Il titolo potrebbe essere tutto, finito, perfetto, e non servirebbero commenti aggiuntivi. La realtà è nota a tutti, sia a chi le tasse le paga sia a quelli che non le pagano, ed è altresì chiaro che il far pagare le tasse agli evasori è sì un impegno di questo governo, ma solo sulla carta, nelle dichiarazioni, mai, o molto poco, nei fatti. Un prelievo fiscale equo, alla base di ogni democrazia compiuta, noi lo sogniamo nelle notti di plenilunio, quando anche la notte sembra più limpida e trasparente.
Un rappresentante autorevole di questo governo infatti ha avuto modo di dire, in tempi non lontanissimi, che è giusto non pagare le tasse se queste sono troppe. Un altro rappresentante, qualche tempo prima, aveva detto che non bisognava pagare le tasse che poi avrebbero permesso di dare gli stipendi ai dipendenti di “Roma ladrona”.
Oggi però, in momenti difficili dal punto di vista economico, la disparità sta diventando insostenibile, e più ancora dei benefici dei politici, che guadagnano cifre immeritate ma chiare (sotto gli occhi di tutti i critici della “Casta”), o dei redditi dei grandi manager (penso a Marchionne), io credo che sia molto più grave e diffuso, e quindi percentualmente più importante, il sommerso, il nero, ciò che non appare al fisco, e che permette a delinquenti finanziari di rubare risorse che dovrebbero essere destinate a chi ha bisogno, a ladri che trattengono per sé quello che dovrebbero dare allo Stato per pagare le forze di sicurezza, la scuola pubblica, la sanità, la giustizia. Si arriva all’assurdo che in alcune regioni, dove i libri scolastici vengono dati in uso gratuito nei primi anni di scuola, il fenomeno è talmente noto che non c’è alcun tetto di reddito per avere i libri, altrimenti gli impiegati, ricchi, dovrebbero pagarli, ed invece i gioiellieri, poveri, li avrebbero gratis.
Michele Serra, nell’articolo che mi ha ispirato, dice che una società iniqua è destinata a collassare. Io non so fare previsioni, in merito, ma constato, ad esempio, che la demagogia con la quale il governo Berlusconi ha eliminato l’ICI per la prima casa è stato accettato pure da coloro che comunque non pagavano questa imposta neppure con il provvedimento varato da Prodi, perché aveva messo un limite inferiore, sotto il quale nessuno pagava nulla. In pratica Berlusconi ha solo tolto una tassa ai ricchi.
( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la
fonte. Grazie)
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