Succede, anche senza volerlo. Stavamo seduti al tavolo di un ristorante per una domenica più allegra, non diversa da tante, solo dagli altri giorni della settimana, senza voler festeggiare nulla ma per avere l’occasione di parlare non come a casa e per il piacere di assaggiare piatti non abituali o difficili da preparare nella cucina casalinga. Del resto, a mia giustificazione, lo ritengo un modo alternativo di andare in vacanza, visto che da anni non mi concedo nessuna vera e lunga vacanza, al massimo uno o due giorni e mai in luoghi lontani, come tanti anni fa. Stavamo seduti parlando tra noi e un gruppo di tre persone è arrivato poco dopo, una coppia di mezza età e una signora un po' più anziana, tutti mediamente eleganti. Sento la domanda: hai preparato la valigia? Poi non mi arrivano altre parole e noi pensiamo ai fatti nostri. Credo di avere un buon udito, e dopo alcuni minuti sento uno di loro che accenna a case di riposo dove si sta bene e che sono pure belle. Poi arrivano altri clienti e, poco alla volta, altre voci si accavallano e perdo il senso di quanto stanno discutendo i tre. Ho solo intuito di cosa parlavano. In questi ultimi tempi certi temi mi toccano, in questi ultimi anni a dire il vero, forse da sempre ma non in modo pressante come recentemente. E mi è scesa un po' di tristezza, allontanata con il Müller-Thurgau.
Silvano C.©
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