito.
Silvano C.©
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