martedì 30 agosto 2011

non posso non dirmi femminista


Da bambino ho vissuto in un ambiente di campagna, con coetanee tutte femmine, mentre i maschi o erano più grandi, e non mi vedevano neppure, o erano molto più piccoli, ed allora ero io che non li vedevo. Ho imparato così ad apprezzare le bambine, e a trattarle alla pari, perché mi piacevano di più i giochi che facevano loro e perché se c’era da menare le mani non si tiravano indietro.
Poi ho vissuto gli anni dell’adolescenza più vicino ai maschi, tra  razzismi infantili ed idiozie, sentendomi un diverso, cercando di integrarmi ma senza mai riuscirci sino in fondo, senza capire nulla di calcio - che esulava ed esula ancora oggi dai miei interessi - senza avere passioni per sport estremi o per motori, senza saperci in fondo mai fare con le donne alla maniera di quelli che invece con loro avevano successo. 
A volte mi facevano pure leggermente schifo questi amici quando li sentivo parlare, eppure li invidiavo, consapevole tuttavia di non avere le capacità o la mentalità per un comportamento come il loro.
Praticamente ho avuto un solo vero amico maschio, in tutta la vita, col quale credo di essere stato me stesso e non un ragazzino,  ma alla fine forse non ho capito sino in fondo il nostro rapporto,  illudendomi un po’, o tradendo le sue aspettative. 
I legami più profondi li ho avuti con amiche, e non sono stati legati necessariamente ad attrazione fisica. È che trovavo e trovo le donne solitamente più aperte ed interessanti, non monocordi su alcuni temi pure importanti. In una parola, più intelligenti, di una intelligenza mirata in modo diverso, introspettiva e curiosa.

Storicamente è finalmente arrivato il momento della donna, dopo i danni che noi uomini abbiamo prodotto col nostro controllo della cultura economica e politica, dopo le guerre di dominio, dopo il prevalere delle violenza fisica e brutale che uccide, dopo un patriarcato diffuso a livello globale, e dopo il tentativo della donna di imitare l’uomo, per competere sul suo piano. Una guerra di retroguardia è in atto, e tutti ne possono vedere le vittime, ancora donne. E' tuttavia una guerra dettata dalla paura di perdere privilegi, condotta da singoli uomini o interi Paesi che vivono ancora nel medioevo, e che non potrà essere vinta dalla reazione integralista.

Da parte mia sono vicino al mondo femminista anche quando mi rifiuta, come è capitato alcune volte nella vita reale e anche in rete, e come capiterà ancora. È un mondo sfaccettato, vario, contraddittorio, talvolta in autodifesa, talvolta in attacco e del tutto chiuso ad ogni possibilità di incontro, talvolta pacato e riflessivo, pronto al dialogo con l’uomo. Talvolta è decisamente integralista, e non so da dove prenderlo, perché lo trovo esagerato, ma non mi sono mai trovato nelle vesti di una donna e quindi non sono in grado di giudicare. 
Sento mio dovere difendere, nel mondo dell’educazione, nella vita reale e dove posso arrivare, i diritti della donna. E questo perché sono anche i miei diritti. La legge 194, la legge sul divorzio, le pari opportunità, la tutela della maternità, l’integrazione piena e reale nel mondo del lavoro, la libertà di avere o non avere figli, la piena libertà sessuale, almeno al pari dell’uomo, il rispetto pieno della nostra Costituzione, in breve, sono valori che ritengo fondanti di una società civile avanzata, non confessionale, non etica. Non amorale, ovviamente, perché ognuno di noi ha una morale, ma non possiamo imporre agli altri la nostra visione del mondo, e pure quella degli altri la possiamo e dobbiamo accettare quando non limita le nostre libertà.

Non nego le contraddizioni presenti in un atteggiamento come il mio e sono consapevole di poter essere giudicato negativamente sia da uomini sia da donne. Mi piace tuttavia pensarmi femminista, anche se, mi è stato fatto osservare, tali possono essere solo le donne.  

                                                                                             Silvano C.©
             
( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

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