Il monte ha il profilo del viso di un gigante appoggiato al suolo a fissare il cielo. Lo abbiamo visto migliaia di volte passando su quella strada che dal lago sale verso il passo, uno dei più bassi del Trentino e dell’intera Italia. Mi capita di passare di tanto in tanto su quel tratto che è vietato al traffico pesante perché alla fine della lunga e ripida discesa in passato un autocarro (forse più di uno) arrivò con i freni ormai esauriti quasi sul lungolago e per fortuna non vi furono vittime, solo danni e un grande spavento. Quello che mi sembra il profilo di un gigante mi appare identico da decenni, e probabilmente, se si tratta di un gigante assopito, non si stanca di guardare verso l’alto, pensando chissà a cosa, estate e inverno, notte e giorno. Nella sua posizione, se è un gigante, forse è soddisfatto di essere sulla giostra della Terra che continua a ruotate sul suo asse ma, forse, prova invidia per chi, molto più piccolo di lui ma non bloccato al suolo, può permettersi di volare verso sud, e vedere l’altra metà del cielo.
Silvano C.©
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