Non se ne può parlare senza essere necessariamente incompleti, inadeguati, inadatti, forse anche infelici (ammetto tuttavia di non saper definire la felicità). Di lei so solo che l’ammiro a volte senza rendermene conto, che la idealizzo, che ne faccio in certi giorni una meta possibilmente da raggiungere senza dover penare troppo, pur consapevole dei miei limiti. Ma nulla di quanto ottengo facilmente poi ne vale la pena, lo so. Quello che conta mi arriva casualmente o dopo aver lottato, faticato, investito. E non è mai definitivo. Ieri contava, oggi non più, domani forse sarà occasione di rimpianto. Lei però resta, mutevolmente si adatta e fisicamente rimane eterea, ideale e giusta per le stagioni della vita. Oltre non posso dirti per non facilitarti troppo. Come spiegavo prima con altre parole le cose facili non danno soddisfazione.
Silvano C.©
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